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martedì 29 settembre 2009

Realtà Virtuale

Realtà virtuale, cioè possibile ma non attuata, oppure mondo teorico, simulato etc.
Se ne parla soprattutto in relazione a certe possibilità offerte dall'informatica, e spesso con una connotazione negativa, perché il mondo virtuale si contrapporrebbe alla "realtà vera".
In effetti, a volte alcune possibilità tecniche o scientifiche sembrano andare più veloci di noi, ma io credo che il microprocessore di oggi sia il diretto discendente delle pergamene di ieri.
Nessuno rimprovera un figlio che trascorre un pomeriggio intero in biblioteca, ma se lo passa al computer...
L'uomo si caratterizza perché da sempre ha immaginato e si è creato realtà virtuali.
Altrimenti nessuno avrebbe imparato ad accendere il fuoco o avrebbe scoperto nuovi continenti.
A cominciare dal primo uomo che ha immaginato di potenze ultraterrene o di vita dopo la morte; da Omero a Dante Alighieri sino a James Joyce, da Giotto a Steven Spielberg, includendo il loro pubblico, abbiamo sempre sognato-costruito mondi virtuali.
Per sminuire il senso di una insoddisfacente realtà, o per valorizzarla nella comprensione e nel cambiamento volto a creare un ambiente per noi migliore.
Realtà effettiva o virtuale, l'uomo sembra avere un unico destino, quello di considerarsi e voler sempre più diventare misura e metro dell'universo.
Se in questo c'è un rischio, sta nel renderlo un assoluto, nel non sentirsi più sul margine di una frontiera per esplorare, ma solo per invadere, conquistare e modellare.
Un "assoluto" che può chiudersi alla possibilità di imbatterci in qualcosa di realmente imperscrutabile o più grande e potente di noi.

L'uomo scopre e misura l'universo prendendo se stesso come unità di misura, ma non deve escludere che vi siano cose che non è possibile conoscere.
il sogno del teletrasporto
povero jackpot
rapporti sessuali completi
surface

2 commenti:

  1. La realtà virtuale secondo il mio giudizio, come tutte le invenzioni umane va presa con quel buon senso che pare proprio che all'uomo manchi, proprio perchè prende se stesso come metro di misura. E il resto, che è il vero metro di misura, lo fa implodere in se stesso, ed è paradossalmete l'uomo che accelera questo processo di annichilimento...perchè si considera...al centro dell'universo...

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  2. Senz'altro è un'invenzione, ma è anche un modo di interpretare, conoscere, capire.
    Come possiamo fare in modo che non sia un metodo distorto?

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