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mercoledì 4 novembre 2009

Il Prezzo Del Dolore

Abbiamo già visto le tristi, anche se forse necessariamente consolatorie, diatribe circa il risarcimento di somme più o meno alte se l'aereo cade da 1000 o da 5000 metri etc uomini e prezzi.
Un prezzo per il dolore psicologico subito dal beneficiario che è morto, ma almeno va agli eredi...
Mi chiedo se queste macabre contabilità non siano un ulteriore modo per allontanarci da noi stessi.
In fondo ciascuno di noi è ciò che mangia, respira etc, ma è anche ciò che soffre.
Dare un prezzo a ogni dolore compresa la perdita di una persona cara pone uno schermo tra noi e una fetta della realtà che è "naturalmente" fatta di lacrime e sangue
Una realtà dolorosa ed inevitabile.
Attenzione, non "dolorosa ma inevitabile".
Dobbiamo ricominciare a saper sommare, ad aggiungere, e non a considerare alcune dimensioni di vita come tetri ed inevitabili pedaggi da evitare o da "prezzare".
Non sono certo un fanatico della sofferenza, anzi, ma se penso a tutto il dolore, innocente o meno, di cui è fatta la storia dell'uomo, capisco che volerlo ripudiare, assieme al sangue di chi ci ha partorito e alle lacrime versate quando la notte non dormivamo mai è  ripudiare una parte di noi, e negare la dignità del ricordo e della celebrazione a coloro che hanno sofferto prima di noi e "per" noi.

poter sognare solo il quotidiano
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scarsa immaginazione
depressione mortale II

3 commenti:

  1. E' la stessa stupida paura del dolore, sia fisico che non, che toglie a tante persone l'opportunità di vivere pienamente la vita.
    Penso ad esempio a chi ha paura di amare, perchè potrebbe non essere ricambiato, o l'amore finire e allora a quel punto ci sarebbe il dolore... ma non dà sufficiente peso alla bellezza di quello che c'è in mezzo, a cui si rinucia, appunto per paura.
    Quanto al dolore fisico, come esseri umani noi siamo anche corpi, e in quanto tali il dolore è normale, non deve fare paura, perchè fa parte della nostra natura, della natura di tutte le creature.
    Il dolore è un fatto personale, sarebbe bello che ognuno di noi stesse abbastanza bene con se stesso da poterlo accettare serenamente come parte della vita.
    Forse monetizzare il dolore è un'illusione per allontanarlo in quanto se ne ha paura, un modo per renderlo oggettivo e quantificabile agli occhi degli altri e allo stesso tempo renderlo "esterno" a se stessi.

    Forse invece viviamo in una società così malata che vivendo solo di COSE considera anche i sentimenti come oggetti, e come tali li compra e li vende.

    Pa.ce.

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  2. Forse i sentimenti e le emozioni sono "cose" troppo intime, e allora per non bruciarci utilizziamo numeri e denaro per maneggiarli.

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  3. Cosa vuol dire "bruciarci"?
    Magari rientra nella casistica della paura. Ma perchè la soluzione deve essere economica?

    Pa.ce.

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