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lunedì 13 agosto 2012

scripta manent

Anche nel più (apparentemente) pacifico gruppo di discussione, blog, forum o FB, si annida il seme dell'odio brutale.

Pur se l'obiettivo dichiarato del gruppo fossero la pace cosmica e il reciproco sostegno morale, prima o poi insorgeranno contrasti, vendette più o meno trasversali e faide dichiarate.

Abbiamo già rilevato (*) come amicizie decennali possano sgretolarsi sotto un paio di post.

In effetti le parole scritte permangono, specie sul web.

Anche se cancelli un post nel giro di 20" perché ti sei pentito di un tono troppo acceso, ci sarà già chi lo ha letto, chi lo ha salvato nel pc e chi lo riceverà per email.

Il fatto di averlo cancellato, lungi dall'essere un'attenuante, si risolverà in un ulteriore atto d'accusa: vigliaccheria con l'aggravante confusionale.
Infatti riceverai pubbliche critiche, a cui dovrai replicare, da almeno una decina di "amici", senza che gli altri abbiano la più pallida idea di che cosa si stia parlando, per la qual cosa anche questi ultimi si offenderanno ecc.

Nulla si crea ma molto si distrugge...

infangare a piacimento

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