Il disagio, il sentirsi fuori posto in una realtà estranea se non ostile, si annida ovunque.
Non mette radici solo tra le disabilità e gli handicap conclamati, né soltanto tra extracomunitari e famiglie povere.
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momenti di gioco ma raramente spensierati (foto Rosella) |
Là dove apparentemente si scoppia di salute, nelle famiglie dei ceti medi, nella ricchezza culturale e nelle mentalità aperte.
E' un disagio silenzioso, senza nessuna etichetta cui potersi appigliare (handicappato, immigrato, ignorante...) e di cui raramente siamo consapevoli.
Perciò, quando esplode in maniera incontrollata o violenta, stiamo tutti lì, sbalorditi ed attoniti, a chiederci "Ma che cosa gli mancava?".