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giovedì 12 agosto 2010

Triste Pensione ?

Leggo su di un quotidiano il grido di dolore di un docente universitario.

Prossimo agli 80 anni, le nuove norme (forse) lo costringeranno alla pensione.
Ma, dice lo stesso prof., lui ha tante qualità ed esperienze, tante perle preziose ancora da distribuire; la sua scienza potrebbe ancora essere importante per la formazione di tante giovani menti.

Va bene, abbiamo capito, ci fidiamo sulla parola.
Però nella vita ci sono tanti cicli che si aprono e che ad un certo momento devono chiudersi.
Ri-ciclarsi, in questo caso, non sarebbe nulla di avvilente, anzi potrebbe dire aprire una nuova fase, sicuramente fruttuosa e ricca di soddisfazioni per una persona con tante qualità.
Non pretendiamo certo che il prof. si trasformi in imprenditore, ma viste le sue doti è sufficiente che faccia girare un curriculum, o semplicemente il proprio nome, specificando che da ora avrà maggior tempo libero e sicuramente riceverà tante proposte che non potrà soddisfarle tutte (conferenze, convegni, consulenze…).

Andare in pensione non fa certo perdere le proprie qualità e capacità, ma per chi ne ha voglia può voler dire metterle a frutto in maniera differente.
A meno che quel frutto non sia così attaccato all'albero, che senza di esso perderebbe tutte le sue (presunte) qualità.

O forse conferenze, convegni e consulenze, tutti retribuiti in aggiunta allo stipendio sicuro di docente, il nostro prof. li fa già da anni (nel “tempo libero”, ovviamente).
togliere ai poveri e lasciare ai ricchi
non autosufficienza dell'anziano
over 65
giovane regina e vecchi presidenti 

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