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giovedì 11 novembre 2010

Sesto Comandamento

Quand’ero bambino il catechismo ci diceva di non fornicare, il che ci creava qualche perplessità ai picnic, quando cadevano le briciole nell’erba.


Poi il precetto si è andato evolvendo: non commettere atti impuri, non commettere adulterio etc.

Gli altri comandamenti relativi ai rapporti sociali sono rimasti sempre gli stessi: non uccidere, non rubare, non mentire, rispetta i genitori.
Si tratta, per questi altri casi, di principi morali che almeno a parole o nelle intenzioni sono ancora diffusi ed accettati dalla coscienza comune.

Invece, per quanto riguarda il sesto comandamento, gli stessi mutamenti di vocaboli segnano un forte disagio, una difficoltà d’accettazione che ne condiziona persino la formulazione.

L’ adulterio può colpire molto pesantemente le persone coinvolte, ma in apparenza sembra essere diventato un peccato molto lieve, se non qualcosa di cui sottovoce vantarsi.

Forse era destino che almeno uno dei dieci fosse consegnato all’oblio ?

Forse dipende dal fatto che da parecchi anni non è più un reato, e allora tutto ciò che non è punito dalla legge diventa lecito ?

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Grazie.
rapporti sessuali completi
spontaneo = pericoloso
diversamente fedele
la bestemmia la legge e gli innocenti

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