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martedì 18 settembre 2012

La Vita E Niente Altro

"La vita e niente altro": non è solo il titolo di un bel film (*) in cui il protagonista tenta di salvare i caduti della Grande Guerra da una anonima massificazione, cercando di ridare a ciascuno di loro un nome o, dove questo non sia possibile, tenendone almeno il conto esatto.
"La vita e niente altro" è anche quello che da tempo mi passa spesso per la mente.

Amore, giustizia, verità: quante stragi, quanto dolore e quante lacrime per l'affermazione di questi valori; perché ognuno li interpreta a modo suo e pretende che il proprio punto di vista prevalga sugli altri.

So che rischio di apparire reazionario o peggio, ma tante guerre combattute in nome di indipendenza-unificazione-secessione-riunificazione, quanti morti-storpi-infelici hanno fatto?

Per ottenere cosa? La felicità?
Mai la felicità ha avuto il colore di una bandiera!

Pur rifiutando molto spesso un dio, e forse proprio perché non riusciamo a farne a meno, sacralizziamo un inno, un vessilo, un'idea.

E allora nascono tanti mistici, misticismi e sacerdoti per sacrificare vittime su nuovi profani e tecnologici altari.

Come anche il misticismo del lavoro.
Qualcuno ha pensato che io intendessi sminuire la dignità dei lavoratori (*).

Nossignore!
A me la dignità del lavoratore interessa, solo purché prima, a TUTTI, sia garantita la dignità di persona e soprattutto la Vita, questa sì con la maiuscola.

Ma pensandoci bene non importa: può anche avere la minuscola, per quando è malattia o tristezza.

Sia che la morte vi ponga fine, sia che ne segni un nuovo inizio, che valga c'è solo la Vita (e niente altro).


crescono
fughe benedette
ancora un anno 
surface 
statistiche e meriti

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