La paura è come una valanga, cresce sempre più e diviene rovinosa, è inarrestabile perché si alimenta di se stessa.
La paura è una di quelle cose strane ma rispettabili, proprio come un handicap o una disabilità, che "chi le ha è come tutti gli altri" purché non capiti a me (che allora chiederei il suicidio assistito).
Ma, come per tutti i sentimenti basilari di sopravvivenza, quando non viene mediato dalla cultura sociale e dalla civiltà "umana" essa diventa spietata e autodistruttiva.
La paura che biechi politicanti hanno cavalcato per spingere tanti di noi ad abbandonare su barconi in mezzo al mare altri esseri umani, è la stessa paura che oggi spinge quei tanti a ringhiare ed inveire contro le massime istituzioni.
La stessa paura irrazionale di essere invasi dagli africani e dai musulmani in arrivo dal Sud sulle carrette del mare, oggi li spinge, quei nostro medesimi compatrioti, a dare l'assalto alle casse del centro commerciale per conquistarsi un barattolo di pomodori.
Va fatta una distinzione certo, tra gli sciacalli che strumentalizzano questi terrori a
fine di mercimonio politico e chi la paura la vive subendola e si aggrappa al primo relitto o al primo carrello che vede pur di non affogare.
Tante volte ne ho parlato.
Fatta necessaria la salvezza di vite umane e della loro dignità, maggiore attenzione andava posta alle paure dei timorosi, senza lasciarli preda al bastone degli sciacalli.
I timore non possono essere ignorati o sbeffeggiati, i timori vanno ascoltati, compresi, indirizzati e mediati sino ad ottenere un onorevole compromesso.
Rispetto per chi, senza alimentarla a proprio profitto, aveva paura dei profughi di Libia e rispetto per chi corre oggi ad accaparrarsi l'ultimo pacchetto di farina
La paura è ineludibile, è uno sgradevole compagno di viaggio che ci accompagnerà sempre fedelmente, se solo avremo saputo addomesticarla.
S-Memoria (Una Persona Fortunata)
Solidarietà Nazionale