Caro Giancarlo,
ho letto con
partecipazione le tue riflessioni, di cui ti ringrazio per avermi messo a
parte.
Il fatto da cui
prendi le mosse è davvero tragico ed ancor più tragico è trovarlo relegato in
un trafiletto di cronaca.
Pur trovandoci in
una società opulenta, togliersi la vita per la disperazione cui la miseria
conduce è un male che si sta diffondendo come un'epidemia.
Tali vicende inducono svariate riflessioni e qui vorrei accennarne alcune.
Lo spettro della
povertà, a fronte di una ricchezza complessiva reale che sarebbe sufficiente a dare
alloggio e sfamare non 60, ma 100 milioni di cittadini, ci fa perdere la
bussola.
Questo terrore è
stato insinuato a bella posta fra i nostri orizzonti, con l'intento di di
fiaccarci il morale e spingerci ad accettare qualunque compromesso, compreso,
per fortuna ancora di rado, quello con la morte.
C'è da dire
che il contagio ha trovato fertile terreno nella nostra putrescente mentalità, in quell'arte di arrangiarci che il più delle
volte ci fa sentire tanto furbi ed invincibili.
L'italiano
fantasista, che ha evaso per anni il canone senza subire conseguenze, perché
lui-sa-come si-fa, se non è sufficientemente criminale, quando inizia a sentirsi mancare
l'acqua è finito.
Una sempre più
spiccata mentalità individualistica, che ci ha portato a tagliare i ponti con
sindacati, associazioni, partiti salvo che per il perseguimento di finalità
esclusivamente egoistiche, ha spazzato via dal nostro orizzonte quella che una
volta si chiamava solidarietà.
Ha polverizzato tutto quello che, mediato dai raggruppamenti sociali, era aiuto reciproco, vicinanza,
sostegno nel bisogno.
Per inciso, i
fautori di disordini pubblici sanno bene che ai loro fini sarebbe sufficiente
chiudere le mense della Chiesa per non più di una sola settimana.
![]() |
Duomo di Ancona dalla Amerigo Vespucci |
Credo si sia
perso anche il senso di una semplice, opportunistica ma ancor benefica
coesione.
Che si sia
smarrito completamente pure il dato di fatto grezzo per il quale, volenti o nolenti,
siamo sulla stessa nave e nessuna personale inventiva riuscirà a salvarci
se non ci rimettiamo in rotta.
La stiva è ancora
piena, le provviste abbondanti, ma solo ritornando ad essere un equipaggio ce la potremmo fare.
trattamento base (welfare reloaded)
il lavoro rende schiavi
tutela universale
cittadini semplici
trattamento base (welfare reloaded)
il lavoro rende schiavi
tutela universale
cittadini semplici