Nel cuore della città, dove le luci natalizie ancora brillano timidamente contro il cielo invernale, la pista di pattinaggio continua a tessere le sue storie. È un mosaico vivente di colori: piumini rossi, sciarpe azzurre, berretti multicolori che danzano sul ghiaccio come pennellate su una tela in movimento.
Tra questo vortice di modernità occidentale, una figura si distingue con elegante naturalezza. Il suo burqa nero ondeggia gentilmente mentre scivola sul ghiaccio, creando un contrasto poetico con l'allegra confusione circostante. I suoi movimenti sono fluidi, sicuri, in perfetta armonia con il ritmo della pista.
Quando la ragazzina si ferma a bordo pista per parlare con il padre, non vedo confini né barriere. Vedo invece un dialogo tra generazioni, tra tradizioni che si intrecciano con il presente. Nel suo modo di essere, così naturalmente se stessa, scorgo una libertà più profonda: quella di poter essere diversi senza sentirsi fuori posto.È un'immagine che racchiude la promessa del domani: non un'omologazione forzata, ma una convivenza di identità diverse che si arricchiscono a vicenda. Come i cristalli di ghiaccio sotto i pattini, ognuno unico nella sua forma, eppure parte della stessa superficie lucente.
Forse è questa la vera magia del periodo natalizio che mi è rimasta dentro, quest'anno: ricordarci che la bellezza più autentica risiede nelle nostre differenze, nella capacità di danzare insieme pur mantenendo il proprio ritmo personale.
In quella giovane pattinatrice col burqa ho visto un futuro che già esiste: non un futuro di contrasti, ma di armoniose diversità, dove ognuno può trovare il proprio spazio per brillare.
la pista del ghiaccio a piazza Pertini, i colori i pattini e il silenzioso clamore di un burqa
RispondiEliminae anche il freddo del ghiaccio si intenerisce al calore di un giovane burqa
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