Cerca nel blog

giovedì 6 novembre 2014

Sepolcri Rossastri



Il trucco del sepolcro imbiancato va aggiornato.


Certo la sostanza è sempre quella: si dà un po' di stucco, si passa una mano di vernice sui muri et voilà, il rudere pericolante lo si vende come nuovo al gonzo di turno.


L'unico aggiornamento è nel colore, perché il bianco ha stancato e va di moda il rosso, anzi il rossiccio o il rossastro.


Dentro, col nostro comportamento, siamo dei fascisti, persone di destra nell'accezione più bieca e deleteria.

Siamo tutti degli azzeccagarbugli, sempre pronti a colpire alle spalle anche il nostro vicino, campioni dell'individualismo più vile e indolente che si sia visto.


Fuori, invece, una patina rossa di sinistra, perchè la sinistra detiene ancora l'egemonia simil-culturale del politically correct (vedi le diverse reazioni agli insulti verso le ministre Mara Carfagna e Marianna Madia).



Una patina come quella che ricopre i discorsi dello scudiero Mr. 41%, portatore di una arrogante ed individualistica pseudo-solidarietà-sociale.


Ma la vernice è ormai troppo scolorita, quasi rosa pallido, e dalle fondamenta si allungano crepe che scoprono il nero dell'interno, proprio quel nero che è anche il colore dell'Isis.






lunedì 22 settembre 2014

Grande Manifestazione

Le 3 maggiori sigle sindacali hanno indetto una colossale manifestazione contro le iniziative del governo "degli illusionismi e delle divisioni" (*)
Badate, non uno sciopero, che inciderebbe anch'esso sulle tasche dei lavoratori, ma un corteo ed un raduno organizzati per sabato, così che a rimetterci saranno solo insegnanti ecc.

Iniziativa meritoria?

Io credo che le motivazioni reali siano altre.

Opzione1: tatticismo.
Per non rendere troppo acceso lo scontro con il governo, si evita di proclamare uno sciopero che sarebbe troppo umiliante revocare
 
Opzione 2: adattabilità.
Détta anche opportunismo rispetto a esigenze e faticosi equilibri; va detto che la manifestazione è stata proclamata con un mese e mezzo di anticipo, per l'8 novembre, e perciò c'è tutto il tempo di aggiustare il tiro, di placare o inasprire gli animi ecc.

Opzione 3: fifa nera.
In caso di sciopero, le amministrazioni pubbliche comunicano subito a Roma le adesioni effettive, che sarebbero note già prima dei TG di pranzo, mentre i numeri della piazza sono suscettibili di interpretazioni fra le più ardite.

Concludo confessando di essere iscritto alla CISL da 32 anni e di volerci rimanere, nonostante tutto.


seriamente preoccupato
stabilimento Giambattista Vico
il decennio Renzi

martedì 26 agosto 2014

Il Disagio Che Nasce Dall'Agio

Il titolo è una ipotesi su cui abbiamo molto lavorato quand'ero capo (=animatore) negli scout.

Il disagio, il sentirsi fuori posto in una realtà estranea se non ostile, si annida ovunque.
Non mette radici solo tra le disabilità e gli handicap conclamati, né soltanto tra extracomunitari e famiglie povere.

momenti di gioco ma raramente spensierati (foto Rosella)
Il disagio si annida, in forme forse più insidiose, anche dove c'è agio.
Là dove apparentemente si scoppia di salute, nelle famiglie dei ceti medi, nella ricchezza culturale e nelle mentalità aperte.

E' un disagio silenzioso, senza nessuna etichetta cui potersi appigliare (handicappato, immigrato, ignorante...) e di cui raramente siamo consapevoli.

Perciò, quando esplode in maniera incontrollata o violenta, stiamo tutti lì, sbalorditi ed attoniti, a chiederci "Ma che cosa gli mancava?".



Diritti Pesanti Per Fragili Spalle

Coraggio Di Partire, Coraggio Di Restare

pro bono (lo stradario della legalità)

martedì 15 luglio 2014

Le Meraviglie Della Fede

Avevamo lasciato degli apostoli abbastanza attoniti di fronte all'ascensione di Gesù.
Un manipolo di uomini indecisi a tutto.
Giuda aveva tradito, Pietro aveva rinnegato, gli altri erano fuggiti, Tommaso neppure a ciò che dicevano i suoi compagni aveva creduto...
Eppure erano stati i testimoni diretti della vita terrena di Gesù e poi della sua resurrezione.

Mi chiedo allora cosa dovremmo fare noi.
Noi, che ci viene chiesto di credere senza aver visto nulla.

Gli apostoli avevano Gesù, noi la sua presenza silenziosa, ma a volte il silenzio si fa pesante.
Il Maestro stesso, come nel capitolo 14 del vangelo di Giovanni, invita alla fede in lui perché attestata dalle sue stesse opere.
Non solo: dice che chi crederà, compirà opere anche più grandi delle sue.

Bene, noi credenti siamo qui, dopo tanti anni, sempre nell'ansiosa ricerca di quei segni straordinari cui affidare la nostra vita e l'eternità.

bisognosi
il cireneo
una assoluta marginalità

domenica 13 luglio 2014

Commenti: maneggiare con cura

Parecchi commenti sul blog sono spam, soprattutto quelli in inglese.

Alcuni consistono di generici elogi ed incitamenti a proseguire in questa mia piccola impresa, e contengono collegamenti a siti di vario genere, magari a scopo pubblicitario ma innocuo.

Altri commenti contengono invece link potenzialmente dannosi e li elimino subito.

Accade tuttavia che link inizialmente innocui si trasformino in nocivi e che allora io debba ripercorrere tutta la cronologia all'indietro per ripescarli.

Così facendo, e oggi è purtroppo accaduto su scala massiccia, può succedere di cancellare anche veri commenti di amici che mi seguono con paziente spirito di sopportazione.

Sono mortificato e me ne scuso con tutti, anche per eventuali errori futuri.

Ovviamente può pure capitare che link dannosi di alcuni commenti mi sfuggano (maneggiare con cura), ma chiaramente mi riferisco ai soli link dei commenti anonimi, mentre i collegamenti dei post li inserisco io e sono più che sicuri.

martedì 27 maggio 2014

Volume 54

Ogni anno che passa è un'altra pagina sfogliata, con più o meno attenzione, da aggiungere ai tesori del tempo.

Non posso sapere se mi trovo solo ai due terzi o molto prossimo al termine della mia personale particina nella umana "Commedia".

Vivo ogni giorno, ogni giorno lottando con me stesso in un combattimento che richiede tanto riposo per potersi rialzare, e di questo devo chiedere scusa a chi mi è accanto.

Guardo con affetto ed ammirazione tutti coloro che sono più giovani di me.

Però non invidio nessuno che abbia meno di 54 anni, perché purtroppo nessuno di loro ha la garanzia, come me, di poterci arrivare.

malattie della crescita 
surface

domenica 4 maggio 2014

Ancona Guardia Medica Mimetica

Ancona (capoluogo di Regione) zona centrale: Guardia Medica.
Ecco come arrivarci

Per chi provenisse da p. XXIV Maggio, o da Via Giannelli e in tal caso sapesse di dover voltare a destra per imboccare il Viale Della Vittoria, ecco come si presenta la maestosa segnaletica verticale (la freccia arancione l'ho messa io, perché qualche decina di metri più avanti ci si deve immettere a destra in un passo).




Sulla scelta di svoltare a destra, sempre per chi è a conoscenza di questa indicazione subliminale, aiutano altre luminose tabelle, come si vede dalla foto seguente (così come sopra, la freccia arancione è solo per voi che leggete).




Imboccato il passo a velocità di sicurezza, vi sono altri segnali, nonostante si percepisca forse come naturale svoltare a sinistra.
 



 Si prosegue quindi sul nero levigato asfalto.




E siete arrivati a destinazione.



 situazione alle 9.40 di oggi


atto dovuto
a prova di stupido

martedì 22 aprile 2014

Uno Sterminio Non Necessario

Riguardo a rapimento, prigionia ed assassinio dell'on. Aldo Moro, periodicamente emergono rivelazioni più o meno inattese ed in-credibili.

Recentemente ho letto della presenza in via Fani di un alto ufficiale dei servizi segreti che si trovava lì (alle 9 e mezzo di mattina!) perché invitato a pranzo da un collega, e pure di una motocicletta all'ingresso della strada, col passeggero (sempre dei "servizi") che sparava a destra e sinistra per scoraggiare eventuali testimoni.

Non so, sono perplesso, anche se ritengo che ancora vi sia molto da scoprire su quei mesi di tragedia.

Mi ha però colpito stamattina, leggendo su Il Fatto Quotidiano un'intervista al terrorista internazionale Carlos, una sua considerazione che anch'io facevo alcuni giorni orsono.

Fra le tante anomalie ce n'è una che finora non è mai stata ritenuta tale.

L'uccisione degli agenti della scorta di Aldo Moro è sempre stata considerata come un evento necessario ed inevitabile ai fini del rapimento, mentre rappresenta un mistero nel mistero.

L'orrenda immediata e metodica eliminazione di tutti gli agenti poteva non essere necessaria ai fini della loro neutralizzazione, ma chiaramente risulta prevista e voluta fin dall'inizio nel piano degli attentatori.

Fu uno sterminio sicuramente proporzionato all'evento-sequestro in relazione alla sua risonanza politica e nell'opinione pubblica, ma di certo esageratamente sproporzionato ai fini della sua pratica attuazione.

Un altra domanda aperta, o forse sempre la stessa: a chi giovava?

Osama Bin Laden
Yara e tutte le nostre figlie

mercoledì 19 marzo 2014

Import-Escort


Per rilanciare l’occupazione si sta progettando di licenziare un 85mila dipendenti pubblici, quasi tutti con coniuge e figli.


Mi sembra un buon inizio.

I soldi risparmiati diventeranno sussidi per imprenditori sensibili e magnanimi, che garantiranno la creazione di un 4/5mila nuovi posti di lavoro, ovviamente precari perché, a differenza del diamante, un lavoro non è per sempre, e a volte neppure per un anno.

A parte i fortunati che potranno accedere a tali nuovi impieghi (ma se si fa un semestre a testa, c’è lavoro per tutti) gli altri 80 mila hanno solo l’imbarazzo della scelta.
Liberi da pastoie e costretti fimalmente a camminare con le proprie gambe, alzeranno lo sguardo ammirando, senza fiato per l’emozione, la terra delle opportunità, per loro e per tutta la loro famiglia (coniuge, figli e genitori anziani).

Molti, senza più l’obbligo del cartellino, potranno dedicarsi full time a quelli che erano il loro secondo o terzo lavoro, talvolta fatto di redditizie consulenze.

Altri potranno liberare la propria creatività e trasformarsi in artisti od inventori di brevetti per la new technology o la green economy.

Un certo numero, trovandosi senza reddito fisso, potrebbe mettersi in gioco nel bingo o nel grattaevinci.

Qualcuno sfortunatamente diventerà, per propria debolezza, preda degli strozzini, ma altri più intraprendenti realizzeranno le proprie aspirazioni collocandosi ai gradini più bassi di organizzazioni criminali, fermamente decisi, ora che le loro ambizioni non sono più represse, ad arrampicarsi sino ai vertici.

I più indolenti andranno ad ingrossare le fila di mendicanti e senza tetto ai quali penserà la Caritas.

Un ampio ventaglio di scelte dunque per 85.000 ex fannulloni che se la faranno finita di pesare sulle spalle della collettività.

Un po’ come il marito che, per pagarsi le rate del SUV,  manda la moglie sul marciapiede.


.

giovedì 30 gennaio 2014

Pro Bono (lo stradario della legalità)

Pro bono è una locuzione latina che ormai possiamo sentire solo in qualche legal thriller, perché difficilmente vi sono tra noi medici o avvocati disposti ad impegnarsi gratis a favore di chi non ha disponibilità economica sufficiente.
Cosa c'entra pro bono lo vedremo alla fine, se avrete la pazienza di seguire la mia cronaca, basata su quanto ho letto e sentito di recente.

Primo scenario: ex scuola Antognini di Ancona, via Canale, una delle tante scuole abbandonate che abbiamo in città, consegnate al degrado e alla rovina.
Ieri cinque ragazzi, fra cui due minorenni, si sono abusivamente introdotti nel suddetto immobile.
Si saranno aggirati per le aule deserte e avranno tirato qualche calcio al pallone, rischiando di farsi male a causa delle condizioni fatiscenti dell'edificio.
Qualcuno dei residenti ha comunque chiamato la polizia, sono arrivate le Volanti, li hanno portati in Questura per gli adempimenti di rito eccetera.
Il che significa che questi ragazzi e le loro famiglie sono entrati in un ingranaggio che potrebbe redimerli o stritolarli, perché comunque immagino che vi sarà un'accusa per invasione di edificio pubblico (art. 633 codice penale).

Drammatico per chi ci capita, ma anche giusto...
Senonché ecco il secondo scenario.

In un'altra ex scuola di Ancona, la Regina Margherita di via Ragusa, credo anch'essa inagibile, è in atto da più di un mese non una occasionale "invasione" ma una stabile occupazione da parte di un gruppo variabile di senza tetto di molteplici provenienze, supportati da associazioni, gruppi ed esponenti politici locali di opposizione, nonché dalla solidarietà di tanti cittadini che forniscono il necessario per l'alloggio ed il mantenimento.
I loro portavoce, sia senza tetto sia anconetani impegnati nel sociale o nel politico, hanno iniziato un braccio di ferro col Comune, che peraltro sin dai primi giorni ha provveduto al riallaccio di acqua ed elettricità, ed hanno impedito in almeno un'occasione l'ingresso a Sindaco, Assessore ed assistenti sociali.

Drammatica necessità per i senza tetto, ma anche drammatica ingiustizia rispetto al primo scenario, perché in via Ragusa, a quanto è dato conoscere, non si sono seriamente prospettate azioni penali.
In via Ragusa, a quanto si sa, nessuno è stato caricato su una Volante, portato in Questura e denunciato, nonostante l'abusiva occupazione.

Il mio non è un discorso razzista, perché per me quegli studenti che hanno bigiato la scuola ieri mattina possono pure essere cinesi, etiopi, dominicani, albanesi o quel che sia.
Da tempo inoltre sostengo che lo Stato deve garantire un'esistenza dignitosa a tutti, dalla culla alla bara come si diceva una volta, senza alcuna distinzione (neppure tra lavoratore e sfaticato).

Fatta questa precisazione, concludo tornando al pro bono.
Mi rivolgo a coloro che tra i sostenitori di via Ragusa esercitano la professione di avvocato, e chiedo loro un gesto nobile e di giustizia senza distinzioni: la rappresentanza e difesa di chi, fra quei cinque ragazzi, appartenesse ad una famiglia che non può permettersi un legale di fiducia.


Pro bono publico.


trattamento base (welfare reloaded)
agibilità per tutti
il disagio che nasce dall'agio

lunedì 13 gennaio 2014

Infangare A Piacimento

Non so cosa spinge a farlo, se cattiveria, noia, voglia di mettersi in mostra o solo leggerezza.

Ma un comunicato sindacale che ti colpisce ingiustamente, diffuso in posta elettronica a 761 destinatari, con il quale sei additato assieme ad altri due colleghi (mancano solo i nomi) come lavoratore incapace e mancante di rispetto verso gli altri dipendenti, colpevole anche di averli costretti ad affrontare disagi (viaggi sul gelo o sotto la neve), è una badilata in fronte.

E non importa che cosa ti ha spinto, te sindacalista, a farlo.
E non importa se hai sbagliato la mira o se il colpo t'è partito per sbaglio.

Una intera pagina di comunicato non è un "imbecille" che sfugge per disattenzione in un attimo di rabbia e che in un attimo ci si può rimangiare.

Una cartella ci vuole tempo a scriverla, anche se poi basta un attimo per spedirla a 761 persone.
Molti di noi hanno moglie, figli, genitori, fratelli: il fango rischia di far soffrire anche quelli ci stanno vicini.

Dopo un cinquantina di giorni non riesco ancora a capacitarmi di come sia possibile che tu, quadro sindacale regionale, non abbia avuto il tempo di inviare (con un semplice click), a quei medesimi 761 colleghi, anche una semplice nota (non serviva un'altra cartella), magari solo per dire che le illazioni contenute nel precedente comunicato (oltretutto immediatamente e pubblicamente confutate dall'amministrazione punto per punto) erano frutto di informazioni imprecise.

Sarebbe troppo umiliante, per te quadro sindacale?
Sarebbe troppo coraggioso?


scripta manent
diffamazione a mezzo stampa
la tav e l'antimuffa
quello che vogliono

mercoledì 30 ottobre 2013

Carità Pelosa



O anche “circa gli specialisti della carità”.


Persone amorevoli e sempre comprensive, ma un tantino esclusive.

Conoscono i posti migliori più convenienti o t’invitano per un tuffo nella loro piscina olimpionica che si sono scavata e piastrellata da sé.


Però se non ci vai sono cavoli amari, loro insistono per mesi, tu magari hai i brufoli sulle scapole e non vuoi farli vedere, ma quelli si sono intestarditi di farti un piacere, anche “solo per un aperitivo e porta pure i tuoi”.


La fine è nota: il campione di ospitalità diventa il tuo peggior nemico perché hai declinato i suoi inviti; non importa quanto gentilmente tu possa averlo fatto: per lui sei ormai un bastardo… ingrato!


Più drammatici i casi in cui c’è un amico sofferente, ti offri di passare per un saluto ma lo specialista coordinatore decide che è meglio che tu, anche se ci sei stato gomito a gomito dieci anni, non ci vada.
Motivazioni: imperscrutabili.

L’amico poi peggiora e a te viene pure il rimorso per non avere insistito.


Le "opere buone" sconfinano così nell’arbitrio e in una sottile forma di snobismo.


Sottilmente presuntuoso.


surface 
diritti pesanti per fragili spalle

mercoledì 4 settembre 2013

Commutato

Se mi avessero salvato dal carcere, commutandolo in pena pecuniaria, penso che ringrazierei il cielo e me ne starei buono buono a godermi un lavoro tranquillo e gioie casalinghe.

Ma anche se fossi così temerario da continuare ad espormi pubblicamente, eroicamente correndo gli stessi rischi che mi avevano portato ad essere imputato e condannato, sono sicuro che di una cosa non parlerei mai più, su di una persona non mi esprimerei più.

Non c'è un obbligo morale di dire tutto quello che si pensa su tutto.

Al contrario, esiste una forma di pudore e di rispetto per gli altri che ci impone talvolta di astenerci dal dire a tutti i costi la nostra opinione.

Invece vi sono uomini così sicuri di sé che non dico esprimere imperitura gratitudine al Capo dello Stato, ma neppure un pudico silenzio ritengono di dover osservare.

Forse qualcuno dovrebbe essere salvato da se stesso oltre che dal carcere.


diffamazione a mezzo stampa

si invocano leggi più severe

martedì 3 settembre 2013

Bisogni E Meriti

Riprendo un argomento che mi sembra essenziale, quello dei “privilegi” che le nostre leggi accordano al lavoratore rispetto a quello che ho chiamato “cittadino semplice”.

Ah scusate, prima del lavoratore vanno sempre accontentate le banche, ma assolto questo doveroso ossequio, io insisto.

Al primo posto nella ripartizione della ricchezza, in una comunità civile, non ci può essere il criterio dello status sociale (e ho dei dubbi anche sulla cosiddetta meritocrazia), ma solo la considerazione dei bisogni della persona.

Senza distinzioni di nessun tipo, ad ogni cittadino vanno garantiti il mangiare, il vestire, l’alloggio, l’istruzione e la sanità, non importa che si sia o meno lavoratori, vecchi, giovani o altro.


Certamente vanno anche garantiti in misura dignitosa, comunque adeguata alla ricchezza complessiva della nazione.

Non voglio qui proporre medie aritmetiche, ma mi limito a ricordare quel che diceva uno dei pochi industriali illuminati che abbiamo avuto, Adriano Olivetti, secondo il quale il rapporto fra lo stipendio più alto e quello più basso non doveva essere superiore a 10, e mi sembra sufficiente.