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martedì 27 maggio 2014

Volume 54

Ogni anno che passa è un'altra pagina sfogliata, con più o meno attenzione, da aggiungere ai tesori del tempo.

Non posso sapere se mi trovo solo ai due terzi o molto prossimo al termine della mia personale particina nella umana "Commedia".

Vivo ogni giorno, ogni giorno lottando con me stesso in un combattimento che richiede tanto riposo per potersi rialzare, e di questo devo chiedere scusa a chi mi è accanto.

Guardo con affetto ed ammirazione tutti coloro che sono più giovani di me.

Però non invidio nessuno che abbia meno di 54 anni, perché purtroppo nessuno di loro ha la garanzia, come me, di poterci arrivare.

malattie della crescita 
surface

domenica 4 maggio 2014

Ancona Guardia Medica Mimetica

Ancona (capoluogo di Regione) zona centrale: Guardia Medica.
Ecco come arrivarci

Per chi provenisse da p. XXIV Maggio, o da Via Giannelli e in tal caso sapesse di dover voltare a destra per imboccare il Viale Della Vittoria, ecco come si presenta la maestosa segnaletica verticale (la freccia arancione l'ho messa io, perché qualche decina di metri più avanti ci si deve immettere a destra in un passo).




Sulla scelta di svoltare a destra, sempre per chi è a conoscenza di questa indicazione subliminale, aiutano altre luminose tabelle, come si vede dalla foto seguente (così come sopra, la freccia arancione è solo per voi che leggete).




Imboccato il passo a velocità di sicurezza, vi sono altri segnali, nonostante si percepisca forse come naturale svoltare a sinistra.
 



 Si prosegue quindi sul nero levigato asfalto.




E siete arrivati a destinazione.



 situazione alle 9.40 di oggi


atto dovuto
a prova di stupido

martedì 22 aprile 2014

Uno Sterminio Non Necessario

Riguardo a rapimento, prigionia ed assassinio dell'on. Aldo Moro, periodicamente emergono rivelazioni più o meno inattese ed in-credibili.

Recentemente ho letto della presenza in via Fani di un alto ufficiale dei servizi segreti che si trovava lì (alle 9 e mezzo di mattina!) perché invitato a pranzo da un collega, e pure di una motocicletta all'ingresso della strada, col passeggero (sempre dei "servizi") che sparava a destra e sinistra per scoraggiare eventuali testimoni.

Non so, sono perplesso, anche se ritengo che ancora vi sia molto da scoprire su quei mesi di tragedia.

Mi ha però colpito stamattina, leggendo su Il Fatto Quotidiano un'intervista al terrorista internazionale Carlos, una sua considerazione che anch'io facevo alcuni giorni orsono.

Fra le tante anomalie ce n'è una che finora non è mai stata ritenuta tale.

L'uccisione degli agenti della scorta di Aldo Moro è sempre stata considerata come un evento necessario ed inevitabile ai fini del rapimento, mentre rappresenta un mistero nel mistero.

L'orrenda immediata e metodica eliminazione di tutti gli agenti poteva non essere necessaria ai fini della loro neutralizzazione, ma chiaramente risulta prevista e voluta fin dall'inizio nel piano degli attentatori.

Fu uno sterminio sicuramente proporzionato all'evento-sequestro in relazione alla sua risonanza politica e nell'opinione pubblica, ma di certo esageratamente sproporzionato ai fini della sua pratica attuazione.

Un altra domanda aperta, o forse sempre la stessa: a chi giovava?

Osama Bin Laden
Yara e tutte le nostre figlie

mercoledì 19 marzo 2014

Import-Escort


Per rilanciare l’occupazione si sta progettando di licenziare un 85mila dipendenti pubblici, quasi tutti con coniuge e figli.


Mi sembra un buon inizio.

I soldi risparmiati diventeranno sussidi per imprenditori sensibili e magnanimi, che garantiranno la creazione di un 4/5mila nuovi posti di lavoro, ovviamente precari perché, a differenza del diamante, un lavoro non è per sempre, e a volte neppure per un anno.

A parte i fortunati che potranno accedere a tali nuovi impieghi (ma se si fa un semestre a testa, c’è lavoro per tutti) gli altri 80 mila hanno solo l’imbarazzo della scelta.
Liberi da pastoie e costretti fimalmente a camminare con le proprie gambe, alzeranno lo sguardo ammirando, senza fiato per l’emozione, la terra delle opportunità, per loro e per tutta la loro famiglia (coniuge, figli e genitori anziani).

Molti, senza più l’obbligo del cartellino, potranno dedicarsi full time a quelli che erano il loro secondo o terzo lavoro, talvolta fatto di redditizie consulenze.

Altri potranno liberare la propria creatività e trasformarsi in artisti od inventori di brevetti per la new technology o la green economy.

Un certo numero, trovandosi senza reddito fisso, potrebbe mettersi in gioco nel bingo o nel grattaevinci.

Qualcuno sfortunatamente diventerà, per propria debolezza, preda degli strozzini, ma altri più intraprendenti realizzeranno le proprie aspirazioni collocandosi ai gradini più bassi di organizzazioni criminali, fermamente decisi, ora che le loro ambizioni non sono più represse, ad arrampicarsi sino ai vertici.

I più indolenti andranno ad ingrossare le fila di mendicanti e senza tetto ai quali penserà la Caritas.

Un ampio ventaglio di scelte dunque per 85.000 ex fannulloni che se la faranno finita di pesare sulle spalle della collettività.

Un po’ come il marito che, per pagarsi le rate del SUV,  manda la moglie sul marciapiede.


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giovedì 30 gennaio 2014

Pro Bono (lo stradario della legalità)

Pro bono è una locuzione latina che ormai possiamo sentire solo in qualche legal thriller, perché difficilmente vi sono tra noi medici o avvocati disposti ad impegnarsi gratis a favore di chi non ha disponibilità economica sufficiente.
Cosa c'entra pro bono lo vedremo alla fine, se avrete la pazienza di seguire la mia cronaca, basata su quanto ho letto e sentito di recente.

Primo scenario: ex scuola Antognini di Ancona, via Canale, una delle tante scuole abbandonate che abbiamo in città, consegnate al degrado e alla rovina.
Ieri cinque ragazzi, fra cui due minorenni, si sono abusivamente introdotti nel suddetto immobile.
Si saranno aggirati per le aule deserte e avranno tirato qualche calcio al pallone, rischiando di farsi male a causa delle condizioni fatiscenti dell'edificio.
Qualcuno dei residenti ha comunque chiamato la polizia, sono arrivate le Volanti, li hanno portati in Questura per gli adempimenti di rito eccetera.
Il che significa che questi ragazzi e le loro famiglie sono entrati in un ingranaggio che potrebbe redimerli o stritolarli, perché comunque immagino che vi sarà un'accusa per invasione di edificio pubblico (art. 633 codice penale).

Drammatico per chi ci capita, ma anche giusto...
Senonché ecco il secondo scenario.

In un'altra ex scuola di Ancona, la Regina Margherita di via Ragusa, credo anch'essa inagibile, è in atto da più di un mese non una occasionale "invasione" ma una stabile occupazione da parte di un gruppo variabile di senza tetto di molteplici provenienze, supportati da associazioni, gruppi ed esponenti politici locali di opposizione, nonché dalla solidarietà di tanti cittadini che forniscono il necessario per l'alloggio ed il mantenimento.
I loro portavoce, sia senza tetto sia anconetani impegnati nel sociale o nel politico, hanno iniziato un braccio di ferro col Comune, che peraltro sin dai primi giorni ha provveduto al riallaccio di acqua ed elettricità, ed hanno impedito in almeno un'occasione l'ingresso a Sindaco, Assessore ed assistenti sociali.

Drammatica necessità per i senza tetto, ma anche drammatica ingiustizia rispetto al primo scenario, perché in via Ragusa, a quanto è dato conoscere, non si sono seriamente prospettate azioni penali.
In via Ragusa, a quanto si sa, nessuno è stato caricato su una Volante, portato in Questura e denunciato, nonostante l'abusiva occupazione.

Il mio non è un discorso razzista, perché per me quegli studenti che hanno bigiato la scuola ieri mattina possono pure essere cinesi, etiopi, dominicani, albanesi o quel che sia.
Da tempo inoltre sostengo che lo Stato deve garantire un'esistenza dignitosa a tutti, dalla culla alla bara come si diceva una volta, senza alcuna distinzione (neppure tra lavoratore e sfaticato).

Fatta questa precisazione, concludo tornando al pro bono.
Mi rivolgo a coloro che tra i sostenitori di via Ragusa esercitano la professione di avvocato, e chiedo loro un gesto nobile e di giustizia senza distinzioni: la rappresentanza e difesa di chi, fra quei cinque ragazzi, appartenesse ad una famiglia che non può permettersi un legale di fiducia.


Pro bono publico.


trattamento base (welfare reloaded)
agibilità per tutti
il disagio che nasce dall'agio

lunedì 13 gennaio 2014

Infangare A Piacimento

Non so cosa spinge a farlo, se cattiveria, noia, voglia di mettersi in mostra o solo leggerezza.

Ma un comunicato sindacale che ti colpisce ingiustamente, diffuso in posta elettronica a 761 destinatari, con il quale sei additato assieme ad altri due colleghi (mancano solo i nomi) come lavoratore incapace e mancante di rispetto verso gli altri dipendenti, colpevole anche di averli costretti ad affrontare disagi (viaggi sul gelo o sotto la neve), è una badilata in fronte.

E non importa che cosa ti ha spinto, te sindacalista, a farlo.
E non importa se hai sbagliato la mira o se il colpo t'è partito per sbaglio.

Una intera pagina di comunicato non è un "imbecille" che sfugge per disattenzione in un attimo di rabbia e che in un attimo ci si può rimangiare.

Una cartella ci vuole tempo a scriverla, anche se poi basta un attimo per spedirla a 761 persone.
Molti di noi hanno moglie, figli, genitori, fratelli: il fango rischia di far soffrire anche quelli ci stanno vicini.

Dopo un cinquantina di giorni non riesco ancora a capacitarmi di come sia possibile che tu, quadro sindacale regionale, non abbia avuto il tempo di inviare (con un semplice click), a quei medesimi 761 colleghi, anche una semplice nota (non serviva un'altra cartella), magari solo per dire che le illazioni contenute nel precedente comunicato (oltretutto immediatamente e pubblicamente confutate dall'amministrazione punto per punto) erano frutto di informazioni imprecise.

Sarebbe troppo umiliante, per te quadro sindacale?
Sarebbe troppo coraggioso?


scripta manent
diffamazione a mezzo stampa
la tav e l'antimuffa
quello che vogliono

mercoledì 30 ottobre 2013

Carità Pelosa



O anche “circa gli specialisti della carità”.


Persone amorevoli e sempre comprensive, ma un tantino esclusive.

Conoscono i posti migliori più convenienti o t’invitano per un tuffo nella loro piscina olimpionica che si sono scavata e piastrellata da sé.


Però se non ci vai sono cavoli amari, loro insistono per mesi, tu magari hai i brufoli sulle scapole e non vuoi farli vedere, ma quelli si sono intestarditi di farti un piacere, anche “solo per un aperitivo e porta pure i tuoi”.


La fine è nota: il campione di ospitalità diventa il tuo peggior nemico perché hai declinato i suoi inviti; non importa quanto gentilmente tu possa averlo fatto: per lui sei ormai un bastardo… ingrato!


Più drammatici i casi in cui c’è un amico sofferente, ti offri di passare per un saluto ma lo specialista coordinatore decide che è meglio che tu, anche se ci sei stato gomito a gomito dieci anni, non ci vada.
Motivazioni: imperscrutabili.

L’amico poi peggiora e a te viene pure il rimorso per non avere insistito.


Le "opere buone" sconfinano così nell’arbitrio e in una sottile forma di snobismo.


Sottilmente presuntuoso.


surface 
diritti pesanti per fragili spalle

mercoledì 4 settembre 2013

Commutato

Se mi avessero salvato dal carcere, commutandolo in pena pecuniaria, penso che ringrazierei il cielo e me ne starei buono buono a godermi un lavoro tranquillo e gioie casalinghe.

Ma anche se fossi così temerario da continuare ad espormi pubblicamente, eroicamente correndo gli stessi rischi che mi avevano portato ad essere imputato e condannato, sono sicuro che di una cosa non parlerei mai più, su di una persona non mi esprimerei più.

Non c'è un obbligo morale di dire tutto quello che si pensa su tutto.

Al contrario, esiste una forma di pudore e di rispetto per gli altri che ci impone talvolta di astenerci dal dire a tutti i costi la nostra opinione.

Invece vi sono uomini così sicuri di sé che non dico esprimere imperitura gratitudine al Capo dello Stato, ma neppure un pudico silenzio ritengono di dover osservare.

Forse qualcuno dovrebbe essere salvato da se stesso oltre che dal carcere.


diffamazione a mezzo stampa

si invocano leggi più severe

martedì 3 settembre 2013

Bisogni E Meriti

Riprendo un argomento che mi sembra essenziale, quello dei “privilegi” che le nostre leggi accordano al lavoratore rispetto a quello che ho chiamato “cittadino semplice”.

Ah scusate, prima del lavoratore vanno sempre accontentate le banche, ma assolto questo doveroso ossequio, io insisto.

Al primo posto nella ripartizione della ricchezza, in una comunità civile, non ci può essere il criterio dello status sociale (e ho dei dubbi anche sulla cosiddetta meritocrazia), ma solo la considerazione dei bisogni della persona.

Senza distinzioni di nessun tipo, ad ogni cittadino vanno garantiti il mangiare, il vestire, l’alloggio, l’istruzione e la sanità, non importa che si sia o meno lavoratori, vecchi, giovani o altro.


Certamente vanno anche garantiti in misura dignitosa, comunque adeguata alla ricchezza complessiva della nazione.

Non voglio qui proporre medie aritmetiche, ma mi limito a ricordare quel che diceva uno dei pochi industriali illuminati che abbiamo avuto, Adriano Olivetti, secondo il quale il rapporto fra lo stipendio più alto e quello più basso non doveva essere superiore a 10, e mi sembra sufficiente.




martedì 27 agosto 2013

Agibilità Per Tutti

Oh ragazzi, ma Beppe Grillo pare non fosse candidabile per una condanna in giudicato per un incidente stradale (omicidio colposo).

Siccome dicono che il M5S ha preso 8.784.499 voti, non è che per caso anche lui potrebbe avere diritto ad un salvacondotto o a qualcosa del genere?

Dovrebbe informarsi e prendere i moduli per la domanda!

tsunami B.
seriamente preoccupato
pro bono (lo stradario della legalità)

lunedì 22 luglio 2013

Depressione Mortale II

Torno a trattare questo argomento perché sono state diffuse nuove informazioni.

Sembra che il magistrato calabrese di 62 anni che ad aprile scorso ha messo in atto, in una clinica svizzera, il suicidio assistito, fosse caduto in grave depressione perché gli era stata diagnosticata una malattia mortale incurabile, dei cui sintomi peraltro il poveretto non sembra avesse a soffrire.

Effettuata l'autopsia a richiesta dei parenti, pare che la diagnosi dei medici fosse completamente errata.


Dunque l'uomo non aveva una malattia incurabile e non avrebbe perciò avuto un reale motivo per sentirsi mortalmente depresso fino a togliersi la vita.

Sì, togliersi la vita perché, pur se assistito, sempre di suicidio deve trattarsi, anche in Svizzera.
Viene effettuata una videoregistrazione ad attestare che hai liberamente scelto e che ti somministri da solo la pozione mortale, girando una valvola oppure col bicchiere o magari una cannuccia se non muovi le mani.


Ora dicono che l'assistenza al suicidio viene concessa solo in caso di malattia degenerativa incurabile, ma c'è una sentenza federale del 2007 la quale impone che nessuno venga privato di questo diritto, neppure malati psichiatrici o mentali o come li si voglia definire.

Situazione miseramente complicata, tanto che la Corte europea dei diritti umani ha richiesto che si faccia chiarezza nella legislazione elvetica in materia.

Comunque, ritornando al magistrato calabrese, forse ora vi saranno indagini e procedimenti a carico dei medici che sbagliarono la diagnosi che portò alla depressione che portò alla clinica dove ci si può suicidare in maniera asettica e indolore (anche se non siamo affatto sicuri che le esecuzioni per iniezione letale, dove credo si usi lo stesso farmaco, siano così indolori).

Penose imputazioni e ricusazioni di responsabilità, probabili richieste di risarcimento ecc.

Tutto il contrario di ciò che ritengo l'uomo disperato avesse scelto, pensando di andarsene in punta di piedi senza clamori e senza complicazioni per coloro che aveva a cuore.


il prezzo del dolore
uomini e prezzi
Depressione Mortale

martedì 16 luglio 2013

Il Vero Restitution Day

I deputati del Movimento 5 Stelle hanno celebrato la restituzione di un milione e mezzo di denaro pubblico dopo pochi mesi di mandato (**).

Onore al merito.
Sono soldi risparmiati grazie alla loro sobrietà e possiamo soltanto ringraziarli di questo gesto forte e concreto, con la certezza che nessun altro seguirà l'esempio.

Ma ci sarebbero altri conti da saldare nel dopo voto, forse anche più pesanti.

Perché stavolta i partiti han passato il segno col loro
comportamento vergognoso.

Non per aver formato un governo che era l'unico possibile, ma perché al momento di prendersi le responsabilità che dovrebbero essere la ragione della loro esistenza, hanno immediatamente sciolto le alleanze elettorali.

Un repentino voltafaccia con cui PD e SEL da una parte, PDL e Lega dall'altra han fatto come se non si conoscessero, tanto che oggi abbiamo SEL e Lega all'opposizione.

Coalizioni elettorali da operetta che non hanno retto neppure un mese, in pratica già sciolte dopo la conta dei voti.

Comportamento indegno e disdicevole da parte di tutti e quattro i partiti in questione.

Ma se fosse possibile PD e SEL, che hanno usufruito come coalizione del premio di maggioranza, dovrebbero restituirlo.

Perché, come coalizione temporanea ed opportunistica, alla Camera hanno superato gli altri di un misero 0,4% ed hanno avuto più del doppio dei deputati. (**)

Lo so che è irrealizzabile, ma qualcosa di simbolico bisognerebbe inventarsi e quello sì che sarebbe un grandioso Restitution Day.

La restituzione di un po' di dignità al nostro voto.


elezioni 2013 - II
cambiare le carte in tavola 

martedì 9 luglio 2013

Strappato A Morsi



Ancora stamattina gli USA non si raccapezzavano sull’Egitto.

Considerare la deposizione violenta del presidente Morsi da parte dell’esercito un vero colpo di stato, oppure farlo rientrare nei canoni della dialettica democratica?


Molti ora parlano di transizione, ma i giochi di parole non sono simpatici se grondano del sangue dei fratelli.


Morsi, che a giugno del 2012 sconfisse il candidato dei militari, è il primo presidente egiziano eletto democraticamente.

C’è una costituzione in corso di scrittura, ma adesso ci penserà l’esercito a metterla ai voti per poi eleggere il parlamento nel 2014, e già si capisce che se va bene si voterà nel 2015.


E’ ingiusto che la storia la scrivano i vincitori, ma che perlomeno non usino le armi.


Ancora più brutto che in rete ci sia chi auspica anche da noi un rovesciamento degli esiti elettorali a seguito di proteste di massa; mi piacerebbe sapere come vorrebbero fare.


In Egitto hanno banalmente usato l’esercito, ma in fondo non dispiace troppo a nessuno.

Non ai conservatori, spesso favorevoli ad azioni militari, e neppure ai progressisti puri e duri, per i quali ogni potere che si ispiri, come nel caso di Morsi, a fondamenti religiosi, anche se condivisi dalla gran parte del popolo, è comunque da abbattere.


Pensano che un potere laico, anche se imposto od importato a forza, sia sempre preferibile ad un potere religioso anche se fortemente radicato fra la gente.


martedì 11 giugno 2013

Tutti I Saggi Del Presidente

Se non sbaglio, domani ci sarà la prima riunione della Commissione per le riforme costituzionali (**).
Un organo di saggi che coadiuverà Parlamento e Governo nell'elaborare proposte di modifiche alla Costituzione.

Un gruppo di saggi era già servito per tenere tutti buoni prima delle elezioni.
Adesso ne arrivano altri che, esperti di diritto, economia e chi più ne ha più ne metta, estrarranno dal loro cilindro chissà quali meraviglie.

Ora io voglio prescindere dalla opportunità o meno di cambiare la Carta costituzionale (dico solo che forse si dovrebbero invece eliminarne le modifiche successive al 1980 o giù di lì).
Voglio sottolineare un'altra cosa.

Abbiamo votato o non abbiamo votato, con quelle libere elezioni che il sangue di nostri fratelli ci ha garantito?
E allora perché proprio coloro che abbiamo eletti non sono essi gli incaricati in prima persona, se lo ritengono opportuno, di predisporre eventuali riforme?

Per cosa li abbiamo eletti a fare?

Guardate bene anche voi, perché io potrei sbagliarmi, ma credo che, dentro la Commissione dei 35 nuovi saggi (esulta l'Università di Milano, che 3 sono suoi docenti!), i parlamentari eletti dal popolo saranno al massimo 6/7.

Sembra tutta una finzione.
Il buon senso e la saggezza sono altrove...


seriamente preoccupato
cambiare le carte in tavola

lunedì 13 maggio 2013

Cartolina Da Medjugorje

Mentre riguardo Lourdes la Chiesa si è pronunciata definitivamente, gli eventi di Medjugorje non hanno il crisma dell'ufficialità e passerà del tempo prima che ne venga sancita o negata la veridicità.

Una situazione in divenire quindi, di cui ciascun pellegrino contribuisce a fare la storia ed orientare l'esito.

I miei occasionali compagni di viaggio hanno visto più volte diversi fenomeni in cielo, ma io non posso dire lo stesso, e qualche foto o ripresa che ho fatto, replicata in condizioni simili ad Ancona, ha dato i medesimi risultati che a prima vista m'erano sembrati sorprendenti.

Però è una storia di messaggi, testimonianze, preghiere, sofferenza e sollievo, dubbi e conversioni che va avanti da più di trent'anni senza che la si sia potuta mettere in crisi.

I "veggenti" così si sentono e si fanno chiamare, ma se pure hanno messo su un piccolo albergo, te li trovi in cucina e a servire in tavola.

Inoltre chiedono sempre che si preghi anche per loro.

Qualcuno dirà che sono degli imbroglioni o degli esaltati, oppure burattini di uno scampolo di guerra fredda.

Non saprei, ma certo anche a Gesù Cristo e ai suoi miracoli non tutti prestarono fede, e oggi come allora è più facile credere alla presenza del male che accettare concreti interventi benevoli di Gesù o Maria dentro la storia.

La fede non ammette scorciatoie.


questions about faith
non ci sono risposte, soltanto scelte

martedì 16 aprile 2013

Depressione Mortale

Nel 2011 era toccato ad un importante politico di quelli che hanno fatto la storia della sinistra italiana.
Pochi giorni fa un ex magistrato di Catanzaro ha percorso la stessa strada verso la Svizzera; città differente, Basilea anziché Bellinzona, ma identico destino.

Settantanove anni il primo e sessantadue l'altro, sembra che nessuno dei due fosse afflitto da malattie fisiche gravi o invalidanti.

Entrambi hanno tuttavia scelto di porre termine alla propria esistenza.
Hanno usufruito dei servizi che legalmente le cliniche possono fornire in paesi che sciaguratamente riteniamo più civili del nostro.

Entrambi, per quanto ne sappiamo, soffrivano di una depressione che provocava sofferenze interiori insopportabili.
Entrambi hanno fatto una scelta, e non posso neppure immaginare in quale oscuro abisso sia stato risucchiato il loro cuore fino a pianificare e dare il definitivo assenso al gesto estremo ad altri affidato.

Due cose però le voglio dire.

Che mi sia lecito dubitare della libertà di scelta di chi giunge a tali determinazioni.
Spesso infatti le malattie psichiche, quasi per definizione, sopprimono nell'individuo il libero arbitrio.

Che mi sia infine permesso affermare che ci troviamo di fronte ad una tragica ed irrimediabile confusione tra causa ed effetto.
Perché il suicidio, essendo uno dei sintomi più subdoli ed imponenti di gravi depressioni, proprio per questo non può mai in alcun modo rappresentare un modo per sfuggirne.


Con tutta la pietà ed il rispetto possibili.


Diritto di vivere. E anche di morire?

coraggio di partire, coraggio di restare

cause di morte (i dettagli dopo)

Depressione Mortale II

una malattia come le altre

mercoledì 10 aprile 2013

Cristiano Semplice

Trovo giusto che un bimbo si senta il centro dell'universo e che un adolescente si ritenga unico ed inconoscibile (tra l'altro è vero!).
Andando avanti con l'età penso però che si dovrebbe arrivare ad una riconciliazione o perlomeno ad una mediazione con le altre persone e la società.

Personalmente sono credente cattolico, ma senza particolari connotazioni.
Non mi identifico né con i fanatici della tradizione né con quelli che chiamo modernisti.
In ognuna delle parti ci sono cose che approvo e altre da cui rifuggo.

Ragiono con la mia testa ma sono convinto che a volte sia meglio fidarsi e obbedire.

Proprio ciò che faziosi cristiani da opposte sponde non vogliono (ma forse è un fenomeno diffuso non solo in campo religioso...).
Insomma, c'è spesso il rifiuto di obbedire "a prescindere", caratteristico dei bimbi e degli adolescenti.

I tradizionalisti rifiutano in blocco tutte le novità dal Concilio Vaticano II in poi, mentre i modernisti rifiutano tutto ciò che è autorità religiosa, riti ecc.

Mi rendo conto che sto semplificando alla grande, ma mi preme affermare che, raggiunta una certa età, non ci si può continuare a sentire il perno dell'universo e considerare gli altri un'orda di progressisti eretici o, a seconda dei casi, un gregge di ottusi ignoranti.

Personalmente non ho né la stoffa del martire né quella dell'eroe.
Mi sento solo uno fra miliardi, dentro una comunità che travalica lo spazio ed il tempo e che si concretizza ogni domenica nei tanti sconosciuti cristiani semplici che sono a Messa accanto a me.


correnti ed eresie
liberi di non esserlo
ordinary servants (l'orgoglio del servitore)
unboxing Venere
Dio di ogni consolazione