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mercoledì 21 marzo 2012

Shock Traumatico

Mi trovo ancora in via di guarigione per una brutta frattura al polso sinistro.
Tralascio di raccontare tutte le circostanze che hanno preceduto il fatto, dicendovi soltanto che queste sono state la riprova di come, nonostante ci si sforzi di organizzare le cose per il meglio, la funesta fatalità  (*) sia sempre in agguato.

A questo punto alcuni di voi stanno già sicuramente pensando: "ma quanto la fai lunga per un polso rotto!", il che, considerato il compagno di stanza (*) che ho avuto in ospedale, è comprensibile.

Ma non posso farci niente, questo m'è accaduto.
Non so da cosa l'ho capito, ma ho percepito chiaramente, prima ancora del dolore, che qualche osso si frantumava, quando sono scivolato sul ghiaccio in corrispondenza del civico numero 20; ho atteso l'ambulanza, alle 5.30 del mattino, seduto sulla neve al buio, con papà sceso di corsa in pantofole che mi confortava; ho lasciato mio figlio incamminarsi da solo al buio verso la piazza dove aveva appuntamento, potendogli dare solo vaghe indicazioni sul percorso; ho chiamato il 118 e informato mia moglie con la voce strozzata dalle lacrime.

Questo m'è accaduto.
La peggiore sofferenza fisica che abbia mai provato.
Ancora aggravata da avvilimento e frustrazione per essersi frantumati, col radio, tutti i propositi e le aspettative che avevo su quella giornata, consapevole anche di avere ormai ipotecato parecchie delle successive settimane.

Ho versato accorate lacrime di dolore in ambulanza ed ho ancora pianto più volte in ospedale, anche digrignando i denti stretti su di un rotolo di garza quando in 4 hanno tentato (inutilmente) la riduzione cosiddetta "incruenta" (*) della frattura.
Agli operatori dell'ambulanza e a chiunque, compresi gli accompagnatori di altri infortunati, che in quelle ore mi abbia anche solo porto un fazzoletto, rivolgevo patetici, sinceri e diffusi ringraziamenti.

In definitiva è stato questo lo shock più dirompente: sentire e manifestare, senza pudore né vergogna, sofferente e piangente, il dolore e il nudo bisogno di aiuto, così come faccio anche ora che ne scrivo.
Ben ritrovati!


naked
arrivederci
il banale e l'ingordo (benedetto festival)

martedì 21 febbraio 2012

Perdere Il Braccio Destro

Una settimana fa, la sera di martedì, accadeva un tragico infortunio sul lavoro, che è costato al sig. Angelo Passerini l'amputazione del braccio destro.

Per un paio di giorni, mercoledì e giovedì, siamo stati compagni di stanza in ospedale e sono rimasto impressionato dalla dignità e dalla forza con cui la vittima e i suoi cari iniziavano ad affrontare quella violenza subita.

Sì, violenza, perché non di altro si tratta quando una parte del tuo corpo si spezza o viene strappata, che tu stia passeggiando o che tu stia lavorando.

Se l'infortunio avviene al lavoro vi sono maggiori tutele, anche penali, ma al di là dell'esistenza di qualunque responsabilità, la violenza resta tale.

E maggior sconcerto provoca sapere che la struttura dove ci si fa male sia un impianto per il riciclo dei rifiuti umidi, che lì vengono trasformati in compost.

Pensate!
Riusciamo a creare fabbriche a servizio dell'ambiente, ma esse sono ancora pericolose per gli uomini che vi lavorano!

I più sinceri auguri al sig. Angelo Passerini e alla sua famiglia.


diritto di niente

venerdì 10 febbraio 2012

Giovane Regina E Vecchi Presidenti

La Regina Elisabetta II ha festeggiato pochi giorni fa il 60° anno dall’incoronazione.
Trattandosi per me di una donna quasi mitica, perché era già da tempo sovrano prima che io nascessi, vado a cercare qualche notizia e scopro che ha solo 86 anni d’età.

Voi mi direte: “ti sembrano pochi? E’ la riprova che la monarchia è un’ istituzione vecchia e d’altri tempi”.

Però fate attenzione.
Giorgio Napolitano, che non è in carica da 60 anni, ma è al suo primo mandato, ha solo un anno in meno di Elisabetta II.
Anche Francesco Cossiga era più giovane di lei (3 anni), ma tolte queste eccezioni, gli altri 8 Presidenti della Repubblica che noi abbiamo liberamente eletto (tramite i nostri parlamentari) nel corso del regno di Elisabetta II erano tutti più anziani di lei, donna del 1926.
Cinque di quei nostri Capi di Stato provenivano addirittura dal 19° secolo.

Quando la Regina aveva 29 anni, da noi c’era Luigi Einaudi, 81 compiuti, e quando lei ne aveva 59 il nostro Alessandro Pertini aveva già passato gli 88.

Inoltre abbiamo sempre avuto Presidenti uomini.

Non saprei.
Sono incoscienti i britannici ad affidarsi ad una Regina di 26 anni che è tale a vita e solo per diritto ereditario, o siamo saggi noi, a scegliere per la nostra giovane Repubblica dei Capi di Stato mediamente vicini agli 80 anni di età?

 
ogni 150 anni

Un caro saluto a tutti gli amici, non solo italiani, che ogni tanto passano di qui e si fermano anche solo un momento.
Un ringraziamento speciale ai 12 "membri" +1 che ci hanno "messo la faccia".
Un invito con tutto il cuore affinché anche altri di voi si uniscano ai 13. Grazie
Enrico

mercoledì 25 gennaio 2012

Pericolosa Autenticita'

Non so se l'autenticità sia un valore assoluto.

Forse ad essere buoni o cattivi non sono i nostri sentimenti e comportamenti, ma le loro molteplici e variabili conseguenze.

Infatti cos'è, se non autenticità, abbandonarsi al panico e lasciare il timone per fuggire velocemente, là dove altri farebbero violenza al proprio istinto forzandosi a rimanere al proprio posto?

In una cultura che disprezza l'autorità e il senso del dovere, in cui la fedeltà promessa è subordinata al proprio "sentirsi realizzati", non dovrebbe fare nessuna meraviglia un comandante che abbandona la nave al momento del bisogno.

Molti di noi avrebbero fatto lo stesso, seguendo il proprio istinto ed essendo pienamente se stessi, finalmente autentici.


felice incoerenza

lunedì 9 gennaio 2012

Senza Abbassare Lo Sguardo

Anche voi avrete notato che se per strada o in un supermercato fissate per qualche istante un bimbo, il più delle volte quello vi seguirà con gli occhi per un bel pezzo.
Se anche cercate di sfuggirgli, sentirete addosso il suo sguardo per almeno due o tre corsie di scaffali.
Mentre tra di noi adulti fissarsi più di qualche istante non va bene, per il bambino è differente; forse si tratta di semplice istinto o forse di umana curiosità che col tempo perderà, sta di fatto che quegli occhi ti cercano e ti scrutano.
Si fidano e ti credono come nessun adulto potrà mai fare.
E' forse per questo che Dio, tra uomini che con difficoltà credono in lui, si è fatto bambino, perché neppure lui smetterà mai di credere negli uomini.


toy story 3... generazioni
P. Handke, Storia con bambina , Garzanti 1982
respiro
the road 

martedì 27 dicembre 2011

Piacere E Paura

Da un anno frequento la palestra circa tre volte a settimana, con uno sforzo ed una tenacia ammirevoli, per uno che fino ai cinquanta non ci ha mai messo piede.
La cosa è argomento di confronto e discussione coi conoscenti, ma solo pochi giorni fa una amica più grande mi ha posto una fatidica domanda.
Dopo aver dibattuto su costi benefici ecc. mi ha domandato: "Ma ti piace?"
Sgomento e incertezza, perché sinceramente non sapevo che rispondere.

Similmente, dopo tante attenzioni, parole di conforto e richiesta di notizie, un giovane collega, in merito alla ischemia acuta che m'ha di recente colpito, mi ha chiesto: "Hai avuto paura?"

Queste domande, pur su argomenti così differenti, mi hanno davvero colpito, perché vanno a toccare dei punti molto sensibili.
Mettendo da parte pudori, sensi del dovere, strumentazione medica e posture, alla fine le cose che contano sono sempre le solite.
Due o tre emozioni fondamentali come motore della civiltà, le stesse che provavano di sicuro anche i primi uomini di fronte ai fulmini o ad un bimbo che veniva alla luce.

un granello di sangue
naked
shock traumatico 
per fortuna

giovedì 8 dicembre 2011

Pari Opportunità Per Tutti

Sembra che in Argentina per tutti i poliziotti "trans" sarà possibile indossare divise femminili e vedersi assegnati incarichi adeguati alla loro nuova identità di genere. (*)

Non so quanto si possa gioire di questi progressi sociali, ma spero che stesso trattamento sia riservato agli agenti che hanno seguito il percorso inverso (a proposito, quanti "trans" ci saranno mai tra i poliziotti argentini?).

A questo punto, mi auguro pure che ciascuno possa indossare la divisa che più sente vicina al proprio modo di essere, anche senza essersi sottoposto ad operazioni o modificato all'anagrafe.

E direi che, se nemmeno la natura fa scelte definitive, ogni giorno ciascuno potrà decidere se essere uomo o donna o altro.


diversamente fedele

giovedì 1 dicembre 2011

Puri E Spietati

 Nell'immediatezza dell'attacco alle Torri gemelle del 2001, anche di fronte a quelle drammatiche immagini in diretta, ci fu chi (puro e spietato) commentò dicendo che gli USA se l'erano meritato per tutte le guerre e il male che avevano esportato nel mondo.
Ora che l'Italia (l'Europa?) sta per sperimentare in pieno le conseguenze di concentrici attacchi speculativi, quei signori (si fa per dire) dovrebbero chinare il capo ed accettare tutti i sacrifici, anche sproporzionati, che ci stanno per piombare sulla testa.
Perché se il più pulito c'ha la rogna, noi qualche pidocchio addosso l'abbiamo di sicuro.
Anche noi abbiamo esportato, nel nostro piccolo, dolore e sopraffazione sui più deboli; anche il nostro tenore di vita è basato sullo sfruttamento di Paesi più poveri; e se miliardi di persone soffrono la fame e la miseria, non è solo colpa degli USA (che-comunque-l'attentato-se-lo-sono-organizzato-da-soli).
Ma state pur certi che il puro e spietato non penserà mai di applicare a se stesso la giustizia retributiva del taglione che, almeno a parole, dispensa con leggerezza sugli altri.
E' proprio vero che il sonno della ragione genera mostri (*).


uomini e prezzi
fragile
strappato a Morsi 
candidi e puliti 

(un grazie a Francesca per la consulenza scientifica)

giovedì 24 novembre 2011

Naked

Sicuramente l'uomo nasce nudo.
Il racconto biblico suggerisce anche che iniziò a coprirsi solo dopo aver assaggiato la mela.
Prima del frutto proibito l'umanità stava in una condizione di beata innocenza, e non aveva bisogno di nulla da mettersi addosso.
Solo dopo quel colpo di genio del peccato originale sono iniziati i problemi veri, il sudore della fronte, i dolori del parto e in definitiva tutta la civiltà, dalle piramidi alla conquista della Luna.
Fino ad arrivare ai vertici del progresso umano: la Fiat Freemont, il Bund tedesco e gli aeroporti.
Su Freemont e Bund sarete tutti d'accordo, ma forse avete dei dubbi sull'aeroporto, che cercherò di dissipare.
In aeroporto si chiude il cerchio, la fine tocca il suo inizio, il sepente arriva e tenersi la coda in bocca ecc.
Se ci pensate bene è così; in quale altro posto la tecnologia e la civiltà si manifestano in maniera così eclatante?
Ma proprio lì, in aeroporto, quello stesso progredire della civiltà che via via ci ha fatto coprire la primitiva nudità con ogni sorta di orpelli, indumenti, cinture, catenine, piercing, ipod, anelli, cavigliere, scarpe ad inserto metallico e tacchi a spillo forgiati a Toledo, quello stesso progredire ci richiede, di fronte al metal detector, di spogliarci nuovamente, di abbandonare tutto ciò che è superfluo e di ritrovarci (quasi) nudi ed indifesi di fronte a centinaia di estranei.
Sfilarsi scarpe e cintura davanti a loro è forse il gesto che, in un luogo che rappresenta l'apice del progresso, più di tutti può richiamarci alla nostra origine di bisognosa nudità.

venerdì 18 novembre 2011

Poveri Resti

L'estremo spregio.
Neanche chi li piange, con la speranza ormai spenta, sa dove siano.
Qualcuno poi lo ritrovano per caso dopo dieci giorni, scorticato e sfigurato dai pesci.
Uno lo riconoscono perché non-si-sa-come gli è rimasto addosso il mazzo di chiavi.
Non erano ad un safari, non erano in cerca di avventura né di emozioni forti.
Erano, bottegai, casalinghe, gelatai.
Chi era sulla soglia del negozio, chi in auto, chi sul terrazzo di casa.
Trasformati in spoglie mortali con pochi minuti di terrore.
Estirpati dal proprio luogo e dalla propria terra.
Poveri corpi trascinati sino in Francia.
Trecento chilometri da Vernazza a Saint Tropez.


lunedì 7 novembre 2011

Niente Rischi Per L'Italia

Che Zapatero si sia dimesso costringendo ad andare alle elezioni, per consentire ai cittadini di dire la loro sulla situazione economica e i conseguenti sacrifici richiesti, è stato ancora sopportabile.
Ma che in Grecia Papandreou abbia annunciato un possibile referendum su queste tematiche è stato considerato dai Grandi un affronto intollerabile.
Oh, e poi non aveva chiesto il permesso a nessuno!
Interpellare direttamente, senza intermediari, il popolo per sapere cosa ne pensa, è del tutto fuori discussione.
Non gli interessa, a Loro, che il paese sia stato messo a ferro e fuoco dalle proteste per le misure economiche di austerità richieste dalla moneta euro e che col referendum i greci si sarebbero dovuti assumere una precisa responsabilità, in un senso o nell'altro.
Si è pure giunti a rinfacciare (il governo socialista di Papandreou è lì solo dal 2009) che la Grecia è entrata nell'Euroclub grazie a conti truccati.
Scusate tanto, ma dov'erano le agenzie di rating? Germania e Francia si sono lasciati abbindolare da qualche bilancio fasullo: non li sanno fare i conti?
Tutto inutile, caro signor Papandreou: referendum negato e aiuti bloccati.
Però se lo doveva immaginare!
Jean Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo, a luglio l'aveva detto molto chiaramente: "la sovranità della Grecia sarà massicciamente limitata".
Forse Papandreou non l'aveva preso sul serio perché il titolo dell'articolo era:
Juncker (Eurogruppo) rassicura: niente rischi per Italia, Spagna e Belgio


largo ai colonnelli?
democrazia condizionata
elezioni 2013 - II

mercoledì 2 novembre 2011

Conflitti Immaginari

Leggo che anche da sinistra c'è, oltre a quelli che vogliono si vada in pensione pù tardi, quelli (forse gli stessi) che tuonano contro i lavoratori vecchi ed iper-garantiti.
Si tratterebbe dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato.

A volte ne emerge l'impressione che si tratti di parassiti sociali arroccati ai propri privilegi, che intenzionalmente tengono i giovani, da egoisti consumati, segregati nell'apartheid della precarietà.

Insomma, gente dal cuore di pietra, che preferisce non essere licenziata e andarsene in pensione a 62/63 anni.
Se ne fregano se (c'è una statistica per tutto) è dimostrato che nei Paesi in cui si va in pensione a 70 anni c'è meno disoccupazione (anche se nessuno ha dimostrato che tra le due cose vi sia un rapporto di causa-effetto).

Non credo vi sia tra i precari chi auspica il licenziamento dei propri genitori, ma sicuramente è pieno di figli che augurano loro di potersene andare (se possono e vogliono) in pensione.


cittadini semplici
nel nome del profitto sovrano
libero mercato in libero pensiero 
Figli e padri contro l' «apartheid» e per il merito nel lavoro

giovedì 27 ottobre 2011

Mai Dire Ansia

E va bene, lo so che ci hanno insegnato a non avere timore delle nostre emozioni e addirittura a "socializzarle", ma propongo una riflessione ispirata a fatti realmente accaduti.

1° CASO siete testimone di un incidente d'auto e la forza pubblica sta per raccogliere la vostra dichiarazione; vi sentite un po' scombussolato e a mezza voce osservate che gli incidenti vi impressionano e "sa, sono un tipo ansioso...".
Errore fatale ed irrimediabile.
Riceverete immediatamente occhiate di compatimento e quel che è peggio di sospetto.
Qualunque vostra circostanziata e precisa dichiarazione sui fatti, da quel momento in poi sarà per sempre minata alla base da questa stolta ed inutile "ammissione di debolezza", che oltretutto permetterà al responsabile dell'incidente di farla franca fino in Cassazione.

2° CASO: di fronte a qualunque medico che non sia il vostro psichiatra, non solo mordetevi la lingua se vi scappa di dire "sono sempre un po' ansioso quando vengo in ospedale", ma a qualunque specifica domanda sulla questione: negate; vi rimorderà un po' la coscienza, ma essendo comunque ansiosi, un piccolo rimorso in più lo assorbite subito.
In cambio eviterete che il medico frettoloso attribuisca all'ansia e alla "sindrome da camice bianco" esplosive pressioni arteriose di 160 su 100.
Eviterete che dal referto, che per ogni successivo controllo riporterà ogni anno la conferma del vostro criminale stato ansioso, emerga tra le righe che vi divertite a far perdere tempo al cardiologo, il quale ha tanti altri pazienti, loro sì ipertesi per davvero.
Ugualmente se andate al pronto soccorso per una dolorosa colica renale, non commettete il tragico errore.
Perché oltretutto l'ansioso è in genere anche una persona di carattere riservato, e pure se soffre per atroci dolori, si limita ad emettere deboli lamenti, per cui verrà liquidato come ipocondriaco e rompipalle malato immaginario.
Piuttosto urlate, se volete essere curati.

Per concludere, devo dire che da tempo ho imparato a convivere con la mia ansia, così come convivo col fatto di non poter mai fare a meno degli occhiali e così via.
Ma col tempo ho anche imparato che mentre nessuno, se porti gli occhiali, pensa che tu non ci veda, sono sempre tanti quelli che, se dici di avere un carattere ansioso, ti considerano un "minorato".

In fondo un po' di pudore per i nostri sentimenti è sempre meglio conservarlo.


malattie della crescita

venerdì 21 ottobre 2011

A Prova Di Thriller

Avvertenza: la ricostruzione che segue si basa sulle prime (contrastanti) notizie riportate dai mezzi d'informazione.

Il mattino di venerdì una (anziana?) signora denuncia alla polizia di aver ricevuto, la sera precedente, una telefonata di minaccia (che per spingerla a chiamare la polizia doveva essere molto particolare).

A seguire, la polizia (celerità: avviene tutto nella mattinata di venerdì...) trova nel giardino della signora (combinazione!) o forse è lei a trovarlo e consegnarlo agli agenti, un telefonino (o forse due) che peraltro sembrano non entrarci nulla con la telefonata di minacce.

Gli agenti rintracciano (celerità) l' intestatario del/i telefonino/i che (combinazione!) abita lì vicino.

Non avendo forse compiti più urgenti per quel giorno (celerità), vanno a casa dell'intestatario, e poiché non risponde nessuno pensano bene di irrompere in casa (oppure la casa era aperta e irrompono in una delle stanze, chiusa a chiave dall'interno) e scoprono... un cadavere.

Tra celerità e combinazioni, se tutto ciò fosse l'inizio di un thriller, ci sembrerebbe pretenzioso ed inverosimile.
Ma se si trattasse di reali notizie di cronaca, non potrebbero far pensare ad un complotto, ad una storia molto più complessa ed inquietante di un già notevolmente inquietante omicidio a sfondo passionale?

Vi sembrerebbe normale che, nel corso delle indagini e dei processi, nei quattro anni successivi, nessuno vi abbia più fatto riferimento né si sia ricordato di come tutto cominciò?

Già, perché era il 2 novembre 2007 e il corpo straziato rinvenuto in una casa di studenti a Perugia era quello di Meredith Kercher.


Perugia, studentessa uccisa in casa
Studentessa inglese sgozzata in casa 
Omicidio di Meredith Kercher

lunedì 17 ottobre 2011

Questions About Faith


Con un articolo intitolato "Asking Candidates Tougher Questions About Faith" (*), il giornalista Bill Keller, già direttore ed oggi editorialista del New York Times, se ho ben capito pone il seguente interrogativo (siamo in campagna elettorale per le presidenziali USA).

Se un candidato affermasse di credere negli extraterrestri, che essi sono già fra noi ecc., non sarebbe ovvio e legittimo chiedergli come conosce questa circostanza, se è in contatto con gli alieni e cosa pensa di fare in proposito nel corso del suo mandato?
Poiché la risposta è una sola (si), Mr. Keller lamenta un'eccessiva ritrosia a porre analoghe domande, quando le stesse siano invece relative alle convinzioni religiose del possibile futuro Presidente.
Il giornalista vuole conoscere quali convinzioni abbia in merito il candidato, se ne ha e se influiranno sulle sue scelte politiche.

Mi sembra si tratti di una domanda più che legittima, purché sia allo stesso modo consentito chiedere se avranno peso nelle future decisioni i suoi orientamenti sessuali o le proprie abitudini alimentari (un presidente vegano potrebbe essere disastroso per l'industria della carne).

L'unica cosa che suona stonata è il paragone tra divinità ed alieni.
Credere o meno negli extraterrestri è lo stesso che credere o no alla fisica quantistica o ai neutrini: è questione di prove verificabili e ripetibili, come la scoperta dell'America.

Per quanto concerne invece il sentimento religioso, esso è nato con l'uomo, coinvolge oggi nelle sue "credenze" miliardi di uomini e da sempre include convinzioni (non verificabili né ripetibili) relative al Destino dell'uomo, al suo originarsi e al suo confluire in una realtà ultraterrena.

Non confondiamo "Trascendente" con "extraterrestre". 


bisognosi
non ci sono risposte, soltanto scelte
Voglio conoscere quale Dio si candida alla Casa Bianca
la nuova testimonianza
cartolina da Medjugorje 

giovedì 13 ottobre 2011

Ritorno A Casa

Ieri era il compleanno di mia madre, che se n'è andata poco più di un mese fa.
E' stato anche il mio primo giorno di nuovo a casa, dopo undici di ricovero per ischemia acuta.

Ora, non pretendo di avere compreso chissà quali verità, né di avere avuto qualche genere di illuminazione ma, come quando vado a fare un viaggio all'estero, ho osservato ed ascoltato.

Ero tra i più "giovani" pazienti ricoverati, con un distacco di qualche decennio rispetto agli altri.
E' stato questo, oltre al fatto che non ho il diabete, a salvarmi la gamba.

Son tornato a casa con parecchi nuovi farmaci, per un lungo periodo di convalescenza, in attesa di un importante accertamento e conseguente seconda operazione.

Mi hanno definito (carta canta) come un ricoverato "vigile, orientato e collaborante", che senz'altro è tra i giudizi più lusinghieri che abbia mai ricevuto.
Molti miei amici e e colleghi mi definirebbero in maniera ben diversa.

Io però questa soddisfazione me la tengo cara.

un granello di sangue
stanotte 
arrivederci 

martedì 11 ottobre 2011

Stamattina


In mattinata sembra che tornerò a casa, con già programmato un secondo intervento tra qualche mese.

Spesso mi ero provato ad immaginare come sarebbe stato il mio primo “vero” ricovero e devo dire che non è stato così male come avrei pensato, grazie anche al personale, ai familiari e agli amici che mi sono stati vicini, e grazie anche ai compagni di stanza.

L'ultimo che lascio ha 82 anni, è un signore arzillo, garbato, ed un poco stralunato.
La moglie, 67 anni ed abbigliamento di boutique, lo ha lasciato “un momento” ieri verso le 13, subito dopo l'anamnesi, e sino ad ora non s'è visto più nessuno.

lunedì 10 ottobre 2011

Stanotte


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Stanotte il mio compagno di stanza ha lottato a lungo.
Il signor Franco questi ultimi giorni è stato costantemente vegliato con amore da moglie e figliole.

Mani e fisico da lavoratore buono, anche le ultime ore dei suoi 66 anni le ha trascorse con delle donne.
Una squadra di sole donne, medici e paramedici, che prima ha tentato per ore di trattenerlo qua, e poi di riportarlo indietro con 40 minuti di massaggio cardiaco.
Efficienza, precisione e lucidità senza clamori.

Il signore Franco se n'è andato in silenzio, così come in silenzio era entrato tre giorni fa, al termine di una battaglia di ore tra natura e scienza che si è svolta a mezzo metro da me, con l'animo stretto pensando a lui lì e a moglie e figlie fuori della porta, alle quali mi sento di porgere delle condoglianze davvero “sentite” per aver da poco perso la mia mamma.

Il signor Franco ci ha lasciato, e anche stavolta l'Ospedale è stato alla propria altezza, nel rispetto per la famiglia, per il defunto, per il riserbo ed il decoro, ed infine per l'efficienza nel rendere la stanza nuovamente accessibile a me e al nuovo compagno arrivato dopo qualche ora.

Un ultimo saluto al signor Franco, che se n'è andato mentre fuori sorgeva un sole luminoso e i corridoi si animavano per il vociare dell'inizio del turno del mattino.

ritorno a casa
un granello di sangue 
cartolina da Lourdes 

domenica 9 ottobre 2011

Domenica 9 Ottobre


Come ogni grande struttura, anche il grande ospedale non si regge se non con regole precise.

Uno dei momenti più delicati è quello di trasporto e distribuzione del vitto, che prevede corridoi sgombri da qualunque presenza umana ad eccezione degli addetti, il che porta spesso ad incontri stile “Mezzogiorno di fuoco”, col carrello delle vivande e gli sceriffi che fronteggiano a distanza il forestiero.

Ogni genere di personale ha la sua uniforme, e questo aiuterebbe a distinguere i diversi ruoli, ma devi essere un buon osservatore e quindi ci ho rinunciato da un po'. Per me le differenze consistono di impercettibili variazioni di taglio di giacche e camici ed in altrettanto impercettibili sfumature di delicati colori pastello.

Un diritto intangibile del ricoverato (almeno per fortuna in questo ospedale) è quello al letto, ma ci rinunceresti volentieri quando, mentre tutti gli altri devono uscire dalla stanza, tu puoi rimanere al tuo posto (e se ti hanno consegnato il vitto in pratica ci sei costretto) e mentre mangi, sul tuo Compagno Di Stanza vengono espletati i più temibili accertamenti eseguibili fuori di una sala operatoria.

Grazie infine al compagno di stanza indiano e alla sua famiglia, il soggiorno ha assunto un tono cosmopolita.
Un buon collega, lui e la figlia con abiti occidentali e moglie, nipote e suocera in abbigliamento indiano; veramente persone gradevoli, simpatiche e con un gran senso di umorismo.

Ma questo è accaduto alcuni compagni di stanza fa.

ritorno a casa
un granello di sangue