Manca il lavoro ?
Sì, manca il lavoro, quello che consiste nella vendita della propria attività intellettuale e manuale.
Invece non manca certo, né mai è mancato, il lavoro inteso come cose da fare, come agire dell'uomo rivolto ad uno scopo.
Mia nonna e mia madre non hanno mai avuto un datore di lavoro, ma ugualmente hanno lavorato molto, nel mandare avanti la famiglia, nella crescita dei figli e nella cura degli anziani.
Personalmente, io passerei volentieri 8 ore al giorno a leggere e studiare il greco, per poi dedicarmi ad altro nel tempo libero...
Ognuna di queste attività, a volte gratificanti, a volte faticose, di certo nobilita l'uomo.
Ma oggi il solo lavoro vero, l'unico che permette di realizzarsi, sembra essere quello che ha un riconoscimento formale, il riconoscimento che proviene dal denaro ottenuto in cambio della propria fatica.
un esempio: la sicurezza sociale
stabilimento giambattista vico
over 65
lavori esauriti
cittadini semplici
(blog di Enrico Isopi da luglio 2009) - Il risultato di studi, approfondimenti e riflessioni può essere un valido modello per la vita sociale od individuale solo se comprensibile a chiunque.
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giovedì 29 aprile 2010
giovedì 22 aprile 2010
Spontaneo = Pericoloso
In un comune italiano alcuni bambini dell'asilo non hanno più avuto accesso al pranzo della mensa in quanto i genitori non potevano pagare le quote.
Un Signore, inizialmente ignoto, paga la retta al posto loro così che tutti i bambini, fino alla fine dell'anno scolastico, possano pranzare assieme.
Tuoni e fulmini !
Strumentalizzaione politica dell'evento; interpretazioni contorte e cavillose dell'azione commessa; capziose insinuazioni sulle motivazioni del fatto.
Insomma, un folto branco di denigratori del tipo non faccio mai l'elemosina non per i soldi ma per il principio...
A parte questo, a pensarci bene, ciò che più mi spaventa è che non siamo neanche in grado di immaginare che possa esistere un'azione senza secondi fini.
Tutto ciò che non è previsto per legge come obbligo e nasce invece da un gesto spontaneo non va bene, deve essere guardato con sospetto.
Prima o poi bisognerà riflettere seriamente anche sui secondi fini di tutti quelli che, trovando per la strada portafogli smarriti gonfi di soldi, si ostinano a restituirli.
rapporti sessuali completi
toy story 3...generazioni
sesto comandamento
respiro
a Cesare quel che è di Cesare
Peter Gabriel - FAMILY SNAPSHOT (Melt)
Un Signore, inizialmente ignoto, paga la retta al posto loro così che tutti i bambini, fino alla fine dell'anno scolastico, possano pranzare assieme.
Tuoni e fulmini !
Strumentalizzaione politica dell'evento; interpretazioni contorte e cavillose dell'azione commessa; capziose insinuazioni sulle motivazioni del fatto.
Insomma, un folto branco di denigratori del tipo non faccio mai l'elemosina non per i soldi ma per il principio...
A parte questo, a pensarci bene, ciò che più mi spaventa è che non siamo neanche in grado di immaginare che possa esistere un'azione senza secondi fini.
Tutto ciò che non è previsto per legge come obbligo e nasce invece da un gesto spontaneo non va bene, deve essere guardato con sospetto.
Prima o poi bisognerà riflettere seriamente anche sui secondi fini di tutti quelli che, trovando per la strada portafogli smarriti gonfi di soldi, si ostinano a restituirli.
rapporti sessuali completi
toy story 3...generazioni
sesto comandamento
respiro
a Cesare quel che è di Cesare
Peter Gabriel - FAMILY SNAPSHOT (Melt)
domenica 11 aprile 2010
Cause Di Morte (I Dettagli Dopo)
Un Giovane muore per l'incuria dei medici di una struttura sanitaria.
Solo successivamente il TG aggiunge che il Giovane era ricoverato, senza che i suoi lo sapessero, a causa delle violente percosse ricevute mentre era sotto la custodia dello Stato
Prima la notizia principale e poi i dettagli...
IN MEMORIA DEL CITTADINO STEFANO CUCCHI
73 anime perse
una assoluta marginalità
i giornali di marzo
Corigliano Calabro (vorremmo sapere)
scarsa immaginazione
a prova di thriller
depressione mortale
sabato 28 novembre 2009
Coraggio Di Partire, Coraggio Di Restare
Televisione e giornali sempre più frequentemente in questo periodo propongono, sotto forme che vanno dal tragico al caricaturale, storie e testimonianze di persone che si sentono nate in un "corpo sbagliato".
Nate in un corpo, maschile o femminile, non corrispondente a quella che esse sentono come la propria vera identità sessuale.
Il fenomeno, o perlomeno la sua emersione, sembra in aumento, le testimonianze sono spessso drammatiche ed evocano sofferenze interiori e anche fisiche, fatte di farmaci e chirurgia.
I protagonisti e i loro interlocutori evidenziano spesso il coraggio necessario ad intraprendere un sentiero così impervio.
Su questo mi vorrei soffermare.
Il coraggio è affrontare difficoltà e pericoli, disposti a pagare in prima persona, per un obiettivo od un ideale.
Il coraggio inoltre porta in sé, per definizione, la possibilità del fallimento, altrimenti non sarebbe una virtù.
Io spero che il coraggio di chi compie queste scelte sia sempre unito alla consapevolezza di un possibile fallimento, possibilità che sempre accompagna ogni umana impresa.
Aggiungo un'altra considerazione.
Un senso di estraneità a se stessi o alla realtà si presenta spesso nella vita di molti di noi, anche se per fortuna raramente in forme così estreme.
Mi chiedo allora se c'è più coraggio nel cambiare a tutti i costi, o nell'accettare e nell'accogliere come positiva opportunità ciò che si è e il luogo dove ci troviamo.
Se di fronte a situazioni di conflitto con se stessi, sia più coraggioso chi con sofferenza sceglie di andarsene, o chi con altrettanta sofferenza sceglie di restare.
king size (il male minore ?)
censimento fatale
ordinary servants (l'orgoglio del servitore)
ministro Mara Carfagna
pari opportunità per tutti
depressione mortale
il disagio che nasce dall'agio
Nate in un corpo, maschile o femminile, non corrispondente a quella che esse sentono come la propria vera identità sessuale.
Il fenomeno, o perlomeno la sua emersione, sembra in aumento, le testimonianze sono spessso drammatiche ed evocano sofferenze interiori e anche fisiche, fatte di farmaci e chirurgia.
I protagonisti e i loro interlocutori evidenziano spesso il coraggio necessario ad intraprendere un sentiero così impervio.
Su questo mi vorrei soffermare.
Il coraggio è affrontare difficoltà e pericoli, disposti a pagare in prima persona, per un obiettivo od un ideale.
Il coraggio inoltre porta in sé, per definizione, la possibilità del fallimento, altrimenti non sarebbe una virtù.
Io spero che il coraggio di chi compie queste scelte sia sempre unito alla consapevolezza di un possibile fallimento, possibilità che sempre accompagna ogni umana impresa.
Aggiungo un'altra considerazione.
Un senso di estraneità a se stessi o alla realtà si presenta spesso nella vita di molti di noi, anche se per fortuna raramente in forme così estreme.
Mi chiedo allora se c'è più coraggio nel cambiare a tutti i costi, o nell'accettare e nell'accogliere come positiva opportunità ciò che si è e il luogo dove ci troviamo.
Se di fronte a situazioni di conflitto con se stessi, sia più coraggioso chi con sofferenza sceglie di andarsene, o chi con altrettanta sofferenza sceglie di restare.
king size (il male minore ?)
censimento fatale
ordinary servants (l'orgoglio del servitore)
ministro Mara Carfagna
pari opportunità per tutti
depressione mortale
il disagio che nasce dall'agio
lunedì 16 novembre 2009
Radiato A Vita: Grazie Fia
E' di questi giorni la notizia del ricorso presentato da Flavio Briatore contro la condanna inflittagli dalla FIA, con relativa richiesta di risarcimento da parte dello stesso sig. Briatore.
Un ricorso e un appello non si negano mai a nessuno, ma in questo caso particolare devo dire che Briatore riscuote tutta la mia simpatia.
In realtà non è chiaro se sia stato radiato "a vita" dalla Formula 1 o solo "a tempo indeterminato", ma ci piace di più la prima versione.
In un mondo in cui tutto è relativo, in cui persino il sesso di una persona non è più né certo né stabile, in cui i colori di un telefonino non sono vivaci o brillanti, ma "divertenti", un punto fermo ci voleva.
Radiato a vita: proprio come in un romanzo di De Amicis o in un film di Fantozzi !
Credevamo tutto fosse diventato relativo, aleatorio, transeunte e invece no !... grazie Fia, che ci riporti alla solidità di scelte chiare e definitive, che ci richiami al senso di nobili valori che credevamo ormai irrimediabilmente perduti.
Radiato a vita: sentite come suona; è ancora più confortante dei Fagottini del Mulino Bianco, e ci fa sognare di ideali ferrei ed incorruttibili.
Sig. Briatore, è proprio sicuro che non sarebbe più onorevole rinunciare all'appello ed accettare il marchio di "radiato a vita" ?
Tanti auguri.
si invocano leggi più severe
morale: a terra (2)
Un ricorso e un appello non si negano mai a nessuno, ma in questo caso particolare devo dire che Briatore riscuote tutta la mia simpatia.
In realtà non è chiaro se sia stato radiato "a vita" dalla Formula 1 o solo "a tempo indeterminato", ma ci piace di più la prima versione.
In un mondo in cui tutto è relativo, in cui persino il sesso di una persona non è più né certo né stabile, in cui i colori di un telefonino non sono vivaci o brillanti, ma "divertenti", un punto fermo ci voleva.
Radiato a vita: proprio come in un romanzo di De Amicis o in un film di Fantozzi !
Credevamo tutto fosse diventato relativo, aleatorio, transeunte e invece no !... grazie Fia, che ci riporti alla solidità di scelte chiare e definitive, che ci richiami al senso di nobili valori che credevamo ormai irrimediabilmente perduti.
Radiato a vita: sentite come suona; è ancora più confortante dei Fagottini del Mulino Bianco, e ci fa sognare di ideali ferrei ed incorruttibili.
Sig. Briatore, è proprio sicuro che non sarebbe più onorevole rinunciare all'appello ed accettare il marchio di "radiato a vita" ?
Tanti auguri.
si invocano leggi più severe
morale: a terra (2)
mercoledì 4 novembre 2009
Il Prezzo Del Dolore
Un prezzo per il dolore psicologico subito dal beneficiario che è morto, ma almeno va agli eredi...
Mi chiedo se queste macabre contabilità non siano un ulteriore modo per allontanarci da noi stessi.
In fondo ciascuno di noi è ciò che mangia, respira etc, ma è anche ciò che soffre.
Dare un prezzo a ogni dolore compresa la perdita di una persona cara pone uno schermo tra noi e una fetta della realtà che è "naturalmente" fatta di lacrime e sangue
Una realtà dolorosa ed inevitabile.Attenzione, non "dolorosa ma inevitabile".
Dobbiamo ricominciare a saper sommare, ad aggiungere, e non a considerare alcune dimensioni di vita come tetri ed inevitabili pedaggi da evitare o da "prezzare".
Non sono certo un fanatico della sofferenza, anzi, ma se penso a tutto il dolore, innocente o meno, di cui è fatta la storia dell'uomo, capisco che volerlo ripudiare, assieme al sangue di chi ci ha partorito e alle lacrime versate quando la notte non dormivamo mai è ripudiare una parte di noi, e negare la dignità del ricordo e della celebrazione a coloro che hanno sofferto prima di noi e "per" noi.
poter sognare solo il quotidiano
i giornali di marzo
scarsa immaginazione
depressione mortale II
mercoledì 21 ottobre 2009
Il Sogno Del Teletrasporto
Mio figlio vuol sapere se nel futuro esisterà il teletrasporto come nei film di fantascienza.
Io gli rispondo che probabilmente ci arriveremo.
Penso infatti a tutte le imprese che l'uomo ha sognato nel corso della storia, e a come si sono poi davvero realizzate.
Quando l'uomo inizia a pensare a qualche cosa, ed essa diventa oggetto di riflessione e attenzione, oppure argomento per storie o leggende, basti pensare uno per tutti al mito di Icaro, finisce poi per avverarsi.
Probabilmente è inscritta nel nostro essere la facoltà di perseguire ciò che sognamo o, da un altro punto di vista, quella di farci venire in mente solo cose che possiamo raggiungere.
Viene allora da credere che anche la pace e la serenità in terra non siano un'utopia destinata a restare relegata nei poemi e nelle preghiere, ma possano diventare realtà, come lo è diventato il volare, che sino a un secolo fa ci sembrava impossibile e dopo 70 anni siamo arrivati sulla Luna, e come lo diventerà il ...teletrasporto..
realtà virtuale
i prodotti del pensiero
poter sognare solo il quotidiano
Io gli rispondo che probabilmente ci arriveremo.
Penso infatti a tutte le imprese che l'uomo ha sognato nel corso della storia, e a come si sono poi davvero realizzate.
Quando l'uomo inizia a pensare a qualche cosa, ed essa diventa oggetto di riflessione e attenzione, oppure argomento per storie o leggende, basti pensare uno per tutti al mito di Icaro, finisce poi per avverarsi.
Probabilmente è inscritta nel nostro essere la facoltà di perseguire ciò che sognamo o, da un altro punto di vista, quella di farci venire in mente solo cose che possiamo raggiungere.
Viene allora da credere che anche la pace e la serenità in terra non siano un'utopia destinata a restare relegata nei poemi e nelle preghiere, ma possano diventare realtà, come lo è diventato il volare, che sino a un secolo fa ci sembrava impossibile e dopo 70 anni siamo arrivati sulla Luna, e come lo diventerà il ...teletrasporto..
realtà virtuale
i prodotti del pensiero
poter sognare solo il quotidiano
mercoledì 14 ottobre 2009
Poter Sognare Solo Il Quotidiano
Il cosiddetto benessere permette a molti di noi di poter soddisfare ogni desiderio o capriccio.
L'indulgenza dei genitori verso i figli in questo è sbalorditiva, tanto che giungiamo a mettere alla loro portata tutto ciò che vogliono.
Non so se ci rendiamo conto della contropartita che dobbiamo pagare, del male che ci facciamo tutti.
Alla lunga, entriamo in un circolo vizioso che ci impedisce non solo di sognare, ma anche di poter immaginare che esista qualcosa che non sia nella nostra immediata disponibilità.
Se ci riflettiamo un momento, ogni scoperta ed invenzione nasce da una scommessa con se stessi e col destino.
Ed è sempre con se stessi e col destino che si deve scommettere, non solo per andare sulla Luna, ma anche per scegliere di formare una famiglia, per scegliere un lavoro impegnativo o portare avanti un corso di studi seriamente con le proprie forze.
Se continuiamo così, tutte queste strade diverranno impercorribili e da abbandonare, a causa della nostra incapacità ad affrontare le difficoltà, che neanche crediamo più possano esistere, che ci sembrano quasi un affronto al nostro essere, anziché una normale variabile dell'esistenza.
Assuefatti ormai, da una parte ad avere tutto ciò che vogliamo, e dall'altra condannati a non saper immaginare alcun desiderio diverso da ciò che già abbiamo a portata di mano.
il sogno del teletrasporto
realtà virtuale
messaggio planetario
L'indulgenza dei genitori verso i figli in questo è sbalorditiva, tanto che giungiamo a mettere alla loro portata tutto ciò che vogliono.
Non so se ci rendiamo conto della contropartita che dobbiamo pagare, del male che ci facciamo tutti.
Alla lunga, entriamo in un circolo vizioso che ci impedisce non solo di sognare, ma anche di poter immaginare che esista qualcosa che non sia nella nostra immediata disponibilità.
Se ci riflettiamo un momento, ogni scoperta ed invenzione nasce da una scommessa con se stessi e col destino.
Ed è sempre con se stessi e col destino che si deve scommettere, non solo per andare sulla Luna, ma anche per scegliere di formare una famiglia, per scegliere un lavoro impegnativo o portare avanti un corso di studi seriamente con le proprie forze.
Se continuiamo così, tutte queste strade diverranno impercorribili e da abbandonare, a causa della nostra incapacità ad affrontare le difficoltà, che neanche crediamo più possano esistere, che ci sembrano quasi un affronto al nostro essere, anziché una normale variabile dell'esistenza.
Assuefatti ormai, da una parte ad avere tutto ciò che vogliamo, e dall'altra condannati a non saper immaginare alcun desiderio diverso da ciò che già abbiamo a portata di mano.
il sogno del teletrasporto
realtà virtuale
messaggio planetario
mercoledì 7 ottobre 2009
Un Corpo Sociale
Dicevamo più sotto un popolo che abbiamo diversi dialetti, diverse abitudini e anche livelli di sviluppo molto differenti, ma che 150 anni di carestia ed abbondanza, di guerra e di ricostruzione, di terremoti e soccorsi, di tragedie infinite e di solidaretà impensabili, ci fanno comunque essere un unico popolo.
Notava inoltre un commento onesta-legalità che la garanzia principale del rispetto della legalità sostanziale, individuata dalla Costituzione intesa come espressione di un patto, è la costante opera di partecipazione e controllo da parte del corpo sociale.
Io credo che un documento come la Carta costituzionale viva nel presente di chi la scrive e la vota, ma che poi diventi altro.
Diventa il passato su cui si sono volute porre delle fondamenta.
Diventa, nello stesso tempo, il futuro che si vuole costruire.
Di queste due dimensioni vive il nostro presente di cittadini, un presente che ci richiede continuamente delle scelte, per le quali sentiamo di avere scarse indicazioni, oltre quelle dei principi fondamentali della nostra Carta.
Questo ci porta ad invocare e ad appellarci a leggi e regolamenti per ogni più minuto aspetto e infimo dettaglio del vivere quotidiano.
Purtroppo questo è esattamente l'opposto di ciò che penso debba essere un corpo sociale, che si regge su poche regole chiare e poi sa fare delle scelte e assumersi le sue responsabilità in base a quei valori ed esperienze condivise che soltanto possono farci essere popolo.
Ma finché anche solo per accettare una multa per eccesso di velocità etilometro vs autovelox pretendiamo la foto regolamentare, nitida e che rispetti la privacy, fatta dall'apparecchio regolamentare e regolarmente segnalato 480 metri prima, penso ci sia ancora parecchia strada da fare, e forse questa sì a tutta velocità.
federalismo centralizzato
Notava inoltre un commento onesta-legalità che la garanzia principale del rispetto della legalità sostanziale, individuata dalla Costituzione intesa come espressione di un patto, è la costante opera di partecipazione e controllo da parte del corpo sociale.
Io credo che un documento come la Carta costituzionale viva nel presente di chi la scrive e la vota, ma che poi diventi altro.
Diventa il passato su cui si sono volute porre delle fondamenta.
Diventa, nello stesso tempo, il futuro che si vuole costruire.
Di queste due dimensioni vive il nostro presente di cittadini, un presente che ci richiede continuamente delle scelte, per le quali sentiamo di avere scarse indicazioni, oltre quelle dei principi fondamentali della nostra Carta.
Questo ci porta ad invocare e ad appellarci a leggi e regolamenti per ogni più minuto aspetto e infimo dettaglio del vivere quotidiano.
Purtroppo questo è esattamente l'opposto di ciò che penso debba essere un corpo sociale, che si regge su poche regole chiare e poi sa fare delle scelte e assumersi le sue responsabilità in base a quei valori ed esperienze condivise che soltanto possono farci essere popolo.
Ma finché anche solo per accettare una multa per eccesso di velocità etilometro vs autovelox pretendiamo la foto regolamentare, nitida e che rispetti la privacy, fatta dall'apparecchio regolamentare e regolarmente segnalato 480 metri prima, penso ci sia ancora parecchia strada da fare, e forse questa sì a tutta velocità.
federalismo centralizzato
giovedì 1 ottobre 2009
Uomini E Prezzi
Ciascuno di noi ritiene di avere una propria intangibile dignità.
Sentiamo, come esseri umani, di impersonare un valore difficilmente esprimibile e di certo non quantificabile.
Perché questo valore è l'insieme di ciò che facciamo e del nostro lavoro, di ciò che pensiamo e dei nostri affetti.
Qualcosa di grande e di fondamentale importanza, che in qualche modo definisce il nostro destino e che non si può né pesare né misurare.
Ma, e faccio solo un esempio, da anni è risarcibile il cosiddetto danno biologico, nel quale rientrano anche le lesioni non materiali che incidono su interessi rilevanti per la persona, considerata anche nei suoi "aspetti relazionali".
Riporto dalla sentenza n.26973/2008 Cass. civile, Sezioni unite che, attenzione, pone un argine e limita le innumerevoli pretese risarcitorie per i più disparati aspetti della vita quotidiana negli anni precedenti addotte:
"...Il giudice potrà invece correttamente riconoscere e liquidare il solo danno morale, a ristoro della sofferenza psichica provata dalla vittima di lesioni fisiche, alle quali sia seguita dopo breve tempo la morte, che sia rimasta lucida durante l'agonia in consapevole attesa della fine. ... Una sofferenza psichica siffatta, di massima intensità anche se di durata contenuta, non essendo suscettibile, in ragione del limitato intervallo di tempo tra lesioni e morte, di degenerare in patologia e dare luogo a danno biologico, va risarcita come danno morale, nella sua nuova più ampia accezione".
Dunque un danno morale quale aspetto del danno biologico.
Comprendiamo così che è risarcibile la sofferenza psichica di chi è su un aereo che sta precipitando e sa che sta per morire.Niente di nuovo, negli USA sono storie di tutti i giorni, ma a me fa impressione questo tipo di giustizia, che, pur tutelandoci, passa attraverso la misurazione e la successiva quantificazione pecuniaria della sofferenza, che è tra gli aspetti più intimi di una persona.
Dicevamo qualche giorno fa(realtà virtuale) che l'uomo sembra sentirsi chiamato a diventare metro e misura dell'universo, e che così corre il rischio di non accorgersi della propria "possibile relatività".
Allora, di questi risarcimenti, voglio cogliere l'aspetto positivo.
Che ci servano da monito per ricordarci che, se anche i nostri affetti hanno un prezzo, se anche noi come persone possiamo essere quantificate, questo è possibile solo perché siamo esseri de-limitati, non assoluti ma in stato di perenne relatività e confronto con "qualcos'altro".
Se alle emozioni di un uomo si può assegnare un prezzo, l'uomo è a sua volta misurabile, e pertanto si trova in un universo che lui non può completamente dominare.
fuori controllo
il prezzo del dolore
puri e spietati
depressione mortale II
tutela universale
Dio di ogni consolazione
Sentiamo, come esseri umani, di impersonare un valore difficilmente esprimibile e di certo non quantificabile.
Perché questo valore è l'insieme di ciò che facciamo e del nostro lavoro, di ciò che pensiamo e dei nostri affetti.
Qualcosa di grande e di fondamentale importanza, che in qualche modo definisce il nostro destino e che non si può né pesare né misurare.
Ma, e faccio solo un esempio, da anni è risarcibile il cosiddetto danno biologico, nel quale rientrano anche le lesioni non materiali che incidono su interessi rilevanti per la persona, considerata anche nei suoi "aspetti relazionali".
Riporto dalla sentenza n.26973/2008 Cass. civile, Sezioni unite che, attenzione, pone un argine e limita le innumerevoli pretese risarcitorie per i più disparati aspetti della vita quotidiana negli anni precedenti addotte:
"...Il giudice potrà invece correttamente riconoscere e liquidare il solo danno morale, a ristoro della sofferenza psichica provata dalla vittima di lesioni fisiche, alle quali sia seguita dopo breve tempo la morte, che sia rimasta lucida durante l'agonia in consapevole attesa della fine. ... Una sofferenza psichica siffatta, di massima intensità anche se di durata contenuta, non essendo suscettibile, in ragione del limitato intervallo di tempo tra lesioni e morte, di degenerare in patologia e dare luogo a danno biologico, va risarcita come danno morale, nella sua nuova più ampia accezione".
Dunque un danno morale quale aspetto del danno biologico.
Comprendiamo così che è risarcibile la sofferenza psichica di chi è su un aereo che sta precipitando e sa che sta per morire.Niente di nuovo, negli USA sono storie di tutti i giorni, ma a me fa impressione questo tipo di giustizia, che, pur tutelandoci, passa attraverso la misurazione e la successiva quantificazione pecuniaria della sofferenza, che è tra gli aspetti più intimi di una persona.
Dicevamo qualche giorno fa(realtà virtuale) che l'uomo sembra sentirsi chiamato a diventare metro e misura dell'universo, e che così corre il rischio di non accorgersi della propria "possibile relatività".
Allora, di questi risarcimenti, voglio cogliere l'aspetto positivo.
Che ci servano da monito per ricordarci che, se anche i nostri affetti hanno un prezzo, se anche noi come persone possiamo essere quantificate, questo è possibile solo perché siamo esseri de-limitati, non assoluti ma in stato di perenne relatività e confronto con "qualcos'altro".
Se alle emozioni di un uomo si può assegnare un prezzo, l'uomo è a sua volta misurabile, e pertanto si trova in un universo che lui non può completamente dominare.
fuori controllo
il prezzo del dolore
puri e spietati
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Dio di ogni consolazione
martedì 29 settembre 2009
Realtà Virtuale
Realtà virtuale, cioè possibile ma non attuata, oppure mondo teorico, simulato etc.
Se ne parla soprattutto in relazione a certe possibilità offerte dall'informatica, e spesso con una connotazione negativa, perché il mondo virtuale si contrapporrebbe alla "realtà vera".
In effetti, a volte alcune possibilità tecniche o scientifiche sembrano andare più veloci di noi, ma io credo che il microprocessore di oggi sia il diretto discendente delle pergamene di ieri.
Nessuno rimprovera un figlio che trascorre un pomeriggio intero in biblioteca, ma se lo passa al computer...
L'uomo si caratterizza perché da sempre ha immaginato e si è creato realtà virtuali.
Altrimenti nessuno avrebbe imparato ad accendere il fuoco o avrebbe scoperto nuovi continenti.
A cominciare dal primo uomo che ha immaginato di potenze ultraterrene o di vita dopo la morte; da Omero a Dante Alighieri sino a James Joyce, da Giotto a Steven Spielberg, includendo il loro pubblico, abbiamo sempre sognato-costruito mondi virtuali.
Per sminuire il senso di una insoddisfacente realtà, o per valorizzarla nella comprensione e nel cambiamento volto a creare un ambiente per noi migliore.
Realtà effettiva o virtuale, l'uomo sembra avere un unico destino, quello di considerarsi e voler sempre più diventare misura e metro dell'universo.
Se in questo c'è un rischio, sta nel renderlo un assoluto, nel non sentirsi più sul margine di una frontiera per esplorare, ma solo per invadere, conquistare e modellare.
Un "assoluto" che può chiudersi alla possibilità di imbatterci in qualcosa di realmente imperscrutabile o più grande e potente di noi.
L'uomo scopre e misura l'universo prendendo se stesso come unità di misura, ma non deve escludere che vi siano cose che non è possibile conoscere.
il sogno del teletrasporto
povero jackpot
rapporti sessuali completi
surface
Se ne parla soprattutto in relazione a certe possibilità offerte dall'informatica, e spesso con una connotazione negativa, perché il mondo virtuale si contrapporrebbe alla "realtà vera".
In effetti, a volte alcune possibilità tecniche o scientifiche sembrano andare più veloci di noi, ma io credo che il microprocessore di oggi sia il diretto discendente delle pergamene di ieri.
Nessuno rimprovera un figlio che trascorre un pomeriggio intero in biblioteca, ma se lo passa al computer...
L'uomo si caratterizza perché da sempre ha immaginato e si è creato realtà virtuali.
Altrimenti nessuno avrebbe imparato ad accendere il fuoco o avrebbe scoperto nuovi continenti.
A cominciare dal primo uomo che ha immaginato di potenze ultraterrene o di vita dopo la morte; da Omero a Dante Alighieri sino a James Joyce, da Giotto a Steven Spielberg, includendo il loro pubblico, abbiamo sempre sognato-costruito mondi virtuali.
Per sminuire il senso di una insoddisfacente realtà, o per valorizzarla nella comprensione e nel cambiamento volto a creare un ambiente per noi migliore.
Realtà effettiva o virtuale, l'uomo sembra avere un unico destino, quello di considerarsi e voler sempre più diventare misura e metro dell'universo.
Se in questo c'è un rischio, sta nel renderlo un assoluto, nel non sentirsi più sul margine di una frontiera per esplorare, ma solo per invadere, conquistare e modellare.
Un "assoluto" che può chiudersi alla possibilità di imbatterci in qualcosa di realmente imperscrutabile o più grande e potente di noi.
L'uomo scopre e misura l'universo prendendo se stesso come unità di misura, ma non deve escludere che vi siano cose che non è possibile conoscere.
il sogno del teletrasporto
povero jackpot
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lunedì 14 settembre 2009
Addio A Mike Bongiorno (Con Riserva)
Leggo qualche giorno fa su Il Giornale comprato in edicola un articolo a firma Cesare Lanza che mi colpisce.
Lo torno a cercare oggi sul sito, per fornirvi il link http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=381607#1 .
Si parla di Mike Bongiorno, e anzitutto ci si chiede, nel testo, perché la morte, nel caso di un personaggio famoso e popolare, debba essere considerato "episodio epocale".
Infatti poco sopra si premette che a giudizio dell'autore la morte non è un fatto straordinario, e infatti "gli uomini muoiono , come il giorno e la notte, i fiori, gli alberi, una volta i dinosauri e oggi i cani e i gatti..."
Certo, se le premesse sono queste, non si dovrebbe parlare di nulla.
Se poi la morte è un evento così normale (infatti si muore una volta sola...), figuriamoci qualunque altro avvenimento al suo confronto: matrimoni, disoccupazione, divorzi, incidenti, i nuovi concorrenti de "La talpa" e via discorrendo.
Proseguendo nel testo del sig. Lanza, direi che si alternano poche parole di riconoscimento accanto a palate di critiche negative nei confronti del lavoro del sig. Mike Bongiorno.
E' una mia impressione, ma sembra un accanimento che forse poteva essere riservato ad un terrorista dal dubbio pentimento o ad un dittatore di cui in vita fosse pericoloso parlare.
Nel caso del signor Mike, persona unanimemente riconosciuta perbene, quelle parole, scritte senza neanche attendere il funerale, col feretro ancora nella camera ardente, mostrano che anche se la morte, quella dell'uomo come quella di alberi e gatti (...), fosse davvero un fatto normale, per gli eventi normali della storia degli uomini non c'è proprio più alcun rispetto, né alcun ritegno di fronte a loro, di fronte a chi se n'è andato e verso il dolore dei familiari che restano.
Arrivederci, signor Mike.
censimento fatale
il prezzo del dolore
Lo torno a cercare oggi sul sito, per fornirvi il link http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=381607#1 .
Si parla di Mike Bongiorno, e anzitutto ci si chiede, nel testo, perché la morte, nel caso di un personaggio famoso e popolare, debba essere considerato "episodio epocale".
Infatti poco sopra si premette che a giudizio dell'autore la morte non è un fatto straordinario, e infatti "gli uomini muoiono , come il giorno e la notte, i fiori, gli alberi, una volta i dinosauri e oggi i cani e i gatti..."
Certo, se le premesse sono queste, non si dovrebbe parlare di nulla.
Se poi la morte è un evento così normale (infatti si muore una volta sola...), figuriamoci qualunque altro avvenimento al suo confronto: matrimoni, disoccupazione, divorzi, incidenti, i nuovi concorrenti de "La talpa" e via discorrendo.
Proseguendo nel testo del sig. Lanza, direi che si alternano poche parole di riconoscimento accanto a palate di critiche negative nei confronti del lavoro del sig. Mike Bongiorno.
E' una mia impressione, ma sembra un accanimento che forse poteva essere riservato ad un terrorista dal dubbio pentimento o ad un dittatore di cui in vita fosse pericoloso parlare.
Nel caso del signor Mike, persona unanimemente riconosciuta perbene, quelle parole, scritte senza neanche attendere il funerale, col feretro ancora nella camera ardente, mostrano che anche se la morte, quella dell'uomo come quella di alberi e gatti (...), fosse davvero un fatto normale, per gli eventi normali della storia degli uomini non c'è proprio più alcun rispetto, né alcun ritegno di fronte a loro, di fronte a chi se n'è andato e verso il dolore dei familiari che restano.
Arrivederci, signor Mike.
censimento fatale
il prezzo del dolore
mercoledì 9 settembre 2009
Superiorità Della Specie
Oppure riuscite a figurarvi degli orsi che si sbranano a vicenda ma stando attenti a non calpestare le formiche ?
O ancora..., che dire di una specie che difende i cuccioli di foca crudelmente uccisi senza motivo, ma che ha fatto della guerra addirittura un'ARTE, dove ogni guerra ha un motivo ed ognuna è condotta secondo le "regole"...?
Questo alternarsi di abissali crudeltà e vertici di tenerezza ci rende sicuramente unici sul pianetà.
Per la superiorità, ne riparliamo.
divina incoscienza
burquini e dintorni
impronta ecologica
Osama Bin Laden
ventre molle
sabato 5 settembre 2009
73 Anime Perse
Dove ?
Forse in mare, rotolate e spinte in acqua una ad una come zavorra.
Forse nell'incubo dei 5 eritrei sopravvissuti nel gommone
Perse fra GPS, GSM e radio di bordo
Tra Malta e Lampedusa, in un Mediterraneo divenuto oceano
Tra speranza e disperazione
Tra Libia e Canale di Sicilia
Smarrite tra il 28 luglio e il 20 agosto
Ma perse definitivamente tra il 20 e il 23
Tra TG della sera e giornale del mattino
anche la notizia ha perso il suo prezzo
da La Stampa (sito)
cause di morte (i dettagli dopo)
malattie della crescita
33 anime salve
poveri resti
il buon selvaggio
uno schifo contro due donne
restate a casa!

Forse nell'incubo dei 5 eritrei sopravvissuti nel gommone
Perse fra GPS, GSM e radio di bordo
Tra Malta e Lampedusa, in un Mediterraneo divenuto oceano
Tra speranza e disperazione
Tra Libia e Canale di Sicilia
Smarrite tra il 28 luglio e il 20 agosto
Ma perse definitivamente tra il 20 e il 23
Tra TG della sera e giornale del mattino
anche la notizia ha perso il suo prezzo
da La Stampa (sito)
cause di morte (i dettagli dopo)
malattie della crescita
33 anime salve
poveri resti
il buon selvaggio
uno schifo contro due donne
restate a casa!
lunedì 31 agosto 2009
Una Assoluta Marginalità
Beati i poveri, diceva Gesù Cristo, ed è ormai assodato che non si trattava di un elogio della miseria, ma di un invito a fondare la propria vita su ciò che conta davvero.
Sobrietà ed essenzialità aiutano l'uomo a ritrovare se stesso, senza perdersi nel labirinto di vecchie e nuove idolatrie.
Chi sceglie in questo modo, diventa persona fatta di onestà, dignità, rispetto per tutti, e quindi persona non gradita, possibile (volontaria) vittima di "respingimento" ai margini di una società improntata al cinismo e alla sopraffazione.
Tuttavia questo margine, che potrebbe essere vissuto solo come confine-confino, può diventare frontiera, luogo e partenza per esplorazioni.
Di più: può tramutarsi in orizzonte.
Orizzonte di terre nuove da scoprire, addirittura ancora neppure immaginate come reali.
E allora marginalità può diventare risorsa preziosa, da dove è possibile scorgere ciò che dà veramente "senso" alla vita e verso cui spingersi.
Dentro la marginalità, possiamo imbatterci nell'Assoluto.
Stare al margine, sul confine, per poter intravedere l'essenziale.
coraggio di partire, coraggio di restare
cause di morte (i dettagli dopo)
non ci sono risposte, soltanto scelte
pastori e magi
bisognosi
le meraviglie della fede
Sobrietà ed essenzialità aiutano l'uomo a ritrovare se stesso, senza perdersi nel labirinto di vecchie e nuove idolatrie.
Tuttavia questo margine, che potrebbe essere vissuto solo come confine-confino, può diventare frontiera, luogo e partenza per esplorazioni.
Di più: può tramutarsi in orizzonte.
Orizzonte di terre nuove da scoprire, addirittura ancora neppure immaginate come reali.
E allora marginalità può diventare risorsa preziosa, da dove è possibile scorgere ciò che dà veramente "senso" alla vita e verso cui spingersi.
Dentro la marginalità, possiamo imbatterci nell'Assoluto.
Stare al margine, sul confine, per poter intravedere l'essenziale.
coraggio di partire, coraggio di restare
cause di morte (i dettagli dopo)
non ci sono risposte, soltanto scelte
pastori e magi
bisognosi
le meraviglie della fede
A Prova Di Stupido
Discussione di alcuni giorni fa.
Un ragazzo che ha fatto la scuola dell'obbligo e che lavora come operaio in fabbrica, forse parla un linguaggio diverso da un neolaureato a pieni voti in filosofia.
Replica: ecché, l'operaio non può essere autodidatta, non può leggersi tutti i libri che vuole ?
Controreplica: certo, ma questo non dovrebbe essere necessario; non deve essere necessario.
Che si parli di fisica, filosofia, medicina, quando si arriva al nòcciolo della questione ci accostiamo al nostro essere, al nostro agire, a ciò che può accadere agli altri, a noi e alla realtà intorno a noi.
Si tratta di fare scelte, e la loro descrizione non è problema di linguaggio più o meno elevato, ma di concretezza e vita.
Tali questioni, o possono essere espresse in maniera comprensibile per chiunque o "non sono".
Non ci si innamora di un nome, ma della persona che lo porta.
l'avvenire del giornale
una assoluta marginalità
non ci sono risposte, soltanto scelte
British policy
Ancona guardia medica mimetica
Un ragazzo che ha fatto la scuola dell'obbligo e che lavora come operaio in fabbrica, forse parla un linguaggio diverso da un neolaureato a pieni voti in filosofia.
Replica: ecché, l'operaio non può essere autodidatta, non può leggersi tutti i libri che vuole ?
Controreplica: certo, ma questo non dovrebbe essere necessario; non deve essere necessario.
Che si parli di fisica, filosofia, medicina, quando si arriva al nòcciolo della questione ci accostiamo al nostro essere, al nostro agire, a ciò che può accadere agli altri, a noi e alla realtà intorno a noi.
Si tratta di fare scelte, e la loro descrizione non è problema di linguaggio più o meno elevato, ma di concretezza e vita.
Tali questioni, o possono essere espresse in maniera comprensibile per chiunque o "non sono".
Non ci si innamora di un nome, ma della persona che lo porta.
l'avvenire del giornale
una assoluta marginalità
non ci sono risposte, soltanto scelte
British policy
Ancona guardia medica mimetica
Fine Pena: Mai (Giustizia Assoluta)
Càpita di frequente che alla scarcerazione di cittadini già condannati per crimini particolarmente efferati, vi siano critiche e si lèvino grida di scandalo.
Attenzione, non parliamo di errori o inerzie della magistratura che hanno causato scadenze di termini o simili.
Stiamo parlando di persone che hanno scontato per intero la loro condanna, magari a 30 anni di carcere.
Ma a qualcuno sembra non bastare.
Non gli interessa che la Costituzione consideri la pena finalizzata anche al reinserimento nella società, e neppure gli importa che benefici o "sconti", siano stati conformi a quanto previsto per legge.
Neanche pensano che 25 anni di carcere equivalgono a 1/3 della vita di un uomo, e che l'uomo che ora esce spesso è completamente diverso da quello che era entrato.
No, questi delinquenti l'hanno fatta troppo grossa, è una vergogna che possano circolare liberamente.
In conclusione, siamo alle solite.
Molti, a volte proprio coloro che si proclamano laici o liberali pretenderebbero che la nostra giustizia, la nostra "giustizia umana", si trasformasse in una giustizia assoluta, verrebbe da dire "divina", se non sapessimo che l'Onnipotente è molto più misericordioso di noi.
Ci dà proprio fastidio che queste persone siano nostri concittadini e possano fare la spesa, possano camminare per la strada come noi, come se fossimo noi.
Li vorremmo rinchiusi per sempre, lontano dagli occhi, forse proprio perché ci ricordano che anche noi avremmo potuto essere così, e non possiamo pretendere, come miseramente tentiamo, di appartenere ad un'altra specie.
73 anime perse
la memoria e il furore
Giustizia Criptica 1
Attenzione, non parliamo di errori o inerzie della magistratura che hanno causato scadenze di termini o simili.
Stiamo parlando di persone che hanno scontato per intero la loro condanna, magari a 30 anni di carcere.
Ma a qualcuno sembra non bastare.
Non gli interessa che la Costituzione consideri la pena finalizzata anche al reinserimento nella società, e neppure gli importa che benefici o "sconti", siano stati conformi a quanto previsto per legge.
Neanche pensano che 25 anni di carcere equivalgono a 1/3 della vita di un uomo, e che l'uomo che ora esce spesso è completamente diverso da quello che era entrato.
No, questi delinquenti l'hanno fatta troppo grossa, è una vergogna che possano circolare liberamente.
In conclusione, siamo alle solite.
Molti, a volte proprio coloro che si proclamano laici o liberali pretenderebbero che la nostra giustizia, la nostra "giustizia umana", si trasformasse in una giustizia assoluta, verrebbe da dire "divina", se non sapessimo che l'Onnipotente è molto più misericordioso di noi.
Ci dà proprio fastidio che queste persone siano nostri concittadini e possano fare la spesa, possano camminare per la strada come noi, come se fossimo noi.
Li vorremmo rinchiusi per sempre, lontano dagli occhi, forse proprio perché ci ricordano che anche noi avremmo potuto essere così, e non possiamo pretendere, come miseramente tentiamo, di appartenere ad un'altra specie.
73 anime perse
la memoria e il furore
Giustizia Criptica 1
L'Avvenire Del Giornale
Se ben comprendiamo, le recenti notizie circa vari presunti "scheletri nell'armadio" dei direttori di un paio di quotidiani, non allineati con il centro-destra, sono l'equivalente di un sonoro "da che pulpito viene la predica".
Certo, l'onestà dovrebbe essere fra i valori più preziosi.
Va anche precisato, però, che diversi sono responsabilità e doveri di chi dirige un giornale, rispetto a quelli di chi riveste cariche di governo.
Ciascuno di noi può decidere di comprare o no un qualunque quotidiano, ma un Capo di Governo non può non doverci rappresentare tutti, mantenendo alta la nostra dignità di nazione.
licenza di satira
morale: a terra
diffamazione a mezzo stampa
Certo, l'onestà dovrebbe essere fra i valori più preziosi.
Va anche precisato, però, che diversi sono responsabilità e doveri di chi dirige un giornale, rispetto a quelli di chi riveste cariche di governo.
Ciascuno di noi può decidere di comprare o no un qualunque quotidiano, ma un Capo di Governo non può non doverci rappresentare tutti, mantenendo alta la nostra dignità di nazione.
licenza di satira
morale: a terra
diffamazione a mezzo stampa
martedì 25 agosto 2009
Consumare: A Ciascuno Il Suo
Sembra che aumentare i consumi sia diventato una specie di obbligo morale per far "ripartire l'economia".
Premessa: a me dell' economia di per sé non importa un bel niente, mentre m'interessa di come si sta noi tutti.
Detto questo e tornando ai consumi, l'invito ad incrementarli può anzitutto essere rivolto solo a chi non ha già consumato tutto il suo stipendio a metà mese.
Sarà rivolto quindi a chi, meno sfortunato e richiamato dall'obbligo morale al consumo, unito alla proposta di sconti esorbitanti, magari con qualche piccolo sacrificio, cambia TV o frigorifero anche se quelli che ha potrebbero ancora tirare avanti per un po'.
Però voglio e mi piace credere che lo stesso obbligo morale sia sentito anche da banche ed imprese.
Che anche loro ci tengano ad aumentare i propri consumi.
Le banche magari iniziando, con qualche piccolo sacrificio, a dare finanziamenti a tassi più bassi.
Le imprese, magari anche loro con qualche piccolo sacrificio, spendendo un po' di più in stipendi, sia per coloro che ora sono disoccupati, sia per coloro che non arrivano a fine mese.
Non si può infatti fare affidamento solo sulla moltitudine, tralasciando l'aiuto qualificato che anche categorie non molto numerose, quali banche e imprese, possono dare.
stabilimento giambattista vico
licenza di satira
federalismo centralizzato
libero mercato in libero pensiero
Premessa: a me dell' economia di per sé non importa un bel niente, mentre m'interessa di come si sta noi tutti.
Detto questo e tornando ai consumi, l'invito ad incrementarli può anzitutto essere rivolto solo a chi non ha già consumato tutto il suo stipendio a metà mese.
Sarà rivolto quindi a chi, meno sfortunato e richiamato dall'obbligo morale al consumo, unito alla proposta di sconti esorbitanti, magari con qualche piccolo sacrificio, cambia TV o frigorifero anche se quelli che ha potrebbero ancora tirare avanti per un po'.
Però voglio e mi piace credere che lo stesso obbligo morale sia sentito anche da banche ed imprese.
Che anche loro ci tengano ad aumentare i propri consumi.
Le banche magari iniziando, con qualche piccolo sacrificio, a dare finanziamenti a tassi più bassi.
Le imprese, magari anche loro con qualche piccolo sacrificio, spendendo un po' di più in stipendi, sia per coloro che ora sono disoccupati, sia per coloro che non arrivano a fine mese.
Non si può infatti fare affidamento solo sulla moltitudine, tralasciando l'aiuto qualificato che anche categorie non molto numerose, quali banche e imprese, possono dare.
stabilimento giambattista vico
licenza di satira
federalismo centralizzato
libero mercato in libero pensiero
Povero Jackpot
Ragazzi, oggi il Superenalotto regala al 6... solo 37 milioni.
Ma come, quello lì sabato ne ha vinti 147, e io ?!
Stavolta faccio il furbo e non gioco.
Così:
1: risparmio i 2 euro della schedina
2: segui il ragionamento:
Ho 1 possibilità su 619 milioni di fare 6 !
Metti che me la vado a sprecare proprio oggi ! Per soli tren-ta-set-te milioni !
Millecinquecento volte il mio reddito annuo, 20 villette e 400 Ferrari, anzichè:
ses-san-ta villette, venti yacht e 550 Fiat Croma.
No no, aspetto che salga.
il lavoro a una dimensione
realtà virtuale
Ma come, quello lì sabato ne ha vinti 147, e io ?!
Stavolta faccio il furbo e non gioco.
Così:
1: risparmio i 2 euro della schedina
2: segui il ragionamento:
Ho 1 possibilità su 619 milioni di fare 6 !
Metti che me la vado a sprecare proprio oggi ! Per soli tren-ta-set-te milioni !
Millecinquecento volte il mio reddito annuo, 20 villette e 400 Ferrari, anzichè:
ses-san-ta villette, venti yacht e 550 Fiat Croma.
No no, aspetto che salga.
il lavoro a una dimensione
realtà virtuale
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