Cerca nel blog

giovedì 28 luglio 2011

Nel Nome Del Profitto Sovrano

Forse ci siamo sbagliati.
Non sono i governi che talvolta si fanno beffe del popolo sovrano.
I veri manovratori, che tengono anche i fili dei governi, hanno nomi diversi, come Profitto e Finanza, o magari sono dei senza-nome.
Rapaci predatori senza frontiere a cui non importa che si produca, si venda e si consumi con sufficiente soddisfazione di tutti.
La loro legge è  la Massimizzazione del Profitto.
Non gli interessa che con ciò che nel mondo viene oggi coltivato, allevato, prodotto potremmo star bene anche se fossimo dieci miliardi.
I Sovrani del Profitto vogliono che i protagonisti della politica non siano le persone reali, ma le persone giuridiche a mo' di scatole cinesi.
Tutela sovranazionale?
Certo, ma per interessi e diritti di imprese e finanziarie che devono essere libere, pur se europee, di produrre a Torino o a Detroit o di speculare contro l'euro.
D'altra parte l'operaio fisico, con figli da mantenere, o addirittura senza figli da permettersi, potrà cercarsi un lavoro in Germania o in Portogallo.
E al posto di violenti rivoluzionari ci ritroviamo in balìa di chimeriche (Sovrane) Agenzie di Rating.

alla faccia del popolo sovrano
made in Italy
diritto di niente
conflitti immaginari 

giovedì 21 luglio 2011

Liberi Di Non Esserlo

Nella nostra società massima è l'esaltazione del valore della libertà, in modi forse più eclatanti per quanto riguarda il campo delle scelte morali.

In materia religiosa, familiare, sessuale, estetica ecc., si rivendica una libertà che sembra talvolta sconfinare in un' irresponsabile incoscienza.
A parte questo, la mia vuole essere una fiera rivendicazione.

La rivendicazione che tra i tanti diritti vi sia anche quello di scegliere (liberamente) la non-libertà.

Mi sono stancato delle critiche aspre rivolte a "poveri praticanti”, siano essi osservanti delle prescrizioni del partito o della religione cui appartengono, dell'educazione ricevuta ecc.

Ognuno deve essere libero anche di fare scelte che lo portano a diventare servitore di regole scritte non da lui, ma da persone, organizzazioni, ideologie in cui egli ripone la sua fiducia.

ordinary servants (l'orgoglio del servitore)
diversamente fedele
cristiano semplice 
la bestemmia la legge e gli innocenti 
candidi e puliti
#pensoquindidono (prima di criticare i testimoni di Geova) 
spretato 

giovedì 14 luglio 2011

Accettare L'Inaccettabile

Accadono crimini per i quali sembra non esserci né redenzione né castigo adeguato.
Così come accadono sofferenze anch'esse senza redenzione né riscatto immaginabili.

Sono colpi ciechi del destino e a chi tocca tocca.
Talvolta sembra anche impossibile trovare le parole capaci di dare solo una vaga idea della voragine in cui si è risucchiati.

In questi casi l'unica via di salvezza potrebbe essere la resa.
Non la resa totale alla vita, ma a quel colpo ciecamente inflitto.
Altrimenti tutta la nostra esistenza, il suo significato e il suo sapore diverrebbero velenosi.

Dobbiamo mettere conto che nella vita potrebbe capitarci qualcosa del genere, ed essere pronti anche ad "accettare l'inaccettabile".


fatal distraction
Yara e tutte le altre

giovedì 7 luglio 2011

Libero Mercato In Libero Pensiero

Ormai non c’è più freno.
L’attacco ad un pensiero libero ed umano mostra apertamente il viso e digrigna i denti.
Già quasi un anno fa Piero Ostellino, uno dei nostri maggiori giornalisti, sbandierava sul Corriere della Sera la completa scissione tra etica ed economia: ognuna al suo posto.
L’etica riguarda il giusto e l’economia l’utile, così come l’estetica riguarda solo il bello.Punto.
Chi propone commistioni tra etica ed economia è un incompetente, nemico del libero mercato e di una “società aperta”. 
Questo, lo capisce chiunque, avviene forse nell’iperuranio ma non certo sul pianeta Terra.
Nel nostro habitat economia, etica, estetica (per dirne solo tre) non sono mai concetti astratti ma incidono a fondo, spesso fino all’osso, la carne delle persone (da cui sono esse stesse condizionate).
Quanti studi per rendere bello un oggetto di consumo, e quante ricerche per trasformare un oggetto bello in un prodotto redditizio?
Ma per carità non ci mettiamo di mezzo l’etica, casomai ci rovinasse il brunch.
Così mai si potrà dire di uno snuff movie, bello e girato con competenza, che è ingiusto perché delle persone si fanno male (l’hanno scelto loro).
E mai una fabbrica di bombe potrà essere considerata ingiusta: l’importante è che sia redditizia ed efficiente producendo ordigni il più possibile devastanti in rapporto al costo unitario.

giovedì 30 giugno 2011

Giudizi Critici

Con il massimo rispetto per il lavoro di ogni organo giudiziario di ogni comunità democratica, noto a volte dei casi poco comprensibili.

Delitto di Avetrana.
Dal colpevole unico siamo passati ad una decina di indagati; Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano sono sempre detenute; trattasi di misura cautelare, che in Italia credo sia applicabile "solo in tre casi: pericolo di fuga e conseguente sottrazione al processo ed alla eventuale pena, pericolo di reiterazione del reato e pericolo di turbamento delle indagini ".
Sinceramente col senso comune non si capisce a quale di queste situazioni ci si possa riferire per quanto riguarda le due donne, specie trattandosi di un delitto commesso 10 mesi fa.

Tirarsela addosso.
Come se la situazione sanitaria di Napoli non fosse già sull'orlo del baratro, una bella indagine per "epidemia colposa".
Giustizia preventiva, perché ( e forse davvero solo per fortuna) epidemia sinora non c'è stata, e speriamo si riesca a scongiurare.

Ipocrisia.
E' il mandato d'arresto contro Gheddafi.
Addirittura il procuratore capo del Tribunale internazionale ritiene che i fedeli del Colonnello possono contribuire ad essere “parte di una soluzione” eseguendo il mandato d'arresto emesso.
Dittatore indisturbato al potere da 42 anni, solo adesso la comunità internazionale si toglie la benda dagli occhi ed esorta le sue guardie del corpo (forse le uniche che verranno processate...) ad arrestarlo.
Più probabile che salti su un barcone per costituirsi alla GdF a Lampedusa.


Osama Bin Laden
Yara e tutte le nostre figlie

giovedì 23 giugno 2011

Fatal Distraction

Gene Weingarten è un giornalista che ha vinto il suo secondo premio Pulitzer (dopo quello per l'articolo sulla violinista nella metro) con un'inchiesta uscita sul Washington Post nel 2009 e relativa ai genitori che dimenticano i figli in auto sotto il sole.

Accade da loro così come anche da noi di recente (è chiaro che se ne ha notizia solo in caso di conseguenze fatali).
Mi sembra che dall'inchiesta americana, molto ampia ed articolata, emerga nonostante tutto la voglia di catalogare queste tragedie come fatalità che talvolta neppure sarebbero da perseguire penalmente.
Anche a casa nostra il tutto viene spiegato come conseguenza di stress e black out o cortocircuiti mnemonico-cerebrali (...).

Il fatto stesso che si debba cercare una spiegazione (e così macchinosa) dimostra come si tratti di casi eccezionali, per nulla normali e ben diversi, nonostante si cerchi talvolta di accomunarli, dal dimenticare le chiavi di casa al cinema.

Perché non dovrebbe esserci una punizione per chi commette di tali distrazioni, quando nella nostra società è considerato riprovevole persino un lieve scapaccione "educativo" mollato al proprio figliolo?

Si tratta di genitori già castigati dal dover convivere con un rimorso indicibile?
Certamente, proprio come accade spesso agli sfortunati che, pur persone abitualmente prudenti  ed irreprensibili, provocano un incidente d'auto mortale, magari per un mancato rispetto di precedenza (o gli cade un vaso dal balcone, o al lavoro premono la leva sbagliata).

Anche in questi casi si dispiegano la nostra pietà e l'umana solidarietà, ma vorremmo un trattamento uguale per tutti.
Perché anche in questi casi, quasi sempre, la tragedia  è dovuta ad una distrazione conseguente a stress...


malattie della crescita 
diritti pesanti per fragili spalle
accettare l'inaccettabile

giovedì 16 giugno 2011

Festeggiamenti



Soddisfazione (anche mia) per l'esito dei referendum.

Niente nucleare, anche se per un po' continueremo ad importare elettricità prodotta con quella tecnologia.

Prosegue peraltro l'esportazione verso la Libia di dinamite, tritolo ed altri esplosivi sotto forma di missili, bombe e Tornado.

Sbagliava chi aveva previsto di chiudere il tutto ai primi di giugno.
L'importante è che non se ne parli più (tranne eccezioni, tra cui svariati quotidiani di oggi e di ieri).

Ci piacerebbe che festeggiamenti di piazza come quelli per i referendum si facessero anche per l'uscita dell'Italia da questa guerra, magari pure stavolta vincendo la tentazione di "andarsene al mare".


odissea all'alba 
omerica vergogna
puri e spietati 

giovedì 9 giugno 2011

Bisognosi

Nel racconto dell'ascensione di Gesù, posto al termine del vangelo di Matteo, questi ci narra del Cristo risorto che, prima di lasciare definitivamente la dimensione terrena, pone in capo agli apostoli la responsabilità di battezzare tutte le genti e di insegnare nel suo Nome.

Un compito non da poco, anche per il gruppo di discepoli che lo avevano seguito da vicino più di chiunque ed erano stati da Gesù stesso istruiti.

C'è però un'anomalia, anzi ve ne sono due.
Questo vangelo pone infatti con la massima naturalezza, nei versetti finali, due grossi punti interrogativi.

Lungo il vangelo gli apostoli sono anche chiamati i "dodici", tanto che i due termini si possono considerare sinonimi.
Ma i presenti con Gesù al momento dell'Ascensione, Matteo lo sottolinea con chiarezza, sono soltanto "undici".

Giuda Iscariota se n'era andato, e solo in seguito si ricostituirà la pienezza della piccola comunità.
Oltretutto, sottolinea ancora Matteo, alcuni di loro persino "dubitavano".
E' dunque agli "undici", ad una comunità fin dal suo inizio incompleta e finanche incerta che Gesù affida la missione.

La salvezza dell'umanità è affidata ad una chiesa che si scopre fin dal suo nascere "mancante" e addirittura bisognosa di sostegno alla fede.

Gesù non ha aspettato né ha scelto lui un dodicesimo discepolo per reintegrare la comunità: li ha mandati così com'erano.
Né è rimasto a svolgere un ulteriore ammaestramento per rafforzarli nella fede.

I cinque versetti conclusivi di Matteo, ben lontani da qualunque trionfalismo di una chiesa nascente, contengono invece due grandi affermazioni di bisogno che rappresentano un ultimo fondamentale insegnamento.

L'invito, per la chiesa  e per i cristiani, a rammentare come la salvezza passi per strade ben diverse dal senso di umana completezza e autosufficienza.

L'occasione, per tutti, di riflettere su come la pienezza e la felicità passino anzitutto per il riconoscimento del proprio "essere bisognosi".
  

una assoluta marginalità 
il cireneo
questions about faith 
la nuova testimonianza 
le meraviglie della fede
spretato 

giovedì 2 giugno 2011

Die Deutsche Weisheit

Le frecce rosse indicano 13 cestini di rifiuti nell'area fotografata, ciascuno con il suo "getta mozziconi" incorporato.
La foto è stata scattata a Berlino (Wittenbergplatz) il 30 marzo 2011 alle ore 8.12.


Saggezza tedesca.

Quando si dice che prevenire è meglio che reprimere.

Garantisco che con una tattica del genere passa proprio dalla testa l'idea di buttare a terra anche solo un francobollo (oltretutto sarebbe più faticoso che gettarlo nel cestino).


istantanee da Berlino
king size (il male minore?)
obsolescentia lege 

giovedì 26 maggio 2011

Corigliano Calabro (Vorremmo Sapere)

Corigliano Calabro sta in provincia di Cosenza e ha 40.000 abitanti.

Sembra che quanto accade in posti come Corigliano Calabro non importi a nessuno.

Certo, quando parliamo di persone famose o con cariche istituzionali, di premier, sacerdoti e capi dell'FMI, alcuni fatti hanno maggiore rilievo, ma quanto è avvenuto in provincia di Cosenza è roba da far accapponare la pelle.

L'ultima notizia che ho trovato è del 2 aprile, con il comunicato del Sindaco e di tutta l'amministrazione che esprime sdegno e annuncia la volontà di costituirsi parte civile.
Poi il silenzio totale.

Una notizia vissuta molto poco: 3 giorni per l'esattezza.
Il 31 marzo era infatti venuta alla luce questa raccapricciante vicenda di prostituzione minorile.
Un'indagine dei carabinieri durata svariati mesi che si conclude con l'arresto di 8 uomini.

Bambine di 12/13 anni costrette ad avere rapporti sessuali con uomini tra i 50 e i 70 anni.

Una storia rivoltante, con le tariffe graduate in misura inversamente proporzionale all'esperienza sessuale delle bambine.
L'operazione dei carabinieri, denominata Flesh Market (non Flash, come riportato dalla maggior parte delle fonti) ha portato agli arresti ordinati dal Gip, ma di quello che è successo dopo non si sa nulla.

Un silenzio che non sarebbe giustificato neppure se nell'arco di poche ore tutte le accuse fossero svanite perché frutto di un fraintendimento.

Vorremmo che in casi come questo l'attenzione fosse rivolta non solo agli indagati, più o meno noti, ma anche (soprattutto?) verso le vittime.

Non per morbosa curiosita, non vogliamo sapere i loro nomi o i loro volti.
Non ce n'è bisogno, perché tutti noi che abbiamo un cuore possiamo figurarci gli occhi di una ragazzina violata.

Vorremmo sapere invece (dettagli scabrosi no grazie) in quale ambiente, come e perché si è dipanata una tragedia così raccapricciante, per cercare di capire e anche per proteggere, se possibile, tutte quante le altre ragazzine.

Vorremmo sapere se le vittime, almeno ora, sono adeguatamente protette e consolate.

Ecco, vorremmo che le cattive azioni (e anche le buone) non facessero notizia solo se utilizzabili come arma politica o strumento di scandalo.

cause di morte (i dettagli dopo)
diritti pesanti per fragili spalle
a prova di thriller

giovedì 19 maggio 2011

Finalmente Meretrice

La  brava attrice Jasmine Trinca ( la ricordiamo tra l'altro ne La stanza del figlio, La meglio gioventù, Romanzo criminale), stando alle notizie di questi giorni, è molto soddisfatta di aver partecipato ad un film francese, L'Apollonide, ora presentato a Cannes.
Il film, che non a tutti è piaciuto, mette in scena la vita di ragazze e clienti in un bordello parigino ai primi del Novecento, un tema dunque che può spaziare dal tragico all'ironia amara.

La nostra Jasmine Trinca, la quale interpreta una delle ragazze (che muore di sifilide), ha apprezzato molto il ruolo che le è stato proposto dai francesi, anche perché lamenta che in Italia per le attrici vengono scritti e proposti solo ruoli da moglie o figlia.

Sorprendente.

Non stiamo qui a richiamare tutte le opere d'arte, incluse quelle cinematografiche, in cui campeggiano commoventi e gigantesche figure di figlie o mogli.
Nemmeno vogliamo far notare come quella di moglie, ma soprattutto quella di figlia, sia una condizione legata a tematiche universali, al dramma, al dolore  e alla gioia di vivere in qualunque tempo.

Però ci spiace davvero che spesso venga così sottovalutata quella straordinaria avventura umana di essere figli (e mogli o mariti).

Un'avventura che si dipana tra il tragico e il comico e che va avanti ogni giorno tutti i giorni della nostra vita, anche quando i genitori ci hanno ormai lasciato.

Un'avventura e un'impresa che richiedono una forza e una costanza ciclopiche ma che, forse proprio perché quotidiane, oggi sembrano poco apprezzabili e prive di fascino.

diversamente fedele
ordinary servanta (l'orgoglio del servitore)

giovedì 12 maggio 2011

Alla Faccia Del Popolo Sovrano

E’ in corso una strumentale esaltazione della sovranità popolare.
Strumentale perché rivolta soprattutto a screditare il potere giudiziario ed ora insofferente anche verso le prerogative del Quirinale.
Si tratta di una eccessiva esaltazione del ruolo degli eletti, a sua volta finalizzata ad incensare la figura dell’eletto dagli eletti, e cioè il capo del Governo, creando uno squilibrio all’interno delle istituzioni.
La cosa più grave è il demagogico tentativo di giustificare il tutto sbandierando la volontà del popolo sovrano, che sembra invece perdere valore non appena depositata la scheda nell’urna.
E' chiaro che la nostra può essere solo una democrazia delegata, esercitata con la mediazione degli eletti.
Ma quando abbiamo plotoni di parlamentari che migrano da uno schieramento all’altro, come è possibile affermare che questi governano nel nome del popolo sovrano?
Con che diritto l’attuale Governo di centro destra si ritiene portavoce della volontà popolare quando sono entrati a farne parte, per meriti vari, persino parlamentari eletti nelle liste del PD come Riccardo Villari e Bruno Cesario oppure Aurelio Misiti (già IdV però transitato per MpA).
Va bene essere eletti senza vincolo di mandato, ma un po' di pudore non guasterebbe.
Anche perché chi li ha mandati in Parlamento non ha potuto esprimere preferenza per le loro persone specifiche, consapevole magari di affidarsi a politici predisposti a cambiar di casacca, ma votò proprio e solo il loro partito di appartenenza iniziale, che li aveva sconsideratamente inseriti in lista.
Quel partito non li convince più?
La loro coscienza è turbata dal teatrino della politica?
Lascino il seggio al primo dei non eletti.

magistrati in sciopero

giovedì 5 maggio 2011

Osama Bin Laden

Pochi giorni fa il presidente USA Barack Obama ha annunciato l'uccisione, ad opera di militari statunitensi, del terrorista internazionale Osama Bin Laden.Allora giustizia è fatta, il bene ha trionfato sul male e così via.

In realtà la sproporzione tra risultato e mezzi è a dir poco gigantesca, specie se si considera che alla fine il tutto si è risolto con l'azione di un commando.

Sono infatti trascorsi ben dieci anni dalla strage delle torri gemelle a New York nel 2001, di cui Bin Laden è stato ideatore ed artefice, dieci anni in cui il terrorista è riuscito a sfuggire ad eserciti e servizi  USA e di mezzo mondo.
Neppure è servita una taglia di 50 milioni di dollari.
Ma questo sarebbe ancora poco.
Nei dieci anni in questione, per arrivare alla sparatoria finale, sono stati messi a ferro e fuoco Afghanistan e Iraq; come se per catturare Bernardo Provenzano avessimo portato lo sterminio in tutta l' Italia centro-meridionale, isole comprese.
Già a fine 2001 si era proceduto all'invasione dell' Afghanistan,
tuttora in essere, provocando sinora circa 50.000 vittime tra militari e civili afghani e 2000 morti fra i militari di una coalizione composta da (attenzione!):
USA, Regno Unito, Canada, Francia, Germania, Danimarca, Spagna, Olanda, Polonia, Australia, Romania, Norvegia, Italia, Estonia, Svezia, Repubblica Ceca, Lituania, Lettonia, Turchia, Ungheria, Portogallo, Belgio, Finlandia...
L'uccisione di Osama Bin Laden ha reso il mondo un luogo più sicuro?
Non lo sappiamo.

E' stata una vittoria del bene contro il male?
Certamente no.
Sembra piuttosto che la morte e il male, con la violenza per arbitro, si siano giocati e vinta tra loro l'intera partita.

la memoria e il furore
superiorità della specie
giudizi critici 
uno sterminio non necessario 

giovedì 28 aprile 2011

Lavori Esauriti


Il lavoro in senso tradizionale, come mezzo ragionevolmente stabile e continuativo ai fini del sufficiente e dignitoso mantenimento di sé e della propria famiglia, non c'è più.
E' inutile nascondersi dietro un dito.
Al di là di tutte le flessibilità, di un precariato “sereno”, ben oltre l'idilliaca riscoperta dei lavori umili e manuali, bisogna che ci diciamo la verità.
Il lavoro tradizionale come sopra inteso non c'è più.
Non c'è più lavoro per tutti quanti, uomini e donne in età, ma ma non ci sono neppure lavori sufficienti per coloro ai quali sarebbe indispensabile (almeno uno a famiglia).
Si tratta di un bene che non è più possibile ricercare e scegliere, bensì di una merce ormai rara e preziosa.
Ripensare a tutto questo e ai conseguenti modelli di comportamento che dovremo adottare con non pochi sacrifici, riveste un carattere epocale.

il lavoro a una dimensione
fuori controllo
cittadini semplici
trattamento base (welfare reloaded)  
povere colf

martedì 26 aprile 2011

4 ragazzi e 2 carabinieri

L'autista dell'auto fermata e i tre minorenni, tra cui una ragazza, che erano con lui, hanno utilizzato pali e bastoni e ridotto in gravi condizioni i due carabinieri che li controllavano.
I militari sono due uomini nel pieno delle forze, hanno 43 e 34 anni, ma forse l'addestramento ricevuto non è dei migliori.
E' comunque un fatto che lascia perplessi.
Un carabiniere lotta per la vita e l'altro rischia un occhio, per cui si parla di tentato omicidio.
Così è il destino, ma non posso fare a meno di pensare alle polemiche che si sarebbero levate se solo uno dei due militari avesse estratto l'arma e per difendere la propria vita e ferito anche solo di striscio uno degli aggressori.

Antonio Santarelli - marito e padre

usi tacendo morir

giovedì 21 aprile 2011

Il Cireneo

I giorni della Passione.
Gesù si avvia consapevolmente all'esito del  proprio destino umano per dare anche a noi la sua stessa dignità.
Nell'ultimo tragitto verso la morte può darsi che le forze iniziassero a mancargli, e allora i soldati fecero caricare il palo della croce ad un passante qualsiasi: un tale Simone, originario di Cirene.
Un ebreo della dispersione seguita alla conquista babilonese; ritornato  a Gerusalemme, non sappiamo né da quanto né perché, dall'Africa del nord.
Di Simone il cireneo fanno cenno sia Matteo che Marco e Luca per cui, considerato il contesto in cui egli appare, l'episodio dev'essere avvenuto proprio come narrato.
Simone non si offre spontaneamente di aiutare il condannato, anzi; i soldati romani lo prendono d'autorità, forse perché di corporatura robusta e con la faccia da profugo che non avrebbe fatto storie.
Senza probabilmente neanche sapere chi fosse Gesù, da quel momento il suo nome resta indissolubilmente legato al Cristo come quello dell'uomo che ne ha alleviato un poco la pena dell'ultima ora.
Pensiamo che questo gli sia stato accreditato a merito dal Padre.
Pur se "requisito" dalle forze d'occupazione, ha comunque fatto la sua parte.
Anche noi, non sempre quando facciamo del bene ne abbiamo la piena consapevolezza.
Proprio come Simone di Cirene, profugo dalla Libia orientale, forse uno sradicato per tutta la vita, ma pur sempre in grado persino di aiutare il Salvatore.
Di lui non sapremo più nulla, anche se è molto probabile che Alessandro e Rufo, esponenti della prima comunità cristiana, fossero suoi figli.
Ma quello che di lui sappiamo ci basta.
Simone il profugo libico, col viso cotto dal sole d'Africa.
Quante volte anche noi saremmo felici di averlo accanto per aiutarci a portare la nostra croce.

pastori e magi
censimento fatale
bisognosi 
cartolina da Lourdes
le meraviglie della fede 
da Roma a Macerata (Pamela)

giovedì 14 aprile 2011

Omerica Vergogna

I clamori si sono già placati, ma per chi tiene il conto dovremmo essere alla 26^ alba da Odissea.
Una tragedia cui pure noi stiamo contribuendo grazie anche ai maggiori gruppi dell'opposizione.
Sgualcite e spiaccicate in fondo ai cassetti le bandiere arcobaleno, il grosso delle minoranze si è schierato compatto, sulla scia del Capo dello Stato, per "l'opzione militare".
Non c'era da difendersi, e la questione era tutta interna libica, ma pure troppa era la voglia di mostrarsi partner affidabili, casomai si tornasse un giorno al governo.

Un PD indeciso a tutto salvo che sull'antiberlusconismo, pronto addirittura ad allearsi con la Lega pur di cacciare il premier, si è prostrato ad una delle più tragiche e trite fra le ragioni di Stato.
Ogni volta che la "coalizione" spara un missile, anche quando non si sbaglia obiettivo, nel qual caso si parla di danni collaterali, facciamo finta di non sapere che accanto ad ogni radar "neutralizzato" ci sono dei militari (esseri umani) dilaniati dalle nostre bombe, che lasciano in lacrime e desolazione sorelle, figli, mogli...

Che spettacolo penoso!
Ai custodi della morale, ai numi tutelari di Ruby e le altre, così protettivi con le ospiti delle cene in villa, non gliene frega niente di Amina, Maisa, Maryam, Samira, Leila...

Odissea all'alba
felice incoerenza
festeggiamenti
la valvola e il tappo

giovedì 7 aprile 2011

Istantanee Da Berlino

Cinque giorni nella capitale tedesca col solo bagaglio dell'inglese scolastico.
Non sono abituato ai cestini dei rifiuti ogni dieci metri (con incluso vano per le cicche), ma tolgono qualunque voglia di lasciar cadere anche una briciola per terra.

Ragazzetti ubriachi nella metro di primo pomeriggio infastidiscono ragazzette e gettano bottiglie, mentre senza tetto pieni di dignità compaiono silenziosi col buio e scivolano a dormire sulle panchine.
Il clima è da primavera mediterranea ma senza odori
.
Il tassista che mi accompagna dall'aeroporto alla pensione mi chiede con la massima naturalezza se preferisco uomini o donne, indicandomi i relativi quartieri di approccio.

Da turista di passaggio vedo una città senza passato e che forse pensa solo al futuro, senza le psicosi da bomba che turbano Parigi.

Parecchi disabili girano con le loro carrozzette elettriche.
Le persone sono educate e gentili, e quando esci da un negozio o da un locale ti dicono (con orgoglio?) "You're welcome"; forse è solo una questione di forma, però ti fa sentire un po' come a casa.

Ci si capisce bene con l' inglese, ma la città sembra del tutto immune da tentazioni anglofile, e semmai più incline a subire il fascino dello stile italiano.

Te li aspetti tutti alti e biondi, e invece è come andare a passeggio in una qualunque delle nostre grandi città.
Le donne però hanno uno stile e un abbigliamento che, in maniera indefinibile, risultano più femminili rispetto a quelli nostrani; danno l'idea di volersi bene anche quando non hanno un fisico da "velina".

Non ho incontrato vecchi, così come a Lisbona non incontrai bambini.

bipolarismo impossibile
la memoria e il furore
die deutsche weisheit 
obsolescentia lege 

giovedì 31 marzo 2011

Ventre Molle

Occidente in declino, Europa decadente, Italia ventre molle dell'Europa.
E allora, di fronte a nuovi costumi, colori, religioni, cerchiamo di rinsaldare le nostre tradizioni.
Ma quali?
Pretendiamo di respingere i cambiamenti senza renderci conto che non sono i nuovi arrivati ad indebolirci, ma che semmai essi ci fanno da specchio.
Uno specchio che fa risaltare il vuoto di valori in cui siamo risucchiati.

La forza per rinsaldarci dobbiamo trovarla in noi stessi, non per opposizione né per reazione.

Se invece per ventre molle si intendono la tolleranza, il rifiuto della pena di morte, la ricerca di soluzioni pacifiche, di questa "debolezza" dobbiamo essere orgogliosi.

pastori e magi
superiorità della specie
restate a casa!

giovedì 24 marzo 2011

Odissea All'Alba

Anche se non ce lo dicono, siamo in guerra.

Anche se per i martellanti bombardamenti abbiamo “solo” messo a disposizione le basi.
Anche se missili e altri ordigni non avessero fatto vittime civili, ma “solo” colpito obiettivi militari che, non ce lo dicono, ma in genere sono presidiati da umani in carne ed ossa, se pur soldati.
Ma ormai si è diffusa la convinzione che finché non si ammazzano anche i civili non si è in guerra.
Neanche la storia recente ci insegna nulla.
Le sabbie mobili dentro cui ci siamo impantanati in Jugoslavia, Iraq e Afghanistan non ci sono servite da lezione.
Qualcuno dice addirittura che non si vuole cacciare Gheddafi (e quindi tantomeno ucciderlo), ma solo far rispettare la no-fly zone.
Però questo non ha senso, oppure significa che se ci si limitasse a deporre il tiranno, le cose potrebbero forse assestarsi in breve tempo; invece scatenando le varie "Odissea all'alba" (saremo ormai a 5 giorni di bombardamenti) si può essere ragionevolmente sicuri di creare uno sfracello dove sguazzare per un bel pezzo a coltivare i propri interessi.
Poi magari gli altri se ne vanno e tocca a noi di provare a rimettere insieme qualche coccio.
Su la Repubblica di lunedì 21 il dr. Ilvo Diamanti nel segnalare come 8 italiani su 10 siano contrari all'intervento armato, rileva che solo Lega e giornali di destra si sono tenuti su questa posizione, il che, sempre secondo il sociologo, è dovuto al fatto che la Lega è un partito con pochi legami verso le istituzioni e le regole pubbliche, nonché ad una sorta di provincialismo miope che ha la tentazione di chiedersi in se stesso.
Ragionamento pazzesco, se non l'ho frainteso, specie in un giornale che si ritiene progressista.
Non è forse compito del governo anche interpretare il sentimento nazionale, e di ogni partito quello del proprio “popolo”?
Così ha fatto il governo della sig.ra Merkel, che si è astenuto dal voto in Consiglio di sicurezza.
Ha fatto capire che gli altri Stati possono anche intervenire in Libia, ma che la Germania non muoverà un dito.
Pure i tedeschi, come noi, sono infatti contrari all'intervento armato grosso modo in misura dell'80% e sostengono la sig.ra Angela Merkel nonostante gli attacchi lanciati dalla stampa nei suoi confronti.
Mi sembra insomma che da noi qualcuno abbia preso un grosso granchio.
Forse per tutti, destra e sinistra, i sentimenti della gente sono soltanto strumenti di lotta e merce in saldo.
Non stanno tutti a criticare il distacco tra Palazzo e società civile, e l'opposizione ad inveire contro un governo che cura solo l'interesse di pochi?
In questo caso invece e su una decisione di non poco conto come la guerra, in un paese dove i sondaggi sono legge, si è reputato giusto farsi portavoce di una minoranza dei cittadini.
Mi sembra che qualcosa del genere, in vista di una guerra lampo e allo scopo di salire sul carro dei vincitori, avvenne anche nel 1940.

fughe benedette
burquini e dintorni
omerica vergogna
festeggiamenti
il buon selvaggio

Un ringraziamento ad A.M. per le preziose notazioni  sulla Germania.

Avviso agli amici: la prossima settimana sarò a Berlino (per turismo) e non sono sicuro se il 31 usciremo; nel caso, arrivederci al 7 aprile (però voi nel frattempo scrivete e commentate!)