Cerca nel blog

giovedì 26 agosto 2010

Morale: A Terra

Nel senso che chi si azzarda anche solo appena a sollevare il tema, viene investito dal fango tutt'attorno.
Così il teologo Vito Mancuso esprime pubblicamente il disagio di continuare a pubblicare i suoi libri per Mondadori che, asserisce il  prof. Mancuso,  sembra stia beneficiando di una legge ad hoc che le permetterà di risparmiare circa 300 milioni di tasse a suo tempo insolute.
Il teologo si pone dei dubbi morali sul continuare a lavorare per Mondadori, essendosi proposto una vita incentrata su principi di giustizia.
Mondadori, da lui interpellata, gli risponde ma in maniera che egli non ritiene convincente.

Alcuni  dei colleghi scrittori, anch'essi chiamati in causa, gli rispondono con toni molto sfumati, salvo forse  il matematico Piergiorgio Odifreddi, che credo abbia rinfacciato al teologo tutti i soldi che la Chiesa incassa (secondo la legge).

A me sembra che se non sono gli intellettuali a dare il buon esempio, siamo proprio finiti.

Mi spiego meglio: è probabile, anzi certo, che problemi morali dello stesso ordine si siano presentati anche  a molti lavoratori dipendenti da aziende che producono fucili da caccia, armi talvolta adoperate per gesti criminali.
Ma è altamente improbabile che l'operaio di questa ipotetica fabbrica possa permettersi di licenziarsi e cercarsi un altro lavoro.

Qui parliamo invece di scrittori che vendono tanto, che qualunque casa editrice ambirebbe avere sotto contratto, e che quindi non avrebbero difficoltà a pubblicare i propri libri presso altri.

Allora qual'è il problema, che siccome l'operaio e l'impiegato non possono permettersi il dilemma morale,  se ne deve disinteressare anche l'intellettuale ?

Mi sembra una particolarmente perversa forma di solidarietà.
morale: a terra 2
l'avvenire del giornale
il fattore umano 
libero mercato in libero pensiero
sepolcri rossastri 

giovedì 19 agosto 2010

Divina Incoscienza

Tutti abbiamo sperimentato l'importanza di dare un nome.

Alcuni di noi hanno vissuto i travagli dello scegliere il nome giusto per il figlio; i lettori più giovani si saranno trovati in difficoltà a dare un nome al proprio animale domestico, e alcuni magari a trovare un soprannome allo scooter.

Imporre un nome, da sempre ìmplica una autorità verso chi quel nome riceve, ma ancor più una forte responsabilità e un dovere di protezione nei suoi confronti.
Così, narra la Bibbia, Dio stesso all'atto della creazione impone i nomi a ciò che sta plasmando; la luce e le tenebre le chiama giorno e notte, il firmamento lo chiama cielo, mentre all'acqua ed all'asciutto dà i nomi di mare e terra.

Sicuramente un privilegio divino, dare nome ad ogni cosa creata... Ma non a tutte.

Infatti il Signore, dopo aver formato l'uomo, vuole che continui lui ad imporre nomi.
Dio stesso porta davanti ad Adamo ogni uccello e animale, sta ad osservare in che modo l'uomo chiama ciascuno di essi, e decide che qualunque sia, quello resterà per sempre il suo nome.
censimento fatale

Così facendo, Dio sembra che abbia voluto associare l'uomo alla sua stessa opera creatrice, rendendolo proprio collaboratore.

Anche l'uomo perciò, stando a questa narrazione, avendo imposto nomi a tutti gli animali, ha una autorità, ma ancor più una responsabilità e un dovere di protezione nei confronti della natura.

Fiduciosi che il creatore sappia di chi a sua volta potersi fidare, nonostante tanti disastri osiamo dunque sperare che il futuro della terra sia nelle nostre mani, e che queste siano le migliori possibili.

superiorità della specie
impronta ecologica
pastori e magi
senza abbassare lo sguardo
the road 
l'ultimo cnesimento

giovedì 12 agosto 2010

Triste Pensione ?

Leggo su di un quotidiano il grido di dolore di un docente universitario.

Prossimo agli 80 anni, le nuove norme (forse) lo costringeranno alla pensione.
Ma, dice lo stesso prof., lui ha tante qualità ed esperienze, tante perle preziose ancora da distribuire; la sua scienza potrebbe ancora essere importante per la formazione di tante giovani menti.

Va bene, abbiamo capito, ci fidiamo sulla parola.
Però nella vita ci sono tanti cicli che si aprono e che ad un certo momento devono chiudersi.
Ri-ciclarsi, in questo caso, non sarebbe nulla di avvilente, anzi potrebbe dire aprire una nuova fase, sicuramente fruttuosa e ricca di soddisfazioni per una persona con tante qualità.
Non pretendiamo certo che il prof. si trasformi in imprenditore, ma viste le sue doti è sufficiente che faccia girare un curriculum, o semplicemente il proprio nome, specificando che da ora avrà maggior tempo libero e sicuramente riceverà tante proposte che non potrà soddisfarle tutte (conferenze, convegni, consulenze…).

Andare in pensione non fa certo perdere le proprie qualità e capacità, ma per chi ne ha voglia può voler dire metterle a frutto in maniera differente.
A meno che quel frutto non sia così attaccato all'albero, che senza di esso perderebbe tutte le sue (presunte) qualità.

O forse conferenze, convegni e consulenze, tutti retribuiti in aggiunta allo stipendio sicuro di docente, il nostro prof. li fa già da anni (nel “tempo libero”, ovviamente).
togliere ai poveri e lasciare ai ricchi
non autosufficienza dell'anziano
over 65
giovane regina e vecchi presidenti 

giovedì 5 agosto 2010

Malattie Della Crescita

Ormai ogni età della vita non è più vista come una fase con una sua autonoma dignità, ma come un problema da superare.

A cominciare dalla vecchiaia; un tempo, arrivare ad una veneranda età era motivo di prestigio e di orgoglio, oggi è un peso spesso insostenibile.
I bambini, che tenerezza, ma sono solo degli uomini in miniatura; e gli adolescenti, così sgraziati e spigolosi, speriamo che crescano in fretta.
Se poi sei un giovanotto, aspettano solo che tu metta la testa a posto.
Insomma, già abbiamo medicalizzato la paura e l'angoscia, a qualunque livello di disagio, facendole diventare sempre e comunque un disturbo nevrotico.
Adesso abbiamo anche degradato ogni stadio della vita trasformando ciascuno di essi in una malattia.

In Kenya il 12% dei bambini non arriva ai 5 anni di età, e se diventano adulti, la loro aspettativa di vita è di 54 anni.
Proviamo a chiedergli cosa ne pensano.

73 anime perse
toy story 3... (generazioni)
statistiche e meriti
mai dire ansia 
piacere e paura
volume 54 
bisogni e meriti
una malattia come le altre

giovedì 29 luglio 2010

Non Autosufficienza Dell'Anziano

Una volta si chiamava vecchiaia, ora si chiama così.
Una volta era un'età, una fase di vita, oggi è un problema economico, perché un settantenne spende o costa il doppio di un quarantenne in presidi sanitari, e il novantenne addirittura tre volte tanto il quarantenne.
Da qualche giorno lo leggiamo sui giornali, e tutti a pontificare che la si deve smettere col sistema delle badanti, e che però causa bassa natalità non ci saranno figli e nipoti per curarsi di questi qui (saremo noi) che non vogliono schiattare, e via così.
E allora dicono di farli rimanere al lavoro a tempo indeterminato, così tra la pensione e il decesso avranno meno tempo durante il quale angustiarsi pensando al futuro.
Pur con tante sfaccettature tra lavorare di più, assicurazioni sociali e fondi ad hoc, la soluzione che si propone è sempre solo quella di trovare soldi per accudire coloro che sono affetti da questa malattia incurabile che è la lunga vita, anche se così torniamo punto e a capo, perché i soldi serviranno per pagare il già vituperato sistema badanti (fortuna loro).
Grazie tante!
Da sempre, chi ha potuto ha messo da parte i risparmi per la vecchiaia e per fare qualunque cosa servono i soldi.
Nessuna vera proposta dunque.
Qualità e stili di vita possibili non sono altro che trascurabili particolari.
triste pensione ?
togliere ai poveri e lasciare ai ricchi

giovedì 22 luglio 2010

Toy Story 3... Generazioni

Film d animazione Disney-Pixar, venerdì sera con mio figlio Giulio, nove anni lui e cinquanta io.

Di fianco a noi due ragazze sul filo della maggior’ età.

E’ lo spettacolo delle venti e trenta, finisce in tempo per andare da qualche altra parte, verso divertimenti più adulti.

Sono ben vestite e truccate senza essere appariscenti, e si stirano giù l’abito un po’ corto.

Seguono il film in silenzio e senza un sorriso, ma con serietà ed attenzione. Ricorda loro sentimenti adesso estranei, da poco rimpiazzati con nuovi desideri, e che forse un po’ rimpiangono.

Al termine, accartocciato col bicchiere del pop corn, un pacchetto di Winston da dieci.

Nella fila dietro, l’altro mio figlio e i 3 amici tredicenni, non hanno nostalgie loro, ma incertezze su ciò che stanno diventando, e per farsi forti segnano rumorosamente il distacco dall’ infanzia, rappresentata sullo schermo, con commenti derisori verso ciò che vorrebbero superare ma in cui sono ancora immersi.

Le due giovani donne e i quattro ragazzini sono in bilico su soglie che ben conosco, e forse tra tutti loro solo io riesco a ridere di cuore alle battute dei giocattoli animati sullo schermo.

Anche Giulio ride ma è contento soprattutto di avermi a fianco.

Generazioni diverse, femmine e maschi, mi fanno tutti tenerezza e non sapendo a chi sentirmi più vicino, per sentirmi sicuro stringo la manina forte di Giulio.
spontaneo = pericoloso
diritti pesanti per fragili spalle
diversamente fedele
67 lune
senza abbassare lo sguardo
per sempre figlio 
le bombe e la caramella

giovedì 15 luglio 2010

Censimento Fatale

Leggo che il re Davide si attirò una severa punizione da Dio per aver compiuto un censimento degli Israeliti.


Sicuramente il suo venne considerato un atto di superbia ma, forse ancor di più, l'espressione di un sentimento di possesso nei confronti di quelli che il re non considerava più un popolo, ma dei sudditi.

Pretendere di contare tutti gli uomini della nazione, assegnando a ciascuno un numero, significava degradarli da individui a cose, equivaleva a trattare uomini come merci.




Oggi accettiamo di buon grado di essere censiti, ma abbiamo inventato tanti altri modi per trasformarci in numeri.

E allora ben venga un Dio che non ci considera merce intercambiabile e sacrificabile, ma persone uniche e preziose.
divina incoscienza
coraggio di partire, coraggio di restare
il cireneo
l'ultimo censimento

giovedì 8 luglio 2010

Magistrati In Sciopero

Assistiamo periodicamente a feroci attacchi alla magistratura.
Non che manchino critiche anche giustificate, ma ben altro conto è il tentativo di delegittimare tutta la categoria.

Da qualche tempo va anche di moda declassare tutti i magistrati in quanto non sarebbero altro che dei pubblici dipendenti, e neppure "Eletti".

Sappiamo che la fine dell'assolutismo e l'inizio della democrazia sono legate alla separazione dei tre poteri dello Stato: legislativo, esecutivo, giudiziario.
La magistratura nel suo insieme non è dunque una classe di impiegati di alto livello, bensì un potere dello Stato, come il Parlamento e il Consiglio dei Ministri.

Il fatto che i magistrati non vengano eletti, ma selezionati mediante concorsi pubblici non cambia di una virgola la questione.
Quello che fa problema sono invece gli scioperi, anche recentemente indetti dagli organi rappresentativi della categoria.

Organizzare o partecipare a scioperi, nel caso dei magistrati, fa pensare alla perdita di senso del proprio ruolo e rafforza gli attacchi di chi li considera dei "semplici” pubblici dipendenti.
voto di idoneità
cambiare le carte in tavola
la tav e l'antimuffa 

giovedì 1 luglio 2010

King Size (Il Male Minore ?)

Annunciato l'ennesimo aumento dei prezzi delle sigarette.

Ma in tutti, giovani e vecchi, c'è una componente tragressiva della personalità.
Poiché tale componente non è un fattore eliminabile ognuno, secondo le proprie attitudini e secondo l'età, deve imparare a gestirla positivamente, così come si dovrebbe fare per le proprie innate pulsioni aggressive.
Allora, cos'è "preferibile" ?
Che un giovane faccia la sua esperienza di trasgressione con qualche occasionale sigaretta o come protagonista del bullismo di branco ?
Al momento, specie dalle nostre parti, sembra quasi esserci più rigore, se non indignata esecrazione, verso la sigaretta che contro gli atteggiamenti di bullismo, magari legati al tifo calcistico.
Anche coloro che sono per la liberalizzazione delle "droghe leggere", così come i proibizionisti, dovrebbero essere d'accordo che se aumenta il prezzo del tabacco non è per nobili motivi, ma solo per maggiori entrate fiscali e profitti.
Entrambe le categorie dovrebbero forse contrastare questi aumenti.
Chi vuol liberalizzare dovrebbe avere ovvi motivi per farlo, anche se talvolta c'è più compassione e solidarietà per il malato tossicodipendente che verso un moderato tabagista iperteso col colesterolo un po' alto.
Meno ovvi sembrano i motivi dei proibizionisti, che tuttavia potrebbero acquisire una maggiore sensibilità.

Perché non so se qualcuno se ne è accorto, ma mentre le puzzolenti sigarette hanno prezzi sempre più alti, gli spacciatori in erba del sabato sera hanno messo in saldo le loro asettiche pasticche.
Pasticche senza odore né vergogna che a basso costo divorano, rapide ed  in silenzio.

diritti pesanti per fragili spalle
toy story 3...generazioni
felice incoerenza
die deutsche weisheit 
benedetta playstation
le bombe e la caramella 

giovedì 24 giugno 2010

Stabilimento Giambattista Vico

Credevamo che il progresso scientifico e tecnico ci stesse liberando.
Pensavamo che i nostri "privilegi" si sarebbero traformati in diritti per tutta l'umanità.
Illusi che il lavoro fosse un mezzo di realizzazione e sviluppo,
il fondamento del nostro essere nazione.
Scopriamo che il lavoro può ancora essere degradato a ricatto.
Può ancora assorbire e asservire a se stesso le vite di intere famiglie,
di famiglie di intere regioni dell'occidente industrializzato.

Non per il volere di un singolo maleducato,
di cattivi padroni che bestemmiano e ti fan fare tardi a cena.

Ma  per editti emanati da società beneficenti,
da imprese di bandiera dal volto umano.

Da chi sa di avere il diritto e il potere per imporsi;
da chi forse crede anche di averne il dovere verso la collettività.

In cambio di tasse ed incentivi con cui quella collettività per decenni l'ha sostenuto.
togliere ai poveri e lasciare ai ricchi
non autosufficienza dell'anziano
il fattore umano 
made in Italy
ogni 150 anni
grande manifestazione

giovedì 17 giugno 2010

Cambiare Le Carte In Tavola

Sempre più  in voga tranciare pesanti giudizi o battute sulla Costituzione.
Il paradosso è che il più delle volte chi dice certe cose lo fa da  posizioni
istituzionali conquistate proprio in base alla stessa Costituzione.
Una volta si diceva che non si deve mai sputare nel piatto in cui si mangia.
Io dico che chi gioca un certo gioco deve anzitutto perseguire i risultati seguendo le regole che già ci sono, e non nascondersi dietro l'assoluta necessità di cambiarle.
Sono le stesse da parecchi decenni.

giovedì 10 giugno 2010

Voto Di Idoneità

Da sempre il reclutamento dei magistrati, nonché dei pubblici dipendenti, avviene mediante concorso pubblico, di volta in volta con diverse e successive prove da superare.
In genere si tratta di prove finalizzate alla verifica del sapere ed eventualmente del saper-fare di chi si presenta per un certo incarico.
Ma ora non basta più !

Si prospettano anche colloqui di idoneità psico attitudinale, che immagino siano volti a verificare il saper-essere di un magistrato o di un dipendente pubblico.
Il suo saper-essere equilibrato, onesto, collaborativo etc.

Curiosamente, la stessa verifica non viene proposta per chi è eletto col voto del popolo, e quindi designato per legiferare e governare.

Si presume infatti che in Parlamentari, Sindaci etc., poiché hanno superato la prova del voto, esistano tutte le capacità necessarie, nonché le doti di equilibrio, onestà e via dicendo.

Ogni eventuale imperfezione viene purificata dall'Elezione.
La conquista dei voti, non importa in che modo ottenuta, colma ogni lacuna e sana ogni impurità, trasformando radicalmente colui che per l'appunto, è ormai L'Eletto.
magistrati in sciopero
cambiare le carte in tavola
camere costose

giovedì 3 giugno 2010

Togliere Ai Poveri E Lasciare Ai Ricchi

Sono state annunciate le misure progettate per evitare di sprofondare sempre più nel baratro della crisi economica.
Una manovra vagamente contraddittoria, rispetto agli indebitamenti sinora incoraggiati tra i consumatori con inviti ed incentivi alla spesa.
Una manovra che speriamo vada a buon fine.

Ciò che più stupisce è comunque la meraviglia di chi scopre che i provvedimenti ricadono soprattutto sulle spalle di coloro che già hanno di meno.
Con toni giustamente ma altrettanto ingenuamente scandalizzati.

Da che mondo è mondo infatti, in guerra ci vanno gli straccioni.
Le vittime di qualunque conflitto, anche sociale ed economico, sono fanti e marinai semplici, e solo marginalmente ammiragli e generali.

L'augurio è che per i prossimi futuri "caduti" sotto i sacrifici della manovra, vi sia più considerazione e riconoscente memoria di quanta ne dimostriamo verso coloro che si sono sacrificati, consapevolmente o meno, versando il proprio sangue per la nazione.
stabilimento giambattista vico
la memoria e il corteo
statistiche e meriti
ogni 150 anni
financial masters 
largo ai colonnelli?

giovedì 27 maggio 2010

Licenza Di Satira

Anche su questo un giorno bisognerà fare chiarezza.
Trincerarsi dietro una legittima autonomia della satira per giustificare insulti ed ingiurie non è più accettabile.

La libertà di satira è connessa con la libertà di pensiero e di espressione, ma questa va da sempre esercitata nel rispetto della dignità delle persone.


Fare della satira uno scudo dietro il quale colpire impunemente a destra e manca, utilizzando anche colpi proibiti, è scorretto e vigliacco.

Dare l'etichetta di satira ad atti di violenza morale non vale a trasformarli in accettabile, seppur aspro, esercizio di critica, così come chiamare atto d'amore un pugno sferrato ad un bimbo non serve a trasformarlo in carezza, e neppure in educativo rimprovero.

consumare: a ciascuno il suo
diritti pesanti per fragili spalle
soldatini di piombo
la bestemmia la legge e gli innocenti
il buon selvaggio

giovedì 20 maggio 2010

La Memoria E Il Corteo

La memoria é il filo conduttore della nostra esistenza.

Ricordare, per un popolo come per il singolo, da' senso ad avvenimenti che, se presi singolarmente, non avrebbero un significato compiuto.
Purtroppo però abbiamo una brutta abitudine, non so se tipicamente italiana

Non c'è anniversario che non possa degenerare in occasione per approfondire inimicizie. Non c'è commemorazione che non rischi di trasformarsi in scenario per accuse e insulti verso i propri avversari e per dare sfogo a rancorose rivendicazioni.

Allo stesso modo, qualunque corteo, raduno e persino funerale possono mutarsi, da manifestazione di appartenenza e volontà, o da rispettoso omaggio, in invettiva e attacco contro un nemico presupposto od opportunamente materializzatosi al momento giusto.

Così  la richiesta di giustizia diviene insulto e la memoria sfigurata, anziché unire, diviene un piccone brandito a scavare fossati ancora più profondi.

magistrati in sciopero
la memoria e il furore
25 aprile minuscolo 

giovedì 13 maggio 2010

Si Invocano Leggi Più Severe

E' il grido che si leva ad implorare non solo sanzioni più pesanti, ma sanzioni più numerose, per comportamenti potenzialmente pericolosi (quali non lo sono ?) sinora non regolati per legge.
Disgustati e sinceramente preoccupati dalla malvagità del nostro agire e dai danni che esso provoca, preghiamo con tutto il cuore lo Stato che ci forgi tavole della legge più rigide, e non con solo 10 comandamenti, ma con 100, 1000, 10000...

Così le leggi, che dovrebbero regolare e risolvere soprattutto le patologie, le eccezioni, le deviazioni, finiscono col permeare tutto il nostro modo di pensare ed agire.
Non ci figuriamo più nemmeno che possa esistere un evento non regolato per legge e nel quale sia invece la nostra sensibilità a dover prevalere: non sapremmo come comportarci.

Così non basta che, dopo aver guidato 10 minuti una minicar, chiunque sia capace di comprenderne affidabilità e limiti, assumendosi pertanto la responsabilità di ciò che combina.
No, serve una legge.

Così, per toglierle subito dal mercato, non basta neppure che le smart drugs mandino i nostri ragazzini fuori di testa, se non c'è la legge che le include tra le sostanze espressamente proibite.

Poi si scopre che non sono previste sanzioni per chi guida stando al telefonino, se si tratta di autisti di taxi e pullman !
E allora bisogna cambiare la legge !
Ma già che ci siamo, essa provveda pure per chi guidando si mette il rossetto, o cerca in tasca gli spiccioli, o smanetta con l'autoradio, o si soffia il naso etc.

La (presunta) imparzialità e oggettività della legge è il motivo per cui la guida in stato di ebbrezza non viene valutata sulle reali condizioni psico-fisiche, con semplici test di coordinazione motoria, ma con la scientifica misurazione dell'alcool nel sangue, ovviamente attraverso apparecchi omologati per legge.

giovedì 6 maggio 2010

Diritti Pesanti Per Fragili Spalle

Siamo troppo abituati a ragionare secondo un'idea di uomo medio, seguendo un modello ispirato ad un tipo standard che riteniamo debba esser buono per ciascuno e per ogni stagione.

Servirebbe invece più sensibilità per capire che siamo tutti uguali nella medesima dignità di persona, ma senza ignorare le differenze, perché sono proprio le differenze che rendono ciascun uomo una meraviglia irripetibile.
A noi invece piace molto la ripetizione, la facile riconoscibilità che non crea problemi.
Così tutto diventa un dettaglio: la differenza di sesso, di cultura, di abitudini, di educazione; persino la differenza di età.

giovedì 29 aprile 2010

Il Lavoro A Una Dimensione

Manca il lavoro ?
Sì, manca il lavoro, quello che consiste nella vendita della propria attività intellettuale e manuale.
Invece non manca certo, né mai è mancato, il lavoro inteso come cose da fare, come agire dell'uomo rivolto ad uno scopo.
Mia nonna e mia madre non hanno mai avuto un datore di lavoro, ma ugualmente hanno lavorato molto, nel mandare avanti la famiglia, nella crescita dei figli e nella cura degli anziani.
Personalmente, io passerei volentieri 8 ore al giorno a leggere e studiare il greco, per poi dedicarmi ad altro nel tempo libero...
Ognuna di queste attività, a volte gratificanti, a volte faticose, di certo nobilita l'uomo.

Ma oggi il solo lavoro vero, l'unico che permette di realizzarsi, sembra essere  quello che ha un riconoscimento formale, il riconoscimento che proviene dal denaro ottenuto in cambio della propria fatica.
un esempio: la sicurezza sociale
stabilimento giambattista vico
over 65
lavori esauriti 
cittadini semplici

giovedì 22 aprile 2010

Spontaneo = Pericoloso

In un comune italiano alcuni bambini dell'asilo non hanno più avuto accesso al pranzo della mensa in quanto i genitori non potevano pagare le quote.
Un Signore, inizialmente ignoto, paga la retta al posto loro così che tutti i bambini, fino alla fine dell'anno scolastico, possano pranzare assieme.
Tuoni e fulmini !
Strumentalizzaione politica dell'evento; interpretazioni contorte e cavillose dell'azione commessa; capziose insinuazioni sulle motivazioni del fatto.
Insomma, un folto branco di denigratori del tipo non faccio mai l'elemosina non per i soldi ma per il principio...

A parte questo, a pensarci bene, ciò che più mi spaventa è che non siamo neanche in grado di immaginare che possa esistere un'azione senza secondi fini.
Tutto ciò che non è previsto per legge come obbligo e nasce invece da un gesto spontaneo non va bene, deve essere guardato con sospetto.

Prima o poi bisognerà riflettere seriamente anche sui secondi fini di tutti quelli che, trovando per la strada portafogli smarriti gonfi di soldi, si ostinano a restituirli.
rapporti sessuali completi
toy story 3...generazioni
sesto comandamento 
respiro
a Cesare quel che è di Cesare  

Peter Gabriel - FAMILY SNAPSHOT (Melt)

domenica 11 aprile 2010

Cause Di Morte (I Dettagli Dopo)

Un Lavoratore viene ucciso per un forte colpo alla nuca dal tubo di un'impalcatura
Un Giovane muore per l'incuria dei medici di una struttura sanitaria.

Solo in un secondo momento il TG aggiunge che il Lavoratore era stato investito dal getto di vapore fuoriuscito da una conduttura e e quindi sbattuto contro il tubo.
Solo successivamente il TG aggiunge che il Giovane era ricoverato, senza che i suoi lo sapessero, a causa delle violente percosse ricevute mentre era sotto la custodia dello Stato

Prima la notizia principale e poi i dettagli...

IN MEMORIA DEL CITTADINO STEFANO CUCCHI

73 anime perse
una assoluta marginalità
i giornali di marzo
Corigliano Calabro (vorremmo sapere)
scarsa immaginazione
a prova di thriller
depressione mortale