Allarme di Bankitalia: il 10% delle famiglie italiane possiede la metà della ricchezza totale.
Il 90% degli italiani si contende dunque l'altra metà della torta.
Sei milioni di persone vivono con la stessa quantità di ricchezza complessiva di cui si devono contentare gli altri 54 milioni.
Ogni italiano "ricco" possiede 9 volte più degli altri ed è come se fossimo due nazioni diverse, con un confine trasversale segnato dal 730.
Infatti, se allarghiamo lo sguardo, scopriamo che il PIL pro capite in Italia è 9 volte maggiore di quello iraniano.
Nella ricca Italia la popolazione diminuisce al ritmo dell'1%, mentre in Iran aumenta ogni anno del 13%, anche se non dobbiamo pensare a bande di straccioni analfabeti, perché ogni famiglia è composta in media da meno di 4 persone, e la percentuale del PIL destinata all'istruzione è la stessa che da noi: il 5%.
Si sposano quasi 3 volte più che da noi e sono di costumi emancipati, dato che i loro divorzi sono più del doppio dei nostri.
Fin qui potremmo anche dire di aver giocato, ma per me al primo posto c'è la vita.
E leggendo che in Iran, una delle culle della civiltà, forse il mitico oriente dei Magi, la speranza di vita è di anni 71 per l'uomo e 74 per le donne, contro i 79 ed 85 in Italia, mi rivolgo una domanda:
cosa hanno fatto di male?
Quale colpa oscura nella loro storia li porta oggi a vivere il 10% in meno rispetto a noi.
E noi.
Per quale misterioso merito ci è stata assegnata una lunga vita?
E poi: siamo consapevoli di tale privilegio?
Allora restringo di nuovo lo sguardo, torno in Italia e mi chiedo: ma questo 10% che possiede la metà della ricchezza ne è consapevole?
E poi soprattutto: che cosa ha fatto per meritarselo?
Perché, se dei veri meriti ci fossero, in un caso e nell'altro, il destino dei perdenti potrebbe (forse) essere meno incomprensibile.
Buon anno a tutti.
malattie della crescita
togliere ai poveri e lasciare ai ricchi
messaggio planetario
largo ai colonnelli?
la vita e niente altro
bisogni e meriti
(blog di Enrico Isopi da luglio 2009) - Il risultato di studi, approfondimenti e riflessioni può essere un valido modello per la vita sociale od individuale solo se comprensibile a chiunque.
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giovedì 30 dicembre 2010
giovedì 23 dicembre 2010
Pastori E Magi
Tra i primi testimoni della nascita del bambino Gesù abbiamo degli stranieri.
I Magi, dignitari orientali un po' scienziati un po' divinatori.
A cavallo tra l'astrologia e l'astronomia, quando ancora fra le discipline non c'era molta differenza.
Saranno anche stati nobili di buona famiglia e provvisti di mezzi, per seguire una stella lungo un percorso così lungo, e certo anche parecchio testardi.
Ma erano comunque degli stranieri non appartenenti al popolo eletto di Israele, dei pagani al cento per cento.
Però del popolo eletto rappresentano una tra le classi più umili e disprezzate.I Magi, dignitari orientali un po' scienziati un po' divinatori.
A cavallo tra l'astrologia e l'astronomia, quando ancora fra le discipline non c'era molta differenza.
Saranno anche stati nobili di buona famiglia e provvisti di mezzi, per seguire una stella lungo un percorso così lungo, e certo anche parecchio testardi.
Ma erano comunque degli stranieri non appartenenti al popolo eletto di Israele, dei pagani al cento per cento.
Sia per la tendenza a sconfinare in terreni e pascoli altrui, sia perché il loro genere di vita li rendeva impuri da un punto di vista legale e quindi anche inabili a portare valida testimonianza in un processo.
Insomma, tra impuri e pagani non è che questi testimoni del Bambino fossero proprio il fior fiore della società che attendeva il Messia salvatore.
Tuttavia sono proprio loro ad accogliere e seguire i segni (la stella, gli angeli) e ad attestare per primi l'accadimento di un fatto prodigioso.
La ricchezza e la sapienza da una parte, una vita povera e un po' furfantesca dall'altra, non gli avevano offuscato né la curiosità né lo spirito di ricerca e tanto meno la capacità di riconoscere qualcosa di nuovo che si innesta nella storia a cambiarne il corso con una svolta potente ed impensabile.
Pur coi loro difetti erano persone limpide, sicuramente un monito per noi oggi, appesi alle testimonianze di ex bombaroli strangolatori di bambini (pentiti) ed ai vangeli di plutocrati che ci insegnano come vivere bene lavorando di più per produrre e comperare cose che tolgono il lavoro ai nostri figli.
Tutta gente che, non dico oro incenso e mirra, ma neppure sarebbe stata degna di cambiare la veste macchiata del Bimbo.
E allora grazie a voi, pastori ladruncoli e Magi extracomunitari, magari medici nel vostro paese ma senza licenza per esercitare a Betlemme.
una assoluta marginalità
divina incoscienza
ventre molle
il cireneo
giovedì 16 dicembre 2010
Bipolarismo Impossibile
Perché il bipolarismo in Italia non riesce a funzionare ?
Semplicemente perché ogni possibile passaggio da un polo all'altro è considerato come un tragico cambiamento epocale, l'equivalente di una glaciazione o di un surriscaldamento globale.
La causa sta certo nella mancanza di un nòcciolo di comune identità e cultura nazionale.
Nell'assenza di un sostrato di valori che siano condivisi da tutti, eletti ed elettori, a destra come a sinistra: il senso della democrazia, dello Stato, della solidarietà.
Questo non riguarda solo modi diversi di affrontare i problemi, ma proprio l'individuazione dei problemi stessi.
Perché purtroppo quello che per molti è una difficoltà insormontabile, per altri rappresenta un'allettante opportunità da sfruttare per il proprio tornaconto.
33 anime salve
cambiare le carte in tavola
chiamati alle urne
istantanee da Berlino
cartolina da Londra
la valvola e il tappo
Semplicemente perché ogni possibile passaggio da un polo all'altro è considerato come un tragico cambiamento epocale, l'equivalente di una glaciazione o di un surriscaldamento globale.
La causa sta certo nella mancanza di un nòcciolo di comune identità e cultura nazionale.
Nell'assenza di un sostrato di valori che siano condivisi da tutti, eletti ed elettori, a destra come a sinistra: il senso della democrazia, dello Stato, della solidarietà.
Questo non riguarda solo modi diversi di affrontare i problemi, ma proprio l'individuazione dei problemi stessi.
Perché purtroppo quello che per molti è una difficoltà insormontabile, per altri rappresenta un'allettante opportunità da sfruttare per il proprio tornaconto.
33 anime salve
cambiare le carte in tavola
chiamati alle urne
istantanee da Berlino
cartolina da Londra
la valvola e il tappo
giovedì 9 dicembre 2010
Yara E Tutte Le Nostre Figlie
Sembra che l'unico modo per non perdere le nostre figlie sia tenersele sempre strette strette.
Perché una volta che succede loro qualcosa di brutto, possono anche passare mesi prima di conoscerne la sorte.
Non parliamo di ragazze in ambienti a rischio, ma di figlie normali di comuni famiglie.
L'impressione è che in questi casi gli investigatori non sappiano cosa fare.
Le potenziali scene del crimine non vengono isolate, gli esperti per la ricerca di tracce arrivano o vengono chiamati dopo settimane e gli unici a dimostrare di avere fiuto sono i cani.
Sembra che chi indaga anziché prendere iniziative attenda gli eventi; una “strategia” che potrebbe andare bene nel caso di una truffa già compiuta, ma non quando c'è una ragazza svanita nel nulla e di cui nulla più si sa.
Spesso poi ci si mette al rimorchio delle abusate intercettazioni senza che vi siano riscontri concreti, imboccando vicoli ciechi
Intercettazioni a volte disperate, dove si interpreta male ciò che la persona dice, si corre ad arrestarla perché sta fuggendo improvvisamente su un traghetto col biglietto comprato da un mese (!) e per cominciare si ferma la nave sbagliata: quello non sta lì.
Corri allora a beccare la nave giusta che nel frattempo è finita fuori delle acque territoriali.
Per fortuna il comandante rientra e si fa abbordare, così che il vero sospetto possa essere arrestato e il giorno dopo... scagionato.
Almeno si è subito constatata l'inconsistenza di quella pista, perché altrimenti sarebbe rimasta la principale, con mandati di cattura internazionali e altri mesi persi.
In compenso il circo mediatico è sempre attivo, anche solo per ripetere in continuazione che i genitori di Yara hanno scelto di restarsene in silenzio o per pubblicizzare, cogliendo come si dice l'occasione, l'ultimo libro del prof. Paolo Crepet; questo è avvenuto martedì nella trasmissione Porta a Porta, dove, se posso permettermi, certe osservazioni del sig. Bruno Vespa sulle adolescenti (tipo quelle di replica alla pregevole analisi della giornalista de Il Messaggero) andrebbero forse filtrate da una apposita commissione prima della messa in onda.
Avetrana e Brembate di Sopra.
Sarah e Yara.
Qualche anno fa si sarebbero chiamate Giovanna e Maria; col tempo i nomi cambiano, seguendo nuove tendenze.
Ma l'amore verso i nostri figli è sempre lo stesso, sia che il dolore si sfoghi in urla disperate sia che venga racchiuso in un austero silenzio.
Auguri con tutta l'anima.
diritti pesanti per fragili spalle
soldatini di piombo
Yara e tutte le altre
giudizi critici
incidente probatorio-raccapriccio
crescono
uno sterminio non necessario
Perché una volta che succede loro qualcosa di brutto, possono anche passare mesi prima di conoscerne la sorte.
Non parliamo di ragazze in ambienti a rischio, ma di figlie normali di comuni famiglie.
L'impressione è che in questi casi gli investigatori non sappiano cosa fare.
Le potenziali scene del crimine non vengono isolate, gli esperti per la ricerca di tracce arrivano o vengono chiamati dopo settimane e gli unici a dimostrare di avere fiuto sono i cani.
Sembra che chi indaga anziché prendere iniziative attenda gli eventi; una “strategia” che potrebbe andare bene nel caso di una truffa già compiuta, ma non quando c'è una ragazza svanita nel nulla e di cui nulla più si sa.
Spesso poi ci si mette al rimorchio delle abusate intercettazioni senza che vi siano riscontri concreti, imboccando vicoli ciechi
Intercettazioni a volte disperate, dove si interpreta male ciò che la persona dice, si corre ad arrestarla perché sta fuggendo improvvisamente su un traghetto col biglietto comprato da un mese (!) e per cominciare si ferma la nave sbagliata: quello non sta lì.
Corri allora a beccare la nave giusta che nel frattempo è finita fuori delle acque territoriali.
Per fortuna il comandante rientra e si fa abbordare, così che il vero sospetto possa essere arrestato e il giorno dopo... scagionato.
Almeno si è subito constatata l'inconsistenza di quella pista, perché altrimenti sarebbe rimasta la principale, con mandati di cattura internazionali e altri mesi persi.
In compenso il circo mediatico è sempre attivo, anche solo per ripetere in continuazione che i genitori di Yara hanno scelto di restarsene in silenzio o per pubblicizzare, cogliendo come si dice l'occasione, l'ultimo libro del prof. Paolo Crepet; questo è avvenuto martedì nella trasmissione Porta a Porta, dove, se posso permettermi, certe osservazioni del sig. Bruno Vespa sulle adolescenti (tipo quelle di replica alla pregevole analisi della giornalista de Il Messaggero) andrebbero forse filtrate da una apposita commissione prima della messa in onda.
Avetrana e Brembate di Sopra.
Sarah e Yara.
Qualche anno fa si sarebbero chiamate Giovanna e Maria; col tempo i nomi cambiano, seguendo nuove tendenze.

Sappiamo cosa è successo a Sarah.
Dobbiamo ancora sperare per Yara.
Se fosse mia figlia, mi augurerei che abbia voluto inaspettatamente fare una bravata, per poterla sgridare e rimproverare non appena torna e subito dopo stringerla forte e non lasciarla più.
Auguri con tutta l'anima.
diritti pesanti per fragili spalle
soldatini di piombo
Yara e tutte le altre
giudizi critici
incidente probatorio-raccapriccio
crescono
uno sterminio non necessario
giovedì 2 dicembre 2010
Correnti Ed Eresie
Il comunismo, una teoria abbastanza compatta, con idee piuttosto chiare sull'azione sociale da svolgere: in quante correnti, gruppi e partiti, spesso ferocemente in contrasto fra loro, si è frammentato ?
Eppure il punto di partenza era uno solo: l'opera di Marx ed Engels.
Il cristianesimo, una religione fondata sulla vita di una persona chiamata Gesù Cristo.
Se oggi prendiamo un qualunque dizionario sull'argomento, troviamo che la maggior parte delle voci riporta scismi ed eresie e sappiamo pure che spesso tra i diversi cristianesimi non corre propriamente buon sangue.
Eppure il punto di partenza era lo stesso: il vangelo.
Allora io dico: siamo fatti così da sempre, ognuno cerca di adattare a se stesso religioni, ideologie, leggi.
C'è dunque qualcosa che può definirsi sacro ed intoccabile?
Un fondamento sicuro, una risposta certa ?
Per ora non ci sono risposte, soltanto scelte.
[eresia ha origine dal greco airesis: scelta]
33 anime salve
morale: a terra (2)
cristiano semplice
giovedì 25 novembre 2010
Ministro Mara Carfagna
A prescindere dalle opinioni politiche e dai relativi giudizi, bisogna proprio dire che questa signora è stata trattata molto male.
E' di qualche giorno fa un'orrenda vignetta con sordide allusioni connesse al cognome del deputato Italo Bocchino.
Ma come, non proclamiamo che la donna deve essere libera (anche se dover-essere e libertà non vanno tanto d'accordo) ?
Inoltre il sesso è una cosa talmente normale che lo si può persino cambiare a piacimento o anche crogiolarsi nell'ambivalenza !
Ma Mara Carfagna no, se non diventa suora non può fare politica.
Chi è giovane e piacente e ha lavorato nell'industria legata alla asserita libertà di costumi progressista, non può entrare in Parlamento.
Ce li meritiamo proprio i politici di professione a vita.
camere costose
coraggio di partire, coraggio di restare
cavallo di Troia
elezioni 2013 - I
sepolcri rossastri
E' di qualche giorno fa un'orrenda vignetta con sordide allusioni connesse al cognome del deputato Italo Bocchino.
Ma come, non proclamiamo che la donna deve essere libera (anche se dover-essere e libertà non vanno tanto d'accordo) ?
Inoltre il sesso è una cosa talmente normale che lo si può persino cambiare a piacimento o anche crogiolarsi nell'ambivalenza !
Ma Mara Carfagna no, se non diventa suora non può fare politica.
Chi è giovane e piacente e ha lavorato nell'industria legata alla asserita libertà di costumi progressista, non può entrare in Parlamento.
Quindi una che fa il liceo, studia recitazione ballo e pianoforte, a 26 anni si laurea con lode e nel frattempo lavora come show girl, valletta, modella, a causa delle immagini o di un calendario in pose sexy va dileggiata ed offesa.
camere costose
coraggio di partire, coraggio di restare
cavallo di Troia
elezioni 2013 - I
sepolcri rossastri
giovedì 18 novembre 2010
Diversamente Fedele
Credo che non esista un unico tipo di fedeltà, ma che ce ne siano parecchi.
Ci sono tanti modi diversi di essere fedeli verso una persona, un Dio, un ideale.
Un genere di fedeltà, secondo me più propriamente femminile, è legato soprattutto al sentimento, un sentimento solido e durevole che non sa tradire.
Un altro modello che invece definirei maschile vive questa virtù in una dimensione “storica”, in cui col passare del tempo il sentimento perde a volte un po' della propria forza iniziale, ma ad esso si affiancano, a sostenere e rinsaldare la fedeltà, anche un certo senso del dovere, forse ancestrale residuo dell'uomo guerriero che sorveglia il suo territorio.
Questi modelli di fedeltà non sono certo gli unici, possono coesistere nella stessa persona, il modello femminile può talvolta essere il predominante in uomo e vicevera quello maschile.
So però per certo che il secondo tipo di fedeltà cui ho accennato, quello in parte legato al dovere, è considerato con compatimento, se non con disprezzo, dalle donne del nostro tempo.
Mi sembra ingiusto.
Mentre infatti riteniamo normale e doveroso integrarci sempre più fra culture, etnie e persone rispettandone le diversità, continuiamo a trovarci in difficoltà con le differenti visioni di vita legate alla identità sessuale, al maschile e al femminile.
In realtà, questa differenza di "genere" dovrebbe essere la più naturale e facile da accettare, ma a volte ho l'impressione che il divario si approfondisca.
Eppure tutti abbiamo l'immagine dell'amore di una donna per il proprio figlio, che è carne della sua carne, col quale ha condiviso il flusso sanguigno e addirittura il respiro.
Sappiamo che il suo amore e la sua fedeltà verso il figlio non possono essere uguali a quelli del padre.
Entrambi possono amare il figlio di un amore totale e perfetto, ma sicuramente diverso.
sesto comandamento
toy story 3...generazioni
col sudore della fronte
finalmente meretrice
liberi di non esserlo
pari opportunità per tutti
Ci sono tanti modi diversi di essere fedeli verso una persona, un Dio, un ideale.
Un genere di fedeltà, secondo me più propriamente femminile, è legato soprattutto al sentimento, un sentimento solido e durevole che non sa tradire.
Un altro modello che invece definirei maschile vive questa virtù in una dimensione “storica”, in cui col passare del tempo il sentimento perde a volte un po' della propria forza iniziale, ma ad esso si affiancano, a sostenere e rinsaldare la fedeltà, anche un certo senso del dovere, forse ancestrale residuo dell'uomo guerriero che sorveglia il suo territorio.
Questi modelli di fedeltà non sono certo gli unici, possono coesistere nella stessa persona, il modello femminile può talvolta essere il predominante in uomo e vicevera quello maschile.
So però per certo che il secondo tipo di fedeltà cui ho accennato, quello in parte legato al dovere, è considerato con compatimento, se non con disprezzo, dalle donne del nostro tempo.
Mi sembra ingiusto.
Mentre infatti riteniamo normale e doveroso integrarci sempre più fra culture, etnie e persone rispettandone le diversità, continuiamo a trovarci in difficoltà con le differenti visioni di vita legate alla identità sessuale, al maschile e al femminile.
Eppure tutti abbiamo l'immagine dell'amore di una donna per il proprio figlio, che è carne della sua carne, col quale ha condiviso il flusso sanguigno e addirittura il respiro.
Sappiamo che il suo amore e la sua fedeltà verso il figlio non possono essere uguali a quelli del padre.
Entrambi possono amare il figlio di un amore totale e perfetto, ma sicuramente diverso.
sesto comandamento
toy story 3...generazioni
col sudore della fronte
finalmente meretrice
liberi di non esserlo
pari opportunità per tutti
giovedì 11 novembre 2010
Sesto Comandamento
Quand’ero bambino il catechismo ci diceva di non fornicare, il che ci creava qualche perplessità ai picnic, quando cadevano le briciole nell’erba.
Poi il precetto si è andato evolvendo: non commettere atti impuri, non commettere adulterio etc.
Gli altri comandamenti relativi ai rapporti sociali sono rimasti sempre gli stessi: non uccidere, non rubare, non mentire, rispetta i genitori.
Si tratta, per questi altri casi, di principi morali che almeno a parole o nelle intenzioni sono ancora diffusi ed accettati dalla coscienza comune.
Invece, per quanto riguarda il sesto comandamento, gli stessi mutamenti di vocaboli segnano un forte disagio, una difficoltà d’accettazione che ne condiziona persino la formulazione.
L’ adulterio può colpire molto pesantemente le persone coinvolte, ma in apparenza sembra essere diventato un peccato molto lieve, se non qualcosa di cui sottovoce vantarsi.
Forse era destino che almeno uno dei dieci fosse consegnato all’oblio ?
Forse dipende dal fatto che da parecchi anni non è più un reato, e allora tutto ciò che non è punito dalla legge diventa lecito ?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Grazie.
rapporti sessuali completi
spontaneo = pericoloso
diversamente fedele
la bestemmia la legge e gli innocenti
Poi il precetto si è andato evolvendo: non commettere atti impuri, non commettere adulterio etc.
Gli altri comandamenti relativi ai rapporti sociali sono rimasti sempre gli stessi: non uccidere, non rubare, non mentire, rispetta i genitori.
Si tratta, per questi altri casi, di principi morali che almeno a parole o nelle intenzioni sono ancora diffusi ed accettati dalla coscienza comune.
Invece, per quanto riguarda il sesto comandamento, gli stessi mutamenti di vocaboli segnano un forte disagio, una difficoltà d’accettazione che ne condiziona persino la formulazione.
L’ adulterio può colpire molto pesantemente le persone coinvolte, ma in apparenza sembra essere diventato un peccato molto lieve, se non qualcosa di cui sottovoce vantarsi.
Forse era destino che almeno uno dei dieci fosse consegnato all’oblio ?
Forse dipende dal fatto che da parecchi anni non è più un reato, e allora tutto ciò che non è punito dalla legge diventa lecito ?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Grazie.
rapporti sessuali completi
spontaneo = pericoloso
diversamente fedele
la bestemmia la legge e gli innocenti
giovedì 4 novembre 2010
Soldatini Di Piombo
Stavolta concordo in pieno con Blob (Rai3) che ha messo tra i primi posti della TV spazzatura settimanale la ricostruzione drammatizzata dell’interrogatorio allo zio di Avetrana, fatta usando il testo ufficiale e con 3/4 attori, fra cui uno col cappello da pescatore che faceva la parte del finto-tonto finto-furbo.
Avevo già avuto la disavventura di vedere per intero questa ricostruzione nella sua collocazione originaria, il primo pomeriggio alla Domenica in…Arena, condotta da Massimo Giletti su Rai1.
Le nostre sceneggiate televisive sono la stessa cosa, e i plastici di Porta a Porta con Bruno Vespa l’equivalente dei fortini; si tratta di cose innate, fa parte della nostra natura rappresentare le atrocità (magari per esorcizzarle etc.).
Avevo già avuto la disavventura di vedere per intero questa ricostruzione nella sua collocazione originaria, il primo pomeriggio alla Domenica in…Arena, condotta da Massimo Giletti su Rai1.
Ovviamente è la tranche.più seguita del programma, molto più di quella con la Cuccarini che ha il difetto di essere troppo garbata.
Ero rimasto a guardare, incredulo, quell'immorale rappresentazione, così come si resta inorriditi ma immobilizzati a guardare i cumuli di immondizia che lacerano paesaggi e borghi della Campania.
Qualcuno potrebbe dire: tu, che fai il moralista, non ti ricordi di quando giocavi coi soldatini che attaccavano il forte o coi i guerrieri all’assedio del castello ?
Non ti ricordi di quando giocavi a Risiko per conquistare il mondo ?
Sarà, ma “noi bambini” alla fine quei soldatini li si riponeva nella scatola e non ci si pensava più, mentre per “noi adulti” è più difficile sopportare lo scempio ogni giorno ripetuto sulla vittima e sulla sua memoria.
E' vero, molti dei nostri soldatini erano di piombo e se capitava di lanciarli a volte facevano male, ma a pensarci sembravano una piuma al confronto del peso insostenibile che hanno certe oscene parole ed immagini che la televisione (pubblica in questo caso) ci scaglia contro.
giovedì 28 ottobre 2010
33 Anime Salve
Cile, paese con un Pil pro capite che è il 25% di quello italiano.
Una capsula che sembra tenuta assieme col fil di ferro ma che ha funzionato
Avevano previsto tre mesi, e li han portati tutti fuori dopo 69 giorni di reclusione a 700 metri sottoterra.
In un paese dove ci dicono che le garanzie per i lavoratori più umili sono quasi assenti, si è riusciti in un’impresa che sembrava disperata.
Forse i resoconti sono di parte, ma l’impressione è che tutte le famiglie, gli amici e un intero paese abbiano fatto il tifo, e che questo abbia giocato un ruolo fondamentale.
L’impegno, la volontà e l’azione coordinata, anche senza l’alta tecnologia, hanno fatto il miracolo.
Il gruppo dei dispersi ha sentito di non essere né isolato né abbandonato, ma solo temporaneamente separato da una comunità che li rivoleva tutti indietro.
Si è badato non solo ai bisogni materiali, ma anche a quelli morali ed emotivi, con medici e psicologi, i familiari e il dialogo.
E pure quel tricolore, appeso o solo verniciato un po’ dappertutto, forse anche nell’anfratto della prigionia, non sarà stato solo retorica, ma simbolo di condivisione e segno di appartenenza.
Quel senso di appartenenza di cui anche noi abbiamo bisogno per riemergere e salvarci.
73 anime perse
la memoria e il furore
correnti ed eresie
bipolarismo impossibile
fughe benedette
poveri resti
Una capsula che sembra tenuta assieme col fil di ferro ma che ha funzionato
Avevano previsto tre mesi, e li han portati tutti fuori dopo 69 giorni di reclusione a 700 metri sottoterra.
In un paese dove ci dicono che le garanzie per i lavoratori più umili sono quasi assenti, si è riusciti in un’impresa che sembrava disperata.
Forse i resoconti sono di parte, ma l’impressione è che tutte le famiglie, gli amici e un intero paese abbiano fatto il tifo, e che questo abbia giocato un ruolo fondamentale.
L’impegno, la volontà e l’azione coordinata, anche senza l’alta tecnologia, hanno fatto il miracolo.
Il gruppo dei dispersi ha sentito di non essere né isolato né abbandonato, ma solo temporaneamente separato da una comunità che li rivoleva tutti indietro.
Si è badato non solo ai bisogni materiali, ma anche a quelli morali ed emotivi, con medici e psicologi, i familiari e il dialogo.
E pure quel tricolore, appeso o solo verniciato un po’ dappertutto, forse anche nell’anfratto della prigionia, non sarà stato solo retorica, ma simbolo di condivisione e segno di appartenenza.
Quel senso di appartenenza di cui anche noi abbiamo bisogno per riemergere e salvarci.
73 anime perse
la memoria e il furore
correnti ed eresie
bipolarismo impossibile
fughe benedette
poveri resti
giovedì 21 ottobre 2010
Federalismo Centralizzato
Non si può che essere favorevoli ad una maggiore responsabilità delle regioni nella raccolta e nella gestione delle tasse.
Ma sembrava che il federalismo fiscale dovesse tendere, in questa cornice, a rendere il servizio pubblico più conforme alla realtà economica e sociale del territorio.
Allora non capisco.
Questo benedetti costi standard delle prestazioni sanitarie, che cosa c'entrano col federalismo ?
Se a livello centrale per tutte le regioni vengono fissati gli stessi costi standard per i vari tipi di visite, ricoveri, esami etc., dove sta l'adeguatezza alle situazioni concrete ?
Ringrazio in anticipo chi mi aiuta a comprendere.
consumare: a ciascuno il suo
un corpo sociale
Ma sembrava che il federalismo fiscale dovesse tendere, in questa cornice, a rendere il servizio pubblico più conforme alla realtà economica e sociale del territorio.
Allora non capisco.
Questo benedetti costi standard delle prestazioni sanitarie, che cosa c'entrano col federalismo ?
Se a livello centrale per tutte le regioni vengono fissati gli stessi costi standard per i vari tipi di visite, ricoveri, esami etc., dove sta l'adeguatezza alle situazioni concrete ?
Ringrazio in anticipo chi mi aiuta a comprendere.
consumare: a ciascuno il suo
un corpo sociale
giovedì 14 ottobre 2010
Felice Incoerenza
Parlando di incoerenza, in genere ci riferiamo alla opposizione tra ciò che si dice di credere o di voler fare e le azioni, il comportamento concreto.
L'incoerenza è sicuramente un difetto, un vizio che tutti, in misura maggiore o minore, pratichiamo.
Ma attenzione: non tutto il male viene per nuocere !
Talvolta l'effetto che si ottiene è sorprendente e l'incoerenza diventa un'ancora di salvezza, un vizio con effetti benefici su se stessi, sul prossimo e sulla collettività tutta.
Se riflettessimo bene su certe cose che leggiamo od ascoltiamo, dovremmo ringraziare il cielo per l'incoerenza di tanti, che per fortuna impedisce loro di mettere in pratica ciò che dicono o scrivono.
C'è già troppa gente che si comporta in maniera malvagia coerentemente coi propri pensieri.
Mostriamo dunque gratitudine verso tutti gli incoerenti che per paura o per pigrizia ci rendono la vita migliore, evitando di mettere in pratica i loro desideri.
king size (il male minore ?)
morale: a terra (2)
fughe benedette
omerica vergogna
pericolosa autenticità
L'incoerenza è sicuramente un difetto, un vizio che tutti, in misura maggiore o minore, pratichiamo.
Ma attenzione: non tutto il male viene per nuocere !
Talvolta l'effetto che si ottiene è sorprendente e l'incoerenza diventa un'ancora di salvezza, un vizio con effetti benefici su se stessi, sul prossimo e sulla collettività tutta.
Se riflettessimo bene su certe cose che leggiamo od ascoltiamo, dovremmo ringraziare il cielo per l'incoerenza di tanti, che per fortuna impedisce loro di mettere in pratica ciò che dicono o scrivono.
C'è già troppa gente che si comporta in maniera malvagia coerentemente coi propri pensieri.
Mostriamo dunque gratitudine verso tutti gli incoerenti che per paura o per pigrizia ci rendono la vita migliore, evitando di mettere in pratica i loro desideri.
king size (il male minore ?)
morale: a terra (2)
fughe benedette
omerica vergogna
pericolosa autenticità
giovedì 7 ottobre 2010
Ordinary Servants (L'Orgoglio Del Servitore)
Essere servitori è un'idea che ci dà parecchio fastidio.
Cresciuti ed alimentati con il mito della libertà assoluta, degradante ci sembra il servire, insopportabile qualunque vincolo.
Eppure nella lingua inglese l'espressione public servant indica non solo i dipendenti pubblici di ogni livello, ma anche chi ricopre cariche elettive e di governo.
Le parole vogliono indicare che il lavoro per lo Stato è un servizio verso i cittadini, qualcosa di cui essere fieri.
Anche da noi una volta, in risposta al ringraziamento per un lavoro ben fatto , si diceva "dovere".
Certo, se servire significa fare il proprio dovere, dobbiamo per forza creare dei legami di dipendenza, proprio quei vincoli verso cui siamo così insofferenti.
Però dobbiamo rammentarci che non si serve solo un capo o un datore di lavoro.
Ci richiedono di essere in qualche modo servi anche l'amore, la famiglia, il bene comune, la salute, i valori in cui crediamo.
Nel Vangelo di Luca si racconta di coloro che al termine del proprio lavoro dicono "siamo comuni servitori (ordinary servants); abbiamo fatto il nostro dovere".
Escludo che Gesù volesse invitarci all'automortificazione, e allora mi sembra più un invito a riconoscere che il nostro esistere è fatto anche di legami e vincoli.
Che il nostro esistere non sta in una vita servile e neppure nella disperata ricerca di un gesto eroico, ma nell'esercizio di quell'atteggiamento, anzi diciamolo: di quella virtù che comunemente viene chiamata Fedeltà.
diritti pesanti per fragili spalle
coraggio di partire, coraggio di restare
finalmente meretrice
liberi di non esserlo
cartolina da Londra
cristiano semplice
Cresciuti ed alimentati con il mito della libertà assoluta, degradante ci sembra il servire, insopportabile qualunque vincolo.
Eppure nella lingua inglese l'espressione public servant indica non solo i dipendenti pubblici di ogni livello, ma anche chi ricopre cariche elettive e di governo.
Le parole vogliono indicare che il lavoro per lo Stato è un servizio verso i cittadini, qualcosa di cui essere fieri.
Anche da noi una volta, in risposta al ringraziamento per un lavoro ben fatto , si diceva "dovere".
Certo, se servire significa fare il proprio dovere, dobbiamo per forza creare dei legami di dipendenza, proprio quei vincoli verso cui siamo così insofferenti.
Però dobbiamo rammentarci che non si serve solo un capo o un datore di lavoro.
Ci richiedono di essere in qualche modo servi anche l'amore, la famiglia, il bene comune, la salute, i valori in cui crediamo.
Nel Vangelo di Luca si racconta di coloro che al termine del proprio lavoro dicono "siamo comuni servitori (ordinary servants); abbiamo fatto il nostro dovere".
Escludo che Gesù volesse invitarci all'automortificazione, e allora mi sembra più un invito a riconoscere che il nostro esistere è fatto anche di legami e vincoli.
Che il nostro esistere non sta in una vita servile e neppure nella disperata ricerca di un gesto eroico, ma nell'esercizio di quell'atteggiamento, anzi diciamolo: di quella virtù che comunemente viene chiamata Fedeltà.
diritti pesanti per fragili spalle
coraggio di partire, coraggio di restare
finalmente meretrice
liberi di non esserlo
cartolina da Londra
cristiano semplice
giovedì 30 settembre 2010
Non Ci Sono Risposte, Soltanto Scelte
Il titolo è un'affermazione dell protagonista del film "Solaris" di Steven Soderbergh (un remake interpretato da George Clooney).
Vidi il film alcuni anni fa, ma la frase mi colpì immediatamente e mi è sempre rimasta impressa nel cuore, così come, navigando sul web, vedo che è accaduto ad altri.
Avere scoperto dopo tanto tempo questa condivisione, una briciola di frase in mezzo a 100 minuti di film, mi ha messo di buon umore.
Mi è sembrata la prova che esiste ancora la capacità di un comune sentire e che non è andato del tutto perso quello che è il nostro vero Sesto Senso: il "buonsenso".
Quello che ci fa immediatamente giudicare come ripugnanti tante cose sbagliate che vediamo attorno o dentro noi, ma che anche ci fa ascoltare le cose buone e ci fa fiutare al volo se e dove vi sono semplici e fondamentali verità, quelle col sapore morbido del pane ancora caldo.
una assoluta marginalità
a prova di stupido
i prodotti del pensiero
correnti ed eresie
questions about faith
a Cesare quel che è di Cesare
cartolina da Medjugorje
Vidi il film alcuni anni fa, ma la frase mi colpì immediatamente e mi è sempre rimasta impressa nel cuore, così come, navigando sul web, vedo che è accaduto ad altri.
Avere scoperto dopo tanto tempo questa condivisione, una briciola di frase in mezzo a 100 minuti di film, mi ha messo di buon umore.
Mi è sembrata la prova che esiste ancora la capacità di un comune sentire e che non è andato del tutto perso quello che è il nostro vero Sesto Senso: il "buonsenso".
Quello che ci fa immediatamente giudicare come ripugnanti tante cose sbagliate che vediamo attorno o dentro noi, ma che anche ci fa ascoltare le cose buone e ci fa fiutare al volo se e dove vi sono semplici e fondamentali verità, quelle col sapore morbido del pane ancora caldo.
una assoluta marginalità
a prova di stupido
i prodotti del pensiero
correnti ed eresie
questions about faith
a Cesare quel che è di Cesare
cartolina da Medjugorje
giovedì 23 settembre 2010
Camere Costose
Si sente spesso discutere delle indennità che ricevono i nostri parlamentari.
Secondo alcuni sono troppi soldi, secondo altri troppo pochi.
Sicuramente va salvaguardato il principio che deputati e senatori devono essere indennizzati in maniera da poter svolgere il proprio mandato senza essere ricattabili a causa di preoccupazioni economiche, in autonomia ed indipendenza.
Detto questo, penso che per determinare gli importi spettanti forse si potrebbe anche tenere conto della concreta condizione dei singoli, del loro reddito e del loro patrimonio.
Questo criterio potrebbe però portare anche a risultati paradossali.
Perché, chissà, forse al lavoratore dipendente che diventa onorevole basterebbe conservare il proprio stipendio ed avere il rimborso spese.
Pensiamo invece a tutti i liberi professionisti, imprenditori ed industriali che stanno in Parlamento.
Per loro, il tempo dedicato alla cosa pubblica comporta un sacrificio sicuramente molto maggiore e allora è lì che si dovrebbe intervenire con maggiori sostegni economici.
La non-ricattabilità di un ricco costa sicuramente più di quella dell'impiegato.
un bilocale in condizioni eccellenti
voto di idoneità
cambiare le carte in tavola
ministro Mara Carfagna
Secondo alcuni sono troppi soldi, secondo altri troppo pochi.
Sicuramente va salvaguardato il principio che deputati e senatori devono essere indennizzati in maniera da poter svolgere il proprio mandato senza essere ricattabili a causa di preoccupazioni economiche, in autonomia ed indipendenza.
Detto questo, penso che per determinare gli importi spettanti forse si potrebbe anche tenere conto della concreta condizione dei singoli, del loro reddito e del loro patrimonio.
Questo criterio potrebbe però portare anche a risultati paradossali.
Perché, chissà, forse al lavoratore dipendente che diventa onorevole basterebbe conservare il proprio stipendio ed avere il rimborso spese.
Pensiamo invece a tutti i liberi professionisti, imprenditori ed industriali che stanno in Parlamento.
Per loro, il tempo dedicato alla cosa pubblica comporta un sacrificio sicuramente molto maggiore e allora è lì che si dovrebbe intervenire con maggiori sostegni economici.
La non-ricattabilità di un ricco costa sicuramente più di quella dell'impiegato.
un bilocale in condizioni eccellenti
voto di idoneità
cambiare le carte in tavola
ministro Mara Carfagna
giovedì 16 settembre 2010
La Memoria E Il Furore
I ricordi, specie se riguardano le azioni degli altri, si fissano soprattutto sugli episodi negativi.
Dimentichiamo con facilità i nostri errori, ma difficilmente ci scordiamo dei torti subiti.
Nel caso poi si tratti di genocidi, stragi, usurpazioni di intere popolazioni o territori, il dolore impresso nella memoria collettiva, di questa stessa memoria si nutre, e spesso diviene nuova violenza, che la si chiami vendetta, riparazione o giustizia.
La memoria è certamente un dovere, anzitutto per onorare gli abusati e i caduti, rimasti spesso senza nome.
Ma è anche un dovere non trasformare la memoria in furore.
Incanalare il ricordo sulla strada della violenza genera il meccanismo della faida, delle successive e reciproche ritorsioni.la memoria e il corteo
Premesso che ogni persona ha diritto ad una vita libera dal bisogno e dignitosa, sarebbe a volte indispensabile che individui e gruppi trovassero il coraggio di accettare ciò che è accaduto e la forza di mettere il proprio animo "in pace".
Così come da sempre ci sono crimini terribili rimasti impuniti, ricordiamoci che ogni Stato nella sua fondazione od evoluzione ha fatto torti ad altri.
Ognuno di noi può far parte della schiera sia dei carnefici che delle vittime.un popolo
Coltivare la memoria per distillarne veleno non fa altro che generare ancora comportamenti distruttivi ed autodistruttivi, sia per il singolo che per la collettività.
L'orrore televisivo dell'impiccagione di Saddam Hussein sembra tragicamente richiamare gli scarni resoconti delle esecuzioni di Norimberga; lo strazio delle donne tedesche seviziate e stuprate all'ingresso delle truppe alleate a Berlino si salda indissolubilmente col dolore di chi ha perso i propri cari nei campi di concentramento nazisti.
Troppo spesso la giustizia, non importa che si stia nella ragione o nel torto, appartiene a chi la conquista con la forza.
33 anime salve
istantanee da Berlino
Osama Bin Laden
fragile
strappato a Morsi
25 aprile minuscolo
S-Memoria (Una Persona Fortunata)
Dimentichiamo con facilità i nostri errori, ma difficilmente ci scordiamo dei torti subiti.
Nel caso poi si tratti di genocidi, stragi, usurpazioni di intere popolazioni o territori, il dolore impresso nella memoria collettiva, di questa stessa memoria si nutre, e spesso diviene nuova violenza, che la si chiami vendetta, riparazione o giustizia.
La memoria è certamente un dovere, anzitutto per onorare gli abusati e i caduti, rimasti spesso senza nome.
Ma è anche un dovere non trasformare la memoria in furore.
Incanalare il ricordo sulla strada della violenza genera il meccanismo della faida, delle successive e reciproche ritorsioni.la memoria e il corteo
Premesso che ogni persona ha diritto ad una vita libera dal bisogno e dignitosa, sarebbe a volte indispensabile che individui e gruppi trovassero il coraggio di accettare ciò che è accaduto e la forza di mettere il proprio animo "in pace".
Così come da sempre ci sono crimini terribili rimasti impuniti, ricordiamoci che ogni Stato nella sua fondazione od evoluzione ha fatto torti ad altri.
Ognuno di noi può far parte della schiera sia dei carnefici che delle vittime.un popolo
Coltivare la memoria per distillarne veleno non fa altro che generare ancora comportamenti distruttivi ed autodistruttivi, sia per il singolo che per la collettività.
L'orrore televisivo dell'impiccagione di Saddam Hussein sembra tragicamente richiamare gli scarni resoconti delle esecuzioni di Norimberga; lo strazio delle donne tedesche seviziate e stuprate all'ingresso delle truppe alleate a Berlino si salda indissolubilmente col dolore di chi ha perso i propri cari nei campi di concentramento nazisti.
Troppo spesso la giustizia, non importa che si stia nella ragione o nel torto, appartiene a chi la conquista con la forza.
33 anime salve
istantanee da Berlino
Osama Bin Laden
fragile
strappato a Morsi
25 aprile minuscolo
S-Memoria (Una Persona Fortunata)
giovedì 9 settembre 2010
Morale: A Terra (2)
Il dibattito sollevato dal teologo scrittore Vito Mancuso è proseguito.(morale: a terra)
Il problema in discussione, se sia cioè giusto, potendo scegliere, continuare a lavorare per un padrone ritenuto immorale, sembra risolto.
Il prof. Mancuso se ne andrà (pare) dall'editore Mondadori e per tutti gli altri il dilemma è stato proprio estirpato: non esiste.
Non è che non sussista il problema di una legge "ad aziendam", come è stata chiamata: non esiste proprio nessuna morale con tutti i conseguenti dubbi e mal di testa.
Infatti quello etico è solo un discorso di facciata, perché se fosse reale se ne starebbe lontano dalla ribalta dei giornali, ben chiuso nell'intimo della coscienza, e poi per quale motivo solo adesso Mancuso si accorge del conflitto di interessi, mentre poteva e doveva accorgersene prima etc.
Dunque concludiamo.
Mentre finora si pensava che una morale servisse (anche) a regolare i rapporti col prossimo, adesso sappiamo che essa è un fatto interiore privato (a meno che non si buttino le cicche sul marciapiede).
La morale e la coscienza, inoltre, sono granitiche: non cambiano mai, non ammettono approfondimenti né correzioni di rotta, salvo che si tratti di leader libici, soci d'affari che però ci scandalizzano se coi cavalli bèrberi calpestano il sacro suolo romano.
Dev'essere proprio così: quella etica è solo una questione che oggi va di moda ostentare, come ampiamente attestato da tutti coloro che negli ultimi millenni si sono sacrificati per aver detto "no, non ci sto".
radiato a vita: grazie fia
felice incoerenza
correnti ed eresie
Il problema in discussione, se sia cioè giusto, potendo scegliere, continuare a lavorare per un padrone ritenuto immorale, sembra risolto.
Il prof. Mancuso se ne andrà (pare) dall'editore Mondadori e per tutti gli altri il dilemma è stato proprio estirpato: non esiste.
Non è che non sussista il problema di una legge "ad aziendam", come è stata chiamata: non esiste proprio nessuna morale con tutti i conseguenti dubbi e mal di testa.
Infatti quello etico è solo un discorso di facciata, perché se fosse reale se ne starebbe lontano dalla ribalta dei giornali, ben chiuso nell'intimo della coscienza, e poi per quale motivo solo adesso Mancuso si accorge del conflitto di interessi, mentre poteva e doveva accorgersene prima etc.
Dunque concludiamo.
Mentre finora si pensava che una morale servisse (anche) a regolare i rapporti col prossimo, adesso sappiamo che essa è un fatto interiore privato (a meno che non si buttino le cicche sul marciapiede).
La morale e la coscienza, inoltre, sono granitiche: non cambiano mai, non ammettono approfondimenti né correzioni di rotta, salvo che si tratti di leader libici, soci d'affari che però ci scandalizzano se coi cavalli bèrberi calpestano il sacro suolo romano.
Dev'essere proprio così: quella etica è solo una questione che oggi va di moda ostentare, come ampiamente attestato da tutti coloro che negli ultimi millenni si sono sacrificati per aver detto "no, non ci sto".
radiato a vita: grazie fia
felice incoerenza
correnti ed eresie
giovedì 2 settembre 2010
Rapporti Sessuali Completi
Non so se qualcuno si ricorda dei "Rapporti Sessuali COMPLETI".
Cercavamo di sapere dai nostri coetanei se già li avevano avuti; i nostri genitori tentavano di carpirci prove o ammissioni con subdole trappole; e pensare che il più delle volte neppure noi stessi avremmo saputo dire se li avevamo avuti o no.
Oggi la distinzione tra completo e "semplice" mi sembra diventata anacronistica.
Eppure un senso potrebbe ancora averlo. Mi riferisco al nostro continuo, quotidiano relazionarci.
Può sembrare una banalità, ma quante volte nel corso di una giornata il nostro modo di comportarci è condizionato dal sesso di chi ci sta di fronte o a cui stiamo scrivendo o parlando al telefono ?
Quanti di questi rapporti li potremmo definire sessuali, senza in alcun modo neppure sfiorare la carnalità, la molestia e neppure il flirt ?
Quanto ci dà piacere essere riusciti a strappare un sorriso sincero alla barista o alla funzionaria delle poste, o aver accennato ad alcuni problemi con un'amica o una collega ?
Si tratta pur sempre di rapporti importanti che ci danno piacere, forse più veri e significativi di certi "rapporti sessuali completi".
spontaneo = pericoloso
realtà virtuale
sesto comandamento
Cercavamo di sapere dai nostri coetanei se già li avevano avuti; i nostri genitori tentavano di carpirci prove o ammissioni con subdole trappole; e pensare che il più delle volte neppure noi stessi avremmo saputo dire se li avevamo avuti o no.
Oggi la distinzione tra completo e "semplice" mi sembra diventata anacronistica.
Eppure un senso potrebbe ancora averlo. Mi riferisco al nostro continuo, quotidiano relazionarci.
Può sembrare una banalità, ma quante volte nel corso di una giornata il nostro modo di comportarci è condizionato dal sesso di chi ci sta di fronte o a cui stiamo scrivendo o parlando al telefono ?
Quanti di questi rapporti li potremmo definire sessuali, senza in alcun modo neppure sfiorare la carnalità, la molestia e neppure il flirt ?
Quanto ci dà piacere essere riusciti a strappare un sorriso sincero alla barista o alla funzionaria delle poste, o aver accennato ad alcuni problemi con un'amica o una collega ?
Si tratta pur sempre di rapporti importanti che ci danno piacere, forse più veri e significativi di certi "rapporti sessuali completi".
spontaneo = pericoloso
realtà virtuale
sesto comandamento
giovedì 26 agosto 2010
Morale: A Terra
Nel senso che chi si azzarda anche solo appena a sollevare il tema, viene investito dal fango tutt'attorno.
Così il teologo Vito Mancuso esprime pubblicamente il disagio di continuare a pubblicare i suoi libri per Mondadori che, asserisce il prof. Mancuso, sembra stia beneficiando di una legge ad hoc che le permetterà di risparmiare circa 300 milioni di tasse a suo tempo insolute.
Il teologo si pone dei dubbi morali sul continuare a lavorare per Mondadori, essendosi proposto una vita incentrata su principi di giustizia.
Mondadori, da lui interpellata, gli risponde ma in maniera che egli non ritiene convincente.
Alcuni dei colleghi scrittori, anch'essi chiamati in causa, gli rispondono con toni molto sfumati, salvo forse il matematico Piergiorgio Odifreddi, che credo abbia rinfacciato al teologo tutti i soldi che la Chiesa incassa (secondo la legge).
A me sembra che se non sono gli intellettuali a dare il buon esempio, siamo proprio finiti.
Mi spiego meglio: è probabile, anzi certo, che problemi morali dello stesso ordine si siano presentati anche a molti lavoratori dipendenti da aziende che producono fucili da caccia, armi talvolta adoperate per gesti criminali.
Ma è altamente improbabile che l'operaio di questa ipotetica fabbrica possa permettersi di licenziarsi e cercarsi un altro lavoro.
Qui parliamo invece di scrittori che vendono tanto, che qualunque casa editrice ambirebbe avere sotto contratto, e che quindi non avrebbero difficoltà a pubblicare i propri libri presso altri.
Allora qual'è il problema, che siccome l'operaio e l'impiegato non possono permettersi il dilemma morale, se ne deve disinteressare anche l'intellettuale ?
Mi sembra una particolarmente perversa forma di solidarietà.
morale: a terra 2
l'avvenire del giornale
il fattore umano
libero mercato in libero pensiero
sepolcri rossastri
Così il teologo Vito Mancuso esprime pubblicamente il disagio di continuare a pubblicare i suoi libri per Mondadori che, asserisce il prof. Mancuso, sembra stia beneficiando di una legge ad hoc che le permetterà di risparmiare circa 300 milioni di tasse a suo tempo insolute.
Il teologo si pone dei dubbi morali sul continuare a lavorare per Mondadori, essendosi proposto una vita incentrata su principi di giustizia.
Mondadori, da lui interpellata, gli risponde ma in maniera che egli non ritiene convincente.
Alcuni dei colleghi scrittori, anch'essi chiamati in causa, gli rispondono con toni molto sfumati, salvo forse il matematico Piergiorgio Odifreddi, che credo abbia rinfacciato al teologo tutti i soldi che la Chiesa incassa (secondo la legge).
A me sembra che se non sono gli intellettuali a dare il buon esempio, siamo proprio finiti.
Mi spiego meglio: è probabile, anzi certo, che problemi morali dello stesso ordine si siano presentati anche a molti lavoratori dipendenti da aziende che producono fucili da caccia, armi talvolta adoperate per gesti criminali.
Ma è altamente improbabile che l'operaio di questa ipotetica fabbrica possa permettersi di licenziarsi e cercarsi un altro lavoro.
Qui parliamo invece di scrittori che vendono tanto, che qualunque casa editrice ambirebbe avere sotto contratto, e che quindi non avrebbero difficoltà a pubblicare i propri libri presso altri.
Allora qual'è il problema, che siccome l'operaio e l'impiegato non possono permettersi il dilemma morale, se ne deve disinteressare anche l'intellettuale ?
Mi sembra una particolarmente perversa forma di solidarietà.
morale: a terra 2
l'avvenire del giornale
il fattore umano
libero mercato in libero pensiero
sepolcri rossastri
giovedì 19 agosto 2010
Divina Incoscienza
Tutti abbiamo sperimentato l'importanza di dare un nome.
Alcuni di noi hanno vissuto i travagli dello scegliere il nome giusto per il figlio; i lettori più giovani si saranno trovati in difficoltà a dare un nome al proprio animale domestico, e alcuni magari a trovare un soprannome allo scooter.
Imporre un nome, da sempre ìmplica una autorità verso chi quel nome riceve, ma ancor più una forte responsabilità e un dovere di protezione nei suoi confronti.
Così, narra la Bibbia, Dio stesso all'atto della creazione impone i nomi a ciò che sta plasmando; la luce e le tenebre le chiama giorno e notte, il firmamento lo chiama cielo, mentre all'acqua ed all'asciutto dà i nomi di mare e terra.
Sicuramente un privilegio divino, dare nome ad ogni cosa creata... Ma non a tutte.
Infatti il Signore, dopo aver formato l'uomo, vuole che continui lui ad imporre nomi.
Dio stesso porta davanti ad Adamo ogni uccello e animale, sta ad osservare in che modo l'uomo chiama ciascuno di essi, e decide che qualunque sia, quello resterà per sempre il suo nome.
censimento fatale
Così facendo, Dio sembra che abbia voluto associare l'uomo alla sua stessa opera creatrice, rendendolo proprio collaboratore.
Anche l'uomo perciò, stando a questa narrazione, avendo imposto nomi a tutti gli animali, ha una autorità, ma ancor più una responsabilità e un dovere di protezione nei confronti della natura.
Fiduciosi che il creatore sappia di chi a sua volta potersi fidare, nonostante tanti disastri osiamo dunque sperare che il futuro della terra sia nelle nostre mani, e che queste siano le migliori possibili.
superiorità della specie
impronta ecologica
pastori e magi
senza abbassare lo sguardo
the road
l'ultimo cnesimento
Alcuni di noi hanno vissuto i travagli dello scegliere il nome giusto per il figlio; i lettori più giovani si saranno trovati in difficoltà a dare un nome al proprio animale domestico, e alcuni magari a trovare un soprannome allo scooter.

Così, narra la Bibbia, Dio stesso all'atto della creazione impone i nomi a ciò che sta plasmando; la luce e le tenebre le chiama giorno e notte, il firmamento lo chiama cielo, mentre all'acqua ed all'asciutto dà i nomi di mare e terra.
Sicuramente un privilegio divino, dare nome ad ogni cosa creata... Ma non a tutte.
Infatti il Signore, dopo aver formato l'uomo, vuole che continui lui ad imporre nomi.
Dio stesso porta davanti ad Adamo ogni uccello e animale, sta ad osservare in che modo l'uomo chiama ciascuno di essi, e decide che qualunque sia, quello resterà per sempre il suo nome.
censimento fatale
Così facendo, Dio sembra che abbia voluto associare l'uomo alla sua stessa opera creatrice, rendendolo proprio collaboratore.
Anche l'uomo perciò, stando a questa narrazione, avendo imposto nomi a tutti gli animali, ha una autorità, ma ancor più una responsabilità e un dovere di protezione nei confronti della natura.
Fiduciosi che il creatore sappia di chi a sua volta potersi fidare, nonostante tanti disastri osiamo dunque sperare che il futuro della terra sia nelle nostre mani, e che queste siano le migliori possibili.
superiorità della specie
impronta ecologica
pastori e magi
senza abbassare lo sguardo
the road
l'ultimo cnesimento
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