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giovedì 28 ottobre 2010

33 Anime Salve

Cile, paese con un Pil pro capite che è il 25% di quello italiano.

Una capsula che sembra tenuta assieme col fil di ferro ma che ha funzionato
Avevano previsto tre mesi, e li han portati tutti fuori dopo 69 giorni di reclusione a 700 metri sottoterra.

In un paese dove ci dicono che le garanzie per i lavoratori più umili sono quasi assenti, si è riusciti in un’impresa che sembrava disperata.

Forse i resoconti sono di parte, ma l’impressione è che tutte le famiglie, gli amici e un intero paese abbiano fatto il tifo, e che questo abbia giocato un ruolo fondamentale.

L’impegno, la volontà e l’azione coordinata, anche senza l’alta tecnologia, hanno fatto il miracolo.
Il gruppo dei dispersi ha sentito di non essere né isolato né abbandonato, ma solo temporaneamente separato da una comunità che li rivoleva tutti indietro.

Si è badato non solo ai bisogni materiali, ma anche a quelli morali ed emotivi, con medici e psicologi, i familiari e il dialogo.

E pure quel tricolore, appeso o solo verniciato un po’ dappertutto, forse anche nell’anfratto della prigionia, non sarà stato solo retorica, ma simbolo di condivisione e segno di appartenenza.

Quel senso di appartenenza di cui anche noi abbiamo bisogno per riemergere e salvarci.

73 anime perse
la memoria e il furore
correnti ed eresie
bipolarismo impossibile
fughe benedette
poveri resti

giovedì 21 ottobre 2010

Federalismo Centralizzato

Non si può che essere favorevoli ad una maggiore responsabilità delle regioni nella raccolta e nella gestione delle tasse.

Ma sembrava che il federalismo fiscale dovesse tendere, in questa cornice, a rendere il servizio pubblico  più conforme alla realtà economica e sociale del territorio.
Allora non capisco.

Questo benedetti costi standard delle prestazioni sanitarie, che cosa c'entrano col federalismo ?
Se a livello centrale per tutte le regioni vengono fissati gli stessi costi standard per i vari tipi di visite, ricoveri, esami etc., dove sta l'adeguatezza alle situazioni concrete ?

Ringrazio in anticipo chi mi aiuta a comprendere.
consumare: a ciascuno il suo
un corpo sociale

giovedì 14 ottobre 2010

Felice Incoerenza

Parlando di incoerenza, in genere ci riferiamo alla opposizione tra ciò che si dice di credere o di voler fare e le azioni, il comportamento concreto.


L'incoerenza è sicuramente un difetto, un vizio che tutti, in misura maggiore o minore, pratichiamo.

Ma attenzione: non tutto il male viene per nuocere !

Talvolta l'effetto che si ottiene è sorprendente e l'incoerenza diventa un'ancora di salvezza, un vizio con effetti benefici su se stessi, sul prossimo e sulla collettività tutta.

Se riflettessimo bene su certe cose che leggiamo od ascoltiamo, dovremmo ringraziare il cielo per l'incoerenza di tanti, che per fortuna impedisce loro di mettere in pratica ciò che dicono o scrivono.

C'è già troppa gente che si comporta in maniera malvagia coerentemente coi propri pensieri.

Mostriamo dunque gratitudine verso tutti gli incoerenti che per paura o per pigrizia ci rendono la vita migliore, evitando di mettere in pratica i loro desideri.
king size (il male minore ?)
morale: a terra (2)
fughe benedette
omerica vergogna
pericolosa autenticità

giovedì 7 ottobre 2010

Ordinary Servants (L'Orgoglio Del Servitore)

Essere servitori è un'idea che ci dà parecchio fastidio.

Cresciuti ed alimentati con il mito della libertà assoluta, degradante ci sembra il servire, insopportabile qualunque vincolo.

Eppure nella lingua inglese l'espressione public servant indica non solo i dipendenti pubblici di ogni livello, ma anche chi ricopre cariche elettive e di governo.

Le parole vogliono indicare che il lavoro per lo Stato è un servizio verso i cittadini, qualcosa di cui essere fieri.

Anche da noi una volta, in risposta al ringraziamento per un lavoro ben fatto , si diceva "dovere".

Certo, se servire significa fare il proprio dovere, dobbiamo per forza creare dei legami di dipendenza, proprio quei vincoli verso cui siamo così insofferenti.

Però dobbiamo rammentarci che non si serve solo un capo o un datore di lavoro.

Ci richiedono di essere in qualche modo servi anche l'amore, la famiglia, il bene comune, la salute, i valori in cui crediamo.

Nel Vangelo di Luca si racconta di coloro che al termine del proprio lavoro dicono "siamo comuni servitori (ordinary servants); abbiamo fatto il nostro dovere".

Escludo che Gesù volesse invitarci all'automortificazione, e allora mi sembra più un invito a riconoscere che il nostro esistere è fatto anche di legami e vincoli.

Che il nostro esistere non sta in una vita servile e neppure nella disperata ricerca di un gesto eroico, ma nell'esercizio di quell'atteggiamento, anzi diciamolo: di quella virtù che comunemente viene chiamata Fedeltà.
diritti pesanti per fragili spalle
coraggio di partire, coraggio di restare
finalmente meretrice
liberi di non esserlo
cartolina da Londra
cristiano semplice

giovedì 30 settembre 2010

Non Ci Sono Risposte, Soltanto Scelte

Il titolo è un'affermazione dell protagonista del film "Solaris" di Steven Soderbergh (un remake interpretato da George Clooney).
Vidi il film alcuni anni fa, ma la frase mi colpì immediatamente e mi è sempre rimasta impressa nel cuore, così come, navigando sul web, vedo che è accaduto ad altri.
Avere scoperto dopo tanto tempo questa condivisione, una briciola di frase in mezzo a 100 minuti di film, mi ha messo di buon umore.
Mi è sembrata la prova che esiste ancora la capacità di un comune sentire e che non è andato del tutto perso quello che è il nostro vero Sesto Senso: il "buonsenso".
Quello che ci fa immediatamente giudicare come ripugnanti tante cose sbagliate che vediamo attorno o dentro noi, ma che anche ci fa ascoltare le cose buone e ci fa fiutare al volo se e dove vi sono semplici e fondamentali verità, quelle col sapore morbido del pane ancora caldo.

una assoluta marginalità
a prova di stupido
i prodotti del pensiero
correnti ed eresie
questions about faith 
a Cesare quel che è di Cesare
cartolina da Medjugorje 

giovedì 23 settembre 2010

Camere Costose

Si sente spesso discutere delle indennità che ricevono i nostri parlamentari.

Secondo alcuni sono troppi soldi, secondo altri troppo pochi.

Sicuramente va salvaguardato il principio che deputati e senatori devono essere indennizzati in maniera da poter svolgere il proprio mandato senza essere ricattabili a causa di preoccupazioni economiche, in autonomia ed indipendenza.
Detto questo, penso che per determinare gli importi spettanti forse si potrebbe anche tenere conto della concreta condizione dei singoli, del loro reddito e del loro patrimonio.

Questo criterio potrebbe però portare anche a risultati paradossali.

Perché, chissà, forse al lavoratore dipendente che diventa onorevole basterebbe conservare il proprio stipendio ed avere il rimborso spese.
Pensiamo invece a tutti i liberi professionisti, imprenditori ed industriali che stanno in Parlamento.
Per loro, il tempo dedicato alla cosa pubblica comporta un sacrificio sicuramente molto maggiore e allora è lì che si dovrebbe intervenire con maggiori sostegni economici.

La non-ricattabilità di un ricco costa sicuramente più di quella dell'impiegato.
un bilocale in condizioni eccellenti
voto di idoneità
cambiare le carte in tavola
ministro Mara Carfagna 

giovedì 16 settembre 2010

La Memoria E Il Furore

I ricordi, specie se riguardano le azioni degli altri, si fissano soprattutto sugli episodi negativi.
Dimentichiamo con facilità i nostri errori, ma difficilmente ci scordiamo dei torti subiti.
Nel caso poi si tratti di genocidi, stragi, usurpazioni di intere popolazioni o territori, il dolore impresso nella memoria collettiva, di questa stessa memoria si nutre, e spesso diviene nuova violenza, che la si chiami vendetta, riparazione o giustizia.


La memoria è certamente un dovere, anzitutto per onorare gli abusati e i caduti, rimasti spesso senza nome.
Ma è anche un dovere non trasformare la memoria in furore.
Incanalare il ricordo sulla strada della violenza genera il meccanismo della faida, delle successive e reciproche ritorsioni.la memoria e il corteo

Premesso che ogni persona ha diritto ad una vita libera dal bisogno e dignitosa, sarebbe a volte indispensabile che individui e gruppi trovassero il coraggio di accettare ciò che è accaduto e la forza di mettere il proprio animo "in pace".

Così come da sempre ci sono crimini terribili rimasti impuniti, ricordiamoci che ogni Stato nella sua fondazione od evoluzione ha fatto torti ad altri.
Ognuno di noi può far parte della schiera sia dei carnefici che delle vittime.un popolo

Coltivare la memoria per distillarne veleno non fa altro che generare ancora comportamenti distruttivi ed autodistruttivi, sia per il singolo che per la collettività.

L'orrore televisivo dell'impiccagione di Saddam Hussein sembra tragicamente richiamare gli scarni resoconti delle esecuzioni di Norimberga; lo strazio delle donne tedesche seviziate e stuprate all'ingresso delle truppe alleate a Berlino si salda indissolubilmente col dolore di chi ha perso i propri cari nei campi di concentramento nazisti.

Troppo spesso la giustizia, non importa che si stia nella ragione o nel torto, appartiene a chi la conquista con la forza.

33 anime salve
istantanee da Berlino
Osama Bin Laden
fragile
strappato a Morsi  
25 aprile minuscolo 
S-Memoria (Una Persona Fortunata)

giovedì 9 settembre 2010

Morale: A Terra (2)

Il dibattito sollevato dal teologo scrittore Vito Mancuso è proseguito.(morale: a terra)
Il problema in discussione, se sia cioè giusto, potendo scegliere, continuare a lavorare per un padrone ritenuto immorale, sembra risolto.
Il prof. Mancuso se ne andrà (pare) dall'editore Mondadori e per tutti gli altri il dilemma è stato proprio estirpato: non esiste.

Non è che non sussista il problema di una legge "ad aziendam", come è stata chiamata: non esiste proprio nessuna morale con tutti i conseguenti dubbi e mal di testa.
Infatti quello etico è solo un discorso di facciata, perché se fosse reale se ne starebbe lontano dalla ribalta dei giornali, ben chiuso nell'intimo della coscienza, e poi per quale motivo solo adesso Mancuso si accorge del conflitto di interessi, mentre poteva e doveva accorgersene prima etc.

Dunque concludiamo.
Mentre finora si pensava che una morale servisse (anche) a regolare i rapporti col prossimo, adesso sappiamo che essa è un fatto interiore privato (a meno che non si buttino le cicche sul marciapiede).
La morale e la coscienza, inoltre, sono granitiche: non cambiano mai, non ammettono approfondimenti né correzioni di rotta, salvo che si tratti di leader libici, soci d'affari che però ci scandalizzano se coi cavalli bèrberi calpestano il sacro suolo romano.

Dev'essere proprio così: quella etica è solo una questione che oggi va di moda ostentare, come ampiamente attestato da tutti coloro che negli ultimi millenni si sono sacrificati per aver detto "no, non ci sto".
radiato a vita: grazie fia
felice incoerenza
correnti ed eresie

giovedì 2 settembre 2010

Rapporti Sessuali Completi

Non so se qualcuno si ricorda dei "Rapporti Sessuali COMPLETI".

Cercavamo di sapere dai nostri coetanei se già li avevano avuti; i nostri genitori tentavano di carpirci prove o ammissioni con subdole trappole; e pensare che il più delle volte neppure noi stessi avremmo saputo dire se li avevamo avuti o no.

Oggi la distinzione tra completo e "semplice" mi sembra diventata anacronistica.
Eppure un senso potrebbe ancora averlo. Mi riferisco al nostro continuo, quotidiano relazionarci.
Può sembrare una banalità, ma quante volte nel corso di una giornata il nostro modo di comportarci è condizionato dal sesso di chi ci sta di fronte o a cui stiamo scrivendo o parlando al telefono ?

Quanti di questi rapporti li potremmo definire sessuali, senza in alcun modo neppure sfiorare la carnalità, la molestia e neppure il flirt ?
Quanto ci dà piacere essere riusciti a strappare un sorriso sincero alla barista o alla funzionaria delle poste, o aver accennato ad alcuni problemi con un'amica  o una collega ?

Si tratta pur sempre di rapporti importanti che ci danno piacere,  forse più veri e significativi di certi "rapporti sessuali completi".
spontaneo = pericoloso
realtà virtuale
sesto comandamento 

giovedì 26 agosto 2010

Morale: A Terra

Nel senso che chi si azzarda anche solo appena a sollevare il tema, viene investito dal fango tutt'attorno.
Così il teologo Vito Mancuso esprime pubblicamente il disagio di continuare a pubblicare i suoi libri per Mondadori che, asserisce il  prof. Mancuso,  sembra stia beneficiando di una legge ad hoc che le permetterà di risparmiare circa 300 milioni di tasse a suo tempo insolute.
Il teologo si pone dei dubbi morali sul continuare a lavorare per Mondadori, essendosi proposto una vita incentrata su principi di giustizia.
Mondadori, da lui interpellata, gli risponde ma in maniera che egli non ritiene convincente.

Alcuni  dei colleghi scrittori, anch'essi chiamati in causa, gli rispondono con toni molto sfumati, salvo forse  il matematico Piergiorgio Odifreddi, che credo abbia rinfacciato al teologo tutti i soldi che la Chiesa incassa (secondo la legge).

A me sembra che se non sono gli intellettuali a dare il buon esempio, siamo proprio finiti.

Mi spiego meglio: è probabile, anzi certo, che problemi morali dello stesso ordine si siano presentati anche  a molti lavoratori dipendenti da aziende che producono fucili da caccia, armi talvolta adoperate per gesti criminali.
Ma è altamente improbabile che l'operaio di questa ipotetica fabbrica possa permettersi di licenziarsi e cercarsi un altro lavoro.

Qui parliamo invece di scrittori che vendono tanto, che qualunque casa editrice ambirebbe avere sotto contratto, e che quindi non avrebbero difficoltà a pubblicare i propri libri presso altri.

Allora qual'è il problema, che siccome l'operaio e l'impiegato non possono permettersi il dilemma morale,  se ne deve disinteressare anche l'intellettuale ?

Mi sembra una particolarmente perversa forma di solidarietà.
morale: a terra 2
l'avvenire del giornale
il fattore umano 
libero mercato in libero pensiero
sepolcri rossastri 

giovedì 19 agosto 2010

Divina Incoscienza

Tutti abbiamo sperimentato l'importanza di dare un nome.

Alcuni di noi hanno vissuto i travagli dello scegliere il nome giusto per il figlio; i lettori più giovani si saranno trovati in difficoltà a dare un nome al proprio animale domestico, e alcuni magari a trovare un soprannome allo scooter.

Imporre un nome, da sempre ìmplica una autorità verso chi quel nome riceve, ma ancor più una forte responsabilità e un dovere di protezione nei suoi confronti.
Così, narra la Bibbia, Dio stesso all'atto della creazione impone i nomi a ciò che sta plasmando; la luce e le tenebre le chiama giorno e notte, il firmamento lo chiama cielo, mentre all'acqua ed all'asciutto dà i nomi di mare e terra.

Sicuramente un privilegio divino, dare nome ad ogni cosa creata... Ma non a tutte.

Infatti il Signore, dopo aver formato l'uomo, vuole che continui lui ad imporre nomi.
Dio stesso porta davanti ad Adamo ogni uccello e animale, sta ad osservare in che modo l'uomo chiama ciascuno di essi, e decide che qualunque sia, quello resterà per sempre il suo nome.
censimento fatale

Così facendo, Dio sembra che abbia voluto associare l'uomo alla sua stessa opera creatrice, rendendolo proprio collaboratore.

Anche l'uomo perciò, stando a questa narrazione, avendo imposto nomi a tutti gli animali, ha una autorità, ma ancor più una responsabilità e un dovere di protezione nei confronti della natura.

Fiduciosi che il creatore sappia di chi a sua volta potersi fidare, nonostante tanti disastri osiamo dunque sperare che il futuro della terra sia nelle nostre mani, e che queste siano le migliori possibili.

superiorità della specie
impronta ecologica
pastori e magi
senza abbassare lo sguardo
the road 
l'ultimo cnesimento

giovedì 12 agosto 2010

Triste Pensione ?

Leggo su di un quotidiano il grido di dolore di un docente universitario.

Prossimo agli 80 anni, le nuove norme (forse) lo costringeranno alla pensione.
Ma, dice lo stesso prof., lui ha tante qualità ed esperienze, tante perle preziose ancora da distribuire; la sua scienza potrebbe ancora essere importante per la formazione di tante giovani menti.

Va bene, abbiamo capito, ci fidiamo sulla parola.
Però nella vita ci sono tanti cicli che si aprono e che ad un certo momento devono chiudersi.
Ri-ciclarsi, in questo caso, non sarebbe nulla di avvilente, anzi potrebbe dire aprire una nuova fase, sicuramente fruttuosa e ricca di soddisfazioni per una persona con tante qualità.
Non pretendiamo certo che il prof. si trasformi in imprenditore, ma viste le sue doti è sufficiente che faccia girare un curriculum, o semplicemente il proprio nome, specificando che da ora avrà maggior tempo libero e sicuramente riceverà tante proposte che non potrà soddisfarle tutte (conferenze, convegni, consulenze…).

Andare in pensione non fa certo perdere le proprie qualità e capacità, ma per chi ne ha voglia può voler dire metterle a frutto in maniera differente.
A meno che quel frutto non sia così attaccato all'albero, che senza di esso perderebbe tutte le sue (presunte) qualità.

O forse conferenze, convegni e consulenze, tutti retribuiti in aggiunta allo stipendio sicuro di docente, il nostro prof. li fa già da anni (nel “tempo libero”, ovviamente).
togliere ai poveri e lasciare ai ricchi
non autosufficienza dell'anziano
over 65
giovane regina e vecchi presidenti 

giovedì 5 agosto 2010

Malattie Della Crescita

Ormai ogni età della vita non è più vista come una fase con una sua autonoma dignità, ma come un problema da superare.

A cominciare dalla vecchiaia; un tempo, arrivare ad una veneranda età era motivo di prestigio e di orgoglio, oggi è un peso spesso insostenibile.
I bambini, che tenerezza, ma sono solo degli uomini in miniatura; e gli adolescenti, così sgraziati e spigolosi, speriamo che crescano in fretta.
Se poi sei un giovanotto, aspettano solo che tu metta la testa a posto.
Insomma, già abbiamo medicalizzato la paura e l'angoscia, a qualunque livello di disagio, facendole diventare sempre e comunque un disturbo nevrotico.
Adesso abbiamo anche degradato ogni stadio della vita trasformando ciascuno di essi in una malattia.

In Kenya il 12% dei bambini non arriva ai 5 anni di età, e se diventano adulti, la loro aspettativa di vita è di 54 anni.
Proviamo a chiedergli cosa ne pensano.

73 anime perse
toy story 3... (generazioni)
statistiche e meriti
mai dire ansia 
piacere e paura
volume 54 
bisogni e meriti
una malattia come le altre

giovedì 29 luglio 2010

Non Autosufficienza Dell'Anziano

Una volta si chiamava vecchiaia, ora si chiama così.
Una volta era un'età, una fase di vita, oggi è un problema economico, perché un settantenne spende o costa il doppio di un quarantenne in presidi sanitari, e il novantenne addirittura tre volte tanto il quarantenne.
Da qualche giorno lo leggiamo sui giornali, e tutti a pontificare che la si deve smettere col sistema delle badanti, e che però causa bassa natalità non ci saranno figli e nipoti per curarsi di questi qui (saremo noi) che non vogliono schiattare, e via così.
E allora dicono di farli rimanere al lavoro a tempo indeterminato, così tra la pensione e il decesso avranno meno tempo durante il quale angustiarsi pensando al futuro.
Pur con tante sfaccettature tra lavorare di più, assicurazioni sociali e fondi ad hoc, la soluzione che si propone è sempre solo quella di trovare soldi per accudire coloro che sono affetti da questa malattia incurabile che è la lunga vita, anche se così torniamo punto e a capo, perché i soldi serviranno per pagare il già vituperato sistema badanti (fortuna loro).
Grazie tante!
Da sempre, chi ha potuto ha messo da parte i risparmi per la vecchiaia e per fare qualunque cosa servono i soldi.
Nessuna vera proposta dunque.
Qualità e stili di vita possibili non sono altro che trascurabili particolari.
triste pensione ?
togliere ai poveri e lasciare ai ricchi

giovedì 22 luglio 2010

Toy Story 3... Generazioni

Film d animazione Disney-Pixar, venerdì sera con mio figlio Giulio, nove anni lui e cinquanta io.

Di fianco a noi due ragazze sul filo della maggior’ età.

E’ lo spettacolo delle venti e trenta, finisce in tempo per andare da qualche altra parte, verso divertimenti più adulti.

Sono ben vestite e truccate senza essere appariscenti, e si stirano giù l’abito un po’ corto.

Seguono il film in silenzio e senza un sorriso, ma con serietà ed attenzione. Ricorda loro sentimenti adesso estranei, da poco rimpiazzati con nuovi desideri, e che forse un po’ rimpiangono.

Al termine, accartocciato col bicchiere del pop corn, un pacchetto di Winston da dieci.

Nella fila dietro, l’altro mio figlio e i 3 amici tredicenni, non hanno nostalgie loro, ma incertezze su ciò che stanno diventando, e per farsi forti segnano rumorosamente il distacco dall’ infanzia, rappresentata sullo schermo, con commenti derisori verso ciò che vorrebbero superare ma in cui sono ancora immersi.

Le due giovani donne e i quattro ragazzini sono in bilico su soglie che ben conosco, e forse tra tutti loro solo io riesco a ridere di cuore alle battute dei giocattoli animati sullo schermo.

Anche Giulio ride ma è contento soprattutto di avermi a fianco.

Generazioni diverse, femmine e maschi, mi fanno tutti tenerezza e non sapendo a chi sentirmi più vicino, per sentirmi sicuro stringo la manina forte di Giulio.
spontaneo = pericoloso
diritti pesanti per fragili spalle
diversamente fedele
67 lune
senza abbassare lo sguardo
per sempre figlio 
le bombe e la caramella

giovedì 15 luglio 2010

Censimento Fatale

Leggo che il re Davide si attirò una severa punizione da Dio per aver compiuto un censimento degli Israeliti.


Sicuramente il suo venne considerato un atto di superbia ma, forse ancor di più, l'espressione di un sentimento di possesso nei confronti di quelli che il re non considerava più un popolo, ma dei sudditi.

Pretendere di contare tutti gli uomini della nazione, assegnando a ciascuno un numero, significava degradarli da individui a cose, equivaleva a trattare uomini come merci.




Oggi accettiamo di buon grado di essere censiti, ma abbiamo inventato tanti altri modi per trasformarci in numeri.

E allora ben venga un Dio che non ci considera merce intercambiabile e sacrificabile, ma persone uniche e preziose.
divina incoscienza
coraggio di partire, coraggio di restare
il cireneo
l'ultimo censimento

giovedì 8 luglio 2010

Magistrati In Sciopero

Assistiamo periodicamente a feroci attacchi alla magistratura.
Non che manchino critiche anche giustificate, ma ben altro conto è il tentativo di delegittimare tutta la categoria.

Da qualche tempo va anche di moda declassare tutti i magistrati in quanto non sarebbero altro che dei pubblici dipendenti, e neppure "Eletti".

Sappiamo che la fine dell'assolutismo e l'inizio della democrazia sono legate alla separazione dei tre poteri dello Stato: legislativo, esecutivo, giudiziario.
La magistratura nel suo insieme non è dunque una classe di impiegati di alto livello, bensì un potere dello Stato, come il Parlamento e il Consiglio dei Ministri.

Il fatto che i magistrati non vengano eletti, ma selezionati mediante concorsi pubblici non cambia di una virgola la questione.
Quello che fa problema sono invece gli scioperi, anche recentemente indetti dagli organi rappresentativi della categoria.

Organizzare o partecipare a scioperi, nel caso dei magistrati, fa pensare alla perdita di senso del proprio ruolo e rafforza gli attacchi di chi li considera dei "semplici” pubblici dipendenti.
voto di idoneità
cambiare le carte in tavola
la tav e l'antimuffa 

giovedì 1 luglio 2010

King Size (Il Male Minore ?)

Annunciato l'ennesimo aumento dei prezzi delle sigarette.

Ma in tutti, giovani e vecchi, c'è una componente tragressiva della personalità.
Poiché tale componente non è un fattore eliminabile ognuno, secondo le proprie attitudini e secondo l'età, deve imparare a gestirla positivamente, così come si dovrebbe fare per le proprie innate pulsioni aggressive.
Allora, cos'è "preferibile" ?
Che un giovane faccia la sua esperienza di trasgressione con qualche occasionale sigaretta o come protagonista del bullismo di branco ?
Al momento, specie dalle nostre parti, sembra quasi esserci più rigore, se non indignata esecrazione, verso la sigaretta che contro gli atteggiamenti di bullismo, magari legati al tifo calcistico.
Anche coloro che sono per la liberalizzazione delle "droghe leggere", così come i proibizionisti, dovrebbero essere d'accordo che se aumenta il prezzo del tabacco non è per nobili motivi, ma solo per maggiori entrate fiscali e profitti.
Entrambe le categorie dovrebbero forse contrastare questi aumenti.
Chi vuol liberalizzare dovrebbe avere ovvi motivi per farlo, anche se talvolta c'è più compassione e solidarietà per il malato tossicodipendente che verso un moderato tabagista iperteso col colesterolo un po' alto.
Meno ovvi sembrano i motivi dei proibizionisti, che tuttavia potrebbero acquisire una maggiore sensibilità.

Perché non so se qualcuno se ne è accorto, ma mentre le puzzolenti sigarette hanno prezzi sempre più alti, gli spacciatori in erba del sabato sera hanno messo in saldo le loro asettiche pasticche.
Pasticche senza odore né vergogna che a basso costo divorano, rapide ed  in silenzio.

diritti pesanti per fragili spalle
toy story 3...generazioni
felice incoerenza
die deutsche weisheit 
benedetta playstation
le bombe e la caramella 

giovedì 24 giugno 2010

Stabilimento Giambattista Vico

Credevamo che il progresso scientifico e tecnico ci stesse liberando.
Pensavamo che i nostri "privilegi" si sarebbero traformati in diritti per tutta l'umanità.
Illusi che il lavoro fosse un mezzo di realizzazione e sviluppo,
il fondamento del nostro essere nazione.
Scopriamo che il lavoro può ancora essere degradato a ricatto.
Può ancora assorbire e asservire a se stesso le vite di intere famiglie,
di famiglie di intere regioni dell'occidente industrializzato.

Non per il volere di un singolo maleducato,
di cattivi padroni che bestemmiano e ti fan fare tardi a cena.

Ma  per editti emanati da società beneficenti,
da imprese di bandiera dal volto umano.

Da chi sa di avere il diritto e il potere per imporsi;
da chi forse crede anche di averne il dovere verso la collettività.

In cambio di tasse ed incentivi con cui quella collettività per decenni l'ha sostenuto.
togliere ai poveri e lasciare ai ricchi
non autosufficienza dell'anziano
il fattore umano 
made in Italy
ogni 150 anni
grande manifestazione

giovedì 17 giugno 2010

Cambiare Le Carte In Tavola

Sempre più  in voga tranciare pesanti giudizi o battute sulla Costituzione.
Il paradosso è che il più delle volte chi dice certe cose lo fa da  posizioni
istituzionali conquistate proprio in base alla stessa Costituzione.
Una volta si diceva che non si deve mai sputare nel piatto in cui si mangia.
Io dico che chi gioca un certo gioco deve anzitutto perseguire i risultati seguendo le regole che già ci sono, e non nascondersi dietro l'assoluta necessità di cambiarle.
Sono le stesse da parecchi decenni.

giovedì 10 giugno 2010

Voto Di Idoneità

Da sempre il reclutamento dei magistrati, nonché dei pubblici dipendenti, avviene mediante concorso pubblico, di volta in volta con diverse e successive prove da superare.
In genere si tratta di prove finalizzate alla verifica del sapere ed eventualmente del saper-fare di chi si presenta per un certo incarico.
Ma ora non basta più !

Si prospettano anche colloqui di idoneità psico attitudinale, che immagino siano volti a verificare il saper-essere di un magistrato o di un dipendente pubblico.
Il suo saper-essere equilibrato, onesto, collaborativo etc.

Curiosamente, la stessa verifica non viene proposta per chi è eletto col voto del popolo, e quindi designato per legiferare e governare.

Si presume infatti che in Parlamentari, Sindaci etc., poiché hanno superato la prova del voto, esistano tutte le capacità necessarie, nonché le doti di equilibrio, onestà e via dicendo.

Ogni eventuale imperfezione viene purificata dall'Elezione.
La conquista dei voti, non importa in che modo ottenuta, colma ogni lacuna e sana ogni impurità, trasformando radicalmente colui che per l'appunto, è ormai L'Eletto.
magistrati in sciopero
cambiare le carte in tavola
camere costose

giovedì 3 giugno 2010

Togliere Ai Poveri E Lasciare Ai Ricchi

Sono state annunciate le misure progettate per evitare di sprofondare sempre più nel baratro della crisi economica.
Una manovra vagamente contraddittoria, rispetto agli indebitamenti sinora incoraggiati tra i consumatori con inviti ed incentivi alla spesa.
Una manovra che speriamo vada a buon fine.

Ciò che più stupisce è comunque la meraviglia di chi scopre che i provvedimenti ricadono soprattutto sulle spalle di coloro che già hanno di meno.
Con toni giustamente ma altrettanto ingenuamente scandalizzati.

Da che mondo è mondo infatti, in guerra ci vanno gli straccioni.
Le vittime di qualunque conflitto, anche sociale ed economico, sono fanti e marinai semplici, e solo marginalmente ammiragli e generali.

L'augurio è che per i prossimi futuri "caduti" sotto i sacrifici della manovra, vi sia più considerazione e riconoscente memoria di quanta ne dimostriamo verso coloro che si sono sacrificati, consapevolmente o meno, versando il proprio sangue per la nazione.
stabilimento giambattista vico
la memoria e il corteo
statistiche e meriti
ogni 150 anni
financial masters 
largo ai colonnelli?

giovedì 27 maggio 2010

Licenza Di Satira

Anche su questo un giorno bisognerà fare chiarezza.
Trincerarsi dietro una legittima autonomia della satira per giustificare insulti ed ingiurie non è più accettabile.

La libertà di satira è connessa con la libertà di pensiero e di espressione, ma questa va da sempre esercitata nel rispetto della dignità delle persone.


Fare della satira uno scudo dietro il quale colpire impunemente a destra e manca, utilizzando anche colpi proibiti, è scorretto e vigliacco.

Dare l'etichetta di satira ad atti di violenza morale non vale a trasformarli in accettabile, seppur aspro, esercizio di critica, così come chiamare atto d'amore un pugno sferrato ad un bimbo non serve a trasformarlo in carezza, e neppure in educativo rimprovero.

consumare: a ciascuno il suo
diritti pesanti per fragili spalle
soldatini di piombo
la bestemmia la legge e gli innocenti
il buon selvaggio

giovedì 20 maggio 2010

La Memoria E Il Corteo

La memoria é il filo conduttore della nostra esistenza.

Ricordare, per un popolo come per il singolo, da' senso ad avvenimenti che, se presi singolarmente, non avrebbero un significato compiuto.
Purtroppo però abbiamo una brutta abitudine, non so se tipicamente italiana

Non c'è anniversario che non possa degenerare in occasione per approfondire inimicizie. Non c'è commemorazione che non rischi di trasformarsi in scenario per accuse e insulti verso i propri avversari e per dare sfogo a rancorose rivendicazioni.

Allo stesso modo, qualunque corteo, raduno e persino funerale possono mutarsi, da manifestazione di appartenenza e volontà, o da rispettoso omaggio, in invettiva e attacco contro un nemico presupposto od opportunamente materializzatosi al momento giusto.

Così  la richiesta di giustizia diviene insulto e la memoria sfigurata, anziché unire, diviene un piccone brandito a scavare fossati ancora più profondi.

magistrati in sciopero
la memoria e il furore
25 aprile minuscolo 

giovedì 13 maggio 2010

Si Invocano Leggi Più Severe

E' il grido che si leva ad implorare non solo sanzioni più pesanti, ma sanzioni più numerose, per comportamenti potenzialmente pericolosi (quali non lo sono ?) sinora non regolati per legge.
Disgustati e sinceramente preoccupati dalla malvagità del nostro agire e dai danni che esso provoca, preghiamo con tutto il cuore lo Stato che ci forgi tavole della legge più rigide, e non con solo 10 comandamenti, ma con 100, 1000, 10000...

Così le leggi, che dovrebbero regolare e risolvere soprattutto le patologie, le eccezioni, le deviazioni, finiscono col permeare tutto il nostro modo di pensare ed agire.
Non ci figuriamo più nemmeno che possa esistere un evento non regolato per legge e nel quale sia invece la nostra sensibilità a dover prevalere: non sapremmo come comportarci.

Così non basta che, dopo aver guidato 10 minuti una minicar, chiunque sia capace di comprenderne affidabilità e limiti, assumendosi pertanto la responsabilità di ciò che combina.
No, serve una legge.

Così, per toglierle subito dal mercato, non basta neppure che le smart drugs mandino i nostri ragazzini fuori di testa, se non c'è la legge che le include tra le sostanze espressamente proibite.

Poi si scopre che non sono previste sanzioni per chi guida stando al telefonino, se si tratta di autisti di taxi e pullman !
E allora bisogna cambiare la legge !
Ma già che ci siamo, essa provveda pure per chi guidando si mette il rossetto, o cerca in tasca gli spiccioli, o smanetta con l'autoradio, o si soffia il naso etc.

La (presunta) imparzialità e oggettività della legge è il motivo per cui la guida in stato di ebbrezza non viene valutata sulle reali condizioni psico-fisiche, con semplici test di coordinazione motoria, ma con la scientifica misurazione dell'alcool nel sangue, ovviamente attraverso apparecchi omologati per legge.

giovedì 6 maggio 2010

Diritti Pesanti Per Fragili Spalle

Siamo troppo abituati a ragionare secondo un'idea di uomo medio, seguendo un modello ispirato ad un tipo standard che riteniamo debba esser buono per ciascuno e per ogni stagione.

Servirebbe invece più sensibilità per capire che siamo tutti uguali nella medesima dignità di persona, ma senza ignorare le differenze, perché sono proprio le differenze che rendono ciascun uomo una meraviglia irripetibile.
A noi invece piace molto la ripetizione, la facile riconoscibilità che non crea problemi.
Così tutto diventa un dettaglio: la differenza di sesso, di cultura, di abitudini, di educazione; persino la differenza di età.

giovedì 29 aprile 2010

Il Lavoro A Una Dimensione

Manca il lavoro ?
Sì, manca il lavoro, quello che consiste nella vendita della propria attività intellettuale e manuale.
Invece non manca certo, né mai è mancato, il lavoro inteso come cose da fare, come agire dell'uomo rivolto ad uno scopo.
Mia nonna e mia madre non hanno mai avuto un datore di lavoro, ma ugualmente hanno lavorato molto, nel mandare avanti la famiglia, nella crescita dei figli e nella cura degli anziani.
Personalmente, io passerei volentieri 8 ore al giorno a leggere e studiare il greco, per poi dedicarmi ad altro nel tempo libero...
Ognuna di queste attività, a volte gratificanti, a volte faticose, di certo nobilita l'uomo.

Ma oggi il solo lavoro vero, l'unico che permette di realizzarsi, sembra essere  quello che ha un riconoscimento formale, il riconoscimento che proviene dal denaro ottenuto in cambio della propria fatica.
un esempio: la sicurezza sociale
stabilimento giambattista vico
over 65
lavori esauriti 
cittadini semplici

giovedì 22 aprile 2010

Spontaneo = Pericoloso

In un comune italiano alcuni bambini dell'asilo non hanno più avuto accesso al pranzo della mensa in quanto i genitori non potevano pagare le quote.
Un Signore, inizialmente ignoto, paga la retta al posto loro così che tutti i bambini, fino alla fine dell'anno scolastico, possano pranzare assieme.
Tuoni e fulmini !
Strumentalizzaione politica dell'evento; interpretazioni contorte e cavillose dell'azione commessa; capziose insinuazioni sulle motivazioni del fatto.
Insomma, un folto branco di denigratori del tipo non faccio mai l'elemosina non per i soldi ma per il principio...

A parte questo, a pensarci bene, ciò che più mi spaventa è che non siamo neanche in grado di immaginare che possa esistere un'azione senza secondi fini.
Tutto ciò che non è previsto per legge come obbligo e nasce invece da un gesto spontaneo non va bene, deve essere guardato con sospetto.

Prima o poi bisognerà riflettere seriamente anche sui secondi fini di tutti quelli che, trovando per la strada portafogli smarriti gonfi di soldi, si ostinano a restituirli.
rapporti sessuali completi
toy story 3...generazioni
sesto comandamento 
respiro
a Cesare quel che è di Cesare  

Peter Gabriel - FAMILY SNAPSHOT (Melt)

domenica 11 aprile 2010

Cause Di Morte (I Dettagli Dopo)

Un Lavoratore viene ucciso per un forte colpo alla nuca dal tubo di un'impalcatura
Un Giovane muore per l'incuria dei medici di una struttura sanitaria.

Solo in un secondo momento il TG aggiunge che il Lavoratore era stato investito dal getto di vapore fuoriuscito da una conduttura e e quindi sbattuto contro il tubo.
Solo successivamente il TG aggiunge che il Giovane era ricoverato, senza che i suoi lo sapessero, a causa delle violente percosse ricevute mentre era sotto la custodia dello Stato

Prima la notizia principale e poi i dettagli...

IN MEMORIA DEL CITTADINO STEFANO CUCCHI

73 anime perse
una assoluta marginalità
i giornali di marzo
Corigliano Calabro (vorremmo sapere)
scarsa immaginazione
a prova di thriller
depressione mortale 

sabato 28 novembre 2009

Coraggio Di Partire, Coraggio Di Restare

Televisione e giornali sempre più frequentemente in questo periodo propongono, sotto forme che vanno dal tragico al caricaturale, storie e testimonianze di persone che si sentono nate in un "corpo sbagliato".
Nate in un corpo, maschile o femminile, non corrispondente a quella che esse sentono come la propria vera identità sessuale.
Il fenomeno, o perlomeno la sua emersione, sembra in aumento,  le testimonianze sono spessso drammatiche ed evocano sofferenze interiori e anche fisiche, fatte di farmaci e chirurgia.
I protagonisti e i loro interlocutori evidenziano spesso il coraggio necessario ad intraprendere un sentiero così impervio.
Su questo mi vorrei soffermare.
Il coraggio è affrontare difficoltà e pericoli, disposti a pagare in prima persona, per un obiettivo od un ideale.
Il coraggio inoltre porta in sé, per definizione, la possibilità del fallimento, altrimenti non sarebbe una virtù.
Io spero che il coraggio di chi compie queste scelte sia sempre unito alla consapevolezza di un possibile fallimento, possibilità che sempre accompagna ogni umana impresa.
Aggiungo un'altra considerazione.
Un senso di estraneità a se stessi o alla realtà si presenta spesso nella vita di molti di noi, anche se per fortuna raramente in forme così estreme.
Mi chiedo allora se c'è più coraggio nel cambiare a tutti i costi, o nell'accettare e nell'accogliere come  positiva opportunità ciò che si è e il luogo dove ci troviamo.
Se di fronte a situazioni di conflitto con se stessi, sia più coraggioso chi con sofferenza sceglie di andarsene, o chi con altrettanta sofferenza sceglie di restare.

king size (il male minore ?)
censimento fatale
ordinary servants (l'orgoglio del servitore)
ministro Mara Carfagna 
pari opportunità per tutti
depressione mortale
 il disagio che nasce dall'agio

lunedì 16 novembre 2009

Radiato A Vita: Grazie Fia

E' di questi giorni la notizia del ricorso presentato da Flavio Briatore contro la condanna inflittagli dalla FIA, con relativa richiesta di risarcimento da parte dello stesso sig. Briatore.
Un ricorso e un appello non si negano mai a nessuno, ma in questo caso particolare devo dire che Briatore riscuote tutta la mia simpatia.
In realtà non è chiaro se sia stato radiato "a vita" dalla Formula 1 o solo "a tempo indeterminato", ma ci piace di più la prima versione.
In un mondo in cui tutto è relativo, in cui persino il sesso di una persona non è più né certo né stabile, in cui i colori di un telefonino non sono vivaci o brillanti, ma "divertenti", un punto fermo ci voleva.
Radiato a vita: proprio come in un romanzo di De Amicis o in un film di Fantozzi !
Credevamo tutto fosse diventato relativo, aleatorio, transeunte e invece no !... grazie Fia, che ci riporti alla solidità di scelte chiare e definitive, che ci richiami al senso di nobili valori che credevamo ormai irrimediabilmente perduti.
Radiato a vita: sentite come suona; è ancora più confortante dei Fagottini del Mulino Bianco, e ci fa sognare di ideali ferrei ed incorruttibili.
Sig. Briatore, è proprio sicuro che non sarebbe più onorevole rinunciare all'appello ed accettare il marchio di "radiato a vita" ?
Tanti auguri.
si invocano leggi più severe
morale: a terra (2)

mercoledì 4 novembre 2009

Il Prezzo Del Dolore

Abbiamo già visto le tristi, anche se forse necessariamente consolatorie, diatribe circa il risarcimento di somme più o meno alte se l'aereo cade da 1000 o da 5000 metri etc uomini e prezzi.
Un prezzo per il dolore psicologico subito dal beneficiario che è morto, ma almeno va agli eredi...
Mi chiedo se queste macabre contabilità non siano un ulteriore modo per allontanarci da noi stessi.
In fondo ciascuno di noi è ciò che mangia, respira etc, ma è anche ciò che soffre.
Dare un prezzo a ogni dolore compresa la perdita di una persona cara pone uno schermo tra noi e una fetta della realtà che è "naturalmente" fatta di lacrime e sangue
Una realtà dolorosa ed inevitabile.
Attenzione, non "dolorosa ma inevitabile".
Dobbiamo ricominciare a saper sommare, ad aggiungere, e non a considerare alcune dimensioni di vita come tetri ed inevitabili pedaggi da evitare o da "prezzare".
Non sono certo un fanatico della sofferenza, anzi, ma se penso a tutto il dolore, innocente o meno, di cui è fatta la storia dell'uomo, capisco che volerlo ripudiare, assieme al sangue di chi ci ha partorito e alle lacrime versate quando la notte non dormivamo mai è  ripudiare una parte di noi, e negare la dignità del ricordo e della celebrazione a coloro che hanno sofferto prima di noi e "per" noi.

poter sognare solo il quotidiano
i giornali di marzo
scarsa immaginazione
depressione mortale II

mercoledì 21 ottobre 2009

Il Sogno Del Teletrasporto

Mio figlio vuol sapere se nel futuro esisterà il teletrasporto come nei film di fantascienza.
Io gli rispondo che probabilmente ci arriveremo.
Penso infatti a tutte le imprese che l'uomo ha sognato nel corso della storia, e a come si sono poi davvero realizzate.
Quando l'uomo inizia a pensare a qualche cosa, ed essa diventa oggetto di riflessione e attenzione, oppure argomento per storie o leggende, basti pensare uno per tutti al mito di Icaro, finisce poi per avverarsi.
Probabilmente è inscritta nel nostro essere la facoltà di perseguire ciò che sognamo o, da un altro punto di vista, quella di farci venire in mente solo cose che possiamo raggiungere.

Viene allora da credere che anche la pace e la serenità in terra non siano un'utopia destinata a restare relegata nei poemi e nelle preghiere, ma possano diventare realtà, come lo è diventato il volare, che sino a un secolo fa ci sembrava impossibile e dopo 70 anni siamo arrivati sulla Luna, e come lo diventerà il ...teletrasporto..
realtà virtuale
i prodotti del pensiero
poter sognare solo il quotidiano

mercoledì 14 ottobre 2009

Poter Sognare Solo Il Quotidiano

Il cosiddetto benessere permette a molti di noi di poter soddisfare ogni desiderio o capriccio.
L'indulgenza dei genitori verso i figli in questo è sbalorditiva, tanto che giungiamo a mettere alla loro portata tutto ciò che vogliono.
Non so se ci rendiamo conto della contropartita che dobbiamo pagare, del male che ci facciamo tutti.
Alla lunga, entriamo in un circolo vizioso che ci impedisce non solo di sognare, ma anche di poter immaginare che esista qualcosa che non sia nella nostra immediata disponibilità.
Se ci riflettiamo un momento, ogni scoperta ed invenzione nasce da una scommessa con se stessi e col destino.
Ed è sempre con se stessi e col destino che si deve scommettere, non solo per andare sulla Luna, ma anche per scegliere di formare una famiglia, per scegliere un lavoro impegnativo o portare avanti un corso di studi seriamente con le proprie forze.
Se continuiamo così, tutte queste strade diverranno impercorribili e da abbandonare, a causa della nostra incapacità ad affrontare le difficoltà, che neanche crediamo più possano esistere, che ci sembrano quasi un affronto al nostro essere, anziché una normale variabile dell'esistenza.
Assuefatti ormai, da una parte ad avere tutto ciò che vogliamo, e dall'altra condannati a non saper immaginare alcun desiderio diverso da ciò che già abbiamo a portata di mano.

il sogno del teletrasporto
realtà virtuale 
messaggio planetario 

mercoledì 7 ottobre 2009

Un Corpo Sociale

Dicevamo più sotto un popolo che abbiamo diversi dialetti, diverse abitudini  e anche livelli di sviluppo molto differenti, ma che 150 anni di carestia ed abbondanza, di guerra e di ricostruzione, di terremoti e soccorsi, di tragedie infinite e di solidaretà impensabili, ci fanno comunque essere un unico popolo.
Notava inoltre un commento onesta-legalità che la garanzia principale del rispetto della legalità sostanziale, individuata dalla Costituzione intesa come espressione di un patto, è la costante opera di partecipazione e controllo da parte del corpo sociale.

Io credo che un documento come la Carta costituzionale viva nel presente di chi la scrive e la vota, ma che poi diventi altro.
Diventa il passato su cui  si sono volute porre delle fondamenta.
Diventa, nello stesso tempo, il futuro che si vuole costruire.
Di queste due dimensioni vive il nostro presente di cittadini, un presente che ci richiede continuamente delle scelte, per le quali sentiamo di avere scarse indicazioni, oltre quelle dei principi fondamentali della nostra Carta.
Questo ci porta ad invocare e ad appellarci a leggi e regolamenti per ogni più minuto aspetto e infimo dettaglio del vivere quotidiano.
Purtroppo questo è esattamente l'opposto di ciò che penso debba essere un corpo sociale, che si regge su poche regole chiare e poi sa fare delle scelte e assumersi le sue responsabilità in base a quei valori ed esperienze condivise che soltanto possono farci essere popolo.
Ma finché anche solo per accettare una multa per eccesso di velocità etilometro vs autovelox pretendiamo la foto regolamentare, nitida e che rispetti la privacy, fatta dall'apparecchio regolamentare e regolarmente segnalato 480 metri prima, penso ci sia ancora parecchia strada da fare, e forse questa sì a tutta velocità.

federalismo centralizzato

giovedì 1 ottobre 2009

Uomini E Prezzi

Ciascuno di noi ritiene di avere una propria intangibile dignità.

Sentiamo, come esseri umani, di impersonare un valore difficilmente esprimibile e di certo non quantificabile.

Perché questo valore è l'insieme di ciò che facciamo e del nostro lavoro, di ciò che pensiamo e dei nostri affetti.

Qualcosa di grande e di fondamentale importanza, che in qualche modo definisce il nostro destino e che non si può né pesare né misurare.

Ma, e faccio solo un esempio, da anni è risarcibile il cosiddetto danno biologico, nel quale rientrano anche le lesioni non materiali che incidono su interessi rilevanti per la persona, considerata anche nei suoi "aspetti relazionali".

Riporto dalla sentenza n.26973/2008 Cass. civile, Sezioni unite che, attenzione, pone un argine e limita le innumerevoli pretese risarcitorie per i più disparati aspetti della vita quotidiana negli anni precedenti addotte:
"...Il giudice potrà invece correttamente riconoscere e liquidare il solo danno morale, a ristoro della sofferenza psichica provata dalla vittima di lesioni fisiche, alle quali sia seguita dopo breve tempo la morte, che sia rimasta lucida durante l'agonia in consapevole attesa della fine. ... Una sofferenza psichica siffatta, di massima intensità anche se di durata contenuta, non essendo suscettibile, in ragione del limitato intervallo di tempo tra lesioni e morte, di degenerare in patologia e dare luogo a danno biologico, va risarcita come danno morale, nella sua nuova più ampia accezione".
Dunque un danno morale quale aspetto del danno biologico.

Comprendiamo così che è risarcibile la sofferenza psichica di chi è su un aereo che sta precipitando e sa che sta per morire.Niente di nuovo, negli USA sono storie di tutti i giorni, ma a me fa impressione questo tipo di giustizia, che, pur tutelandoci, passa attraverso la misurazione e la successiva quantificazione pecuniaria della sofferenza, che è tra gli aspetti più intimi di una persona.

Dicevamo qualche giorno fa(realtà virtuale) che l'uomo sembra sentirsi chiamato a diventare metro e misura dell'universo, e che così corre il rischio di non accorgersi della propria "possibile relatività".

Allora, di questi risarcimenti, voglio cogliere l'aspetto positivo.

Che ci servano da monito per ricordarci che, se anche i nostri affetti hanno un prezzo, se anche noi come persone possiamo essere quantificate, questo è possibile solo perché siamo esseri de-limitati, non assoluti ma in stato di perenne relatività e confronto con "qualcos'altro".

Se alle emozioni di un uomo si può assegnare un prezzo, l'uomo è a sua volta misurabile, e pertanto si trova in un universo che lui non può completamente dominare.


fuori controllo
il prezzo del dolore
puri e spietati
depressione mortale II
tutela universale
Dio di ogni consolazione